Notte bianca dello sport a Milano 2-3 giugno 2008

 Notte bianca dello sport a Milano il 2-3 giugno 2008. Seconda edizione dell’ evento dedicato al fitness e al benessere in tutta la città di Milano. Due giornate interamente dedicate allo sport in tutte le sue sfaccettature, con eventi in varie piazze della città, fra aperture straordinarie e concerti. Oltre 250 appuntamenti concentrati in circa 40 ore, da sabato 2 a domenica 3 giugno, che trasformeranno in particolare l’ asse da piazzale Loreto a corso Sempione in una gigantesca palestra sotto un cielo di stelle. A scatenare la voglia di movida la concomitanza con l’ arrivo del 90˚ GIRO D’ITALIA ciclistico, organizzato da La Gazzetta dello Sport (chiuderà domenica sul circuito di Porta Venezia), la Festa della Repubblica e la celebrazione della Giornata Nazionale dello Sport. Ospiti numerosi campioni, da Andrea Zorzi a Margherita Granbassi, da Dino Meneghin alla coppia iridata di danza su ghiaccio Barbara Fusar Poli- Maurizio Margaglio. Da non perdere!
Alcune anticipazioni:
La notte della bike: il 2 giugno dalle ore 14.00 alle 04.00 della mattina un percorso in mountain bike affiancati dai maestri della scuola italiana di bike da Corso Buenos Aires fino a piazzale Oberdan.
Steet Soccer: dalle ore 19.00 alle 06.00 in Porta Venezia 10 ore no stop di calcio 3 contro 3.
Le olimpiadi delle famiglie ai Giardini Pubblici di via Palestro dalle ore 10.00 alle 19.00 sia del 2 giugno che del 3 giugno.
L’ arrivo del giro d’ Italia il 3 giugno alle ore 16.00 in Corso Venezia
E ancora, il Villaggio dello Sport in Piazza Cannone e tanti, tantissimi altri eventi sportivi, mostre, spettacoli, concerti in tutta Milano.

Omeopatia o Omeofobia? La Lancet definisce l’ omeopatia Effetto Placebo

 Omeopatia: avversata dal mondo scientifico,osteggiata dai media, bollata come inutile e inefficace. Vale la pena di domandarsi il perchè di tanta avversione (e anche di tanta attenzione !)nei confronti dell’ omeopatia e dei rimedi omeopatici. L’ omeopatia è infatti stata definita efficace come un placebo: la stangata viene dalla prestigiosissima Lancet. Il mondo accademico, vagliati i risultati di sei revisioni degli studi scientifici condotti negli ultimi anni, ha puntato il dito sugli “inattesi effetti collaterali” dell’ Omeopatia e la relativa mancanza di informazione. E i nove milioni di italiani che ricorrono regolarmente ai rimedi omeopatici sono stati definiti persone altamente influenzabili. Non importa se a trarre beneficio dai rimedi omeopatici siano spesso i neonati. Anche in questo caso si tratterebbe di effetto placebo. I piccoli si lascerebbero trarre in inganno dall’ atteggiamento materno e risponderebbero così positivamente alla cura omeopatica. Ma l’ omeopatia resta la cura più amata dagli italiani. Secondo un’indagine Doxa in Italia le persone chi si curano con l’ omeopatia rappresentano il 23% della popolazione e oltre la metà degli italiani desidererebbe che il proprio medico di famiglia, pediatra o specialista, potesse conoscere e praticare l’ omeopatia per avere la possibilità di disporre del trattamento più adatto al proprio caso: il più efficace e che presenti il minori numero di rischi. Forse varrebbe la pena di smettere di vivere l’ omeopatia come antagonista degli altri approcci terapeutici. Tutti, pazienti, medici e farmacisti dovrebbero probabilmente partire da un assunto molto diverso e porsi la domanda: pur non essendo una panacea, l’ omeopatia può essere una valida alternativa terapeutica che non sviluppi alcuna tossicità o effetto collaterale ? Questo è quanto ci si aspetterebbe. Il dubbio è che tra polemiche e falsi problemi si perda di vista l’ unica cosa che conta veramente: la salute della gente. Per fare chiarezza abbiamo interpellato Christian Boiron, presidente dei Laboratoires Boiron, la prima azienda al mondo produttrice di medicinali omeopatici. Definito, per la sua grande passione per il sociale e la ricerca, “il farmacista filosofo”.
L’ INTERVISTA A BOIRON SULL’ OMEOPATIA
D- Da cosa nasce esattamente tutta questa polemica sull’ omeopatia ?
R- Inizialmente il Lancet ha pubblicato una serie di articoli nei quali denunciava l’ inefficacia dell’ omeopatia. A sostegno sono state presentate le conclusioni di 6 meta-analisi giudicate come totalmente negative e che al contrario, giungono tutte alla stessa conclusione: la positività relativa, ma indubitabile, dell’ omeopatia. Onde evitare la diffusione di questa distorsione della realtà ho emesso immediatamente un comunicato destinato a tutti i giornali. Il Corriere della Sera però ha deformato completamente le nostre parole rendendole faziose e incomprensibili. Il sospetto è che sia in atto un tentativo di sviluppare una sorta di ‘omeofobia’ proprio per contrastare il successo crescente dell’ omeopatia.

Menopausa. Sintomi e cambiamenti della donna

 Menopausa: vampate, secchezza, insonnia e depressione non sono necessariamente compresi nel pacchetto. Dal punto di vista tecnico-pratico la parola menopausa ha un significato preciso: esaurimento della funzione riproduttiva ed ovarica. Ma per tutte le donne la menopausa è un punto di confine preciso: biologico, sociale, emotivo, esistenziale. Si verificano infatti dei cambiamenti ma… senza drammi. Da precisare che non tutte le donne presentano gli stessi sintomi e sono soggette agli stessi disturbi della menopausa. Inoltre, molti dei cambiamenti che si accentuano nella menopausa, in realtà non giungono dall’ oggi al domani, ma si tratta di cambiamenti già in atto negli anni (come ad esempio la pelle che diventa più secca e la comparsa delle rughe).
SINTOMI DELLA MENOPAUSA E CAMBIAMENTI DELLA DONNA
Dolori ossei. Sono i sintomi più frequenti: se ne lamenta circa due pazienti su tre. In realtà spesso non sono preoccupanti, sono la conseguenza di un poco di ruggine sulle articolazioni o di un certo rilasciamento muscolare, soprattutto dei muscoli che sorreggono la colonna vertebrale. Sarà sufficiente muoversi di più e meglio, facendo adeguata attività fisica, per recuperare un buon livello di benessere.
Vampate. Sono il secondo sintomo, riferito dal 63% delle donne in visita dal ginecologo.
Malessere emotivo. La maggior parte delle donne denunciano disturbi del sonno (nell’ addormentarsi, nella durata, nella qualità del sonno) irritabilità e depressione (intesa nella accezione più comune, senza precisazioni scientifiche). Altri sintomi in ordine di incidenza sono palpitazioni (sensazione del cuore che batte forte, battiti accelerati o tachicardia), mastodinía (dolore al seno), perdita di memoria (spesso più apparente che reale, legata soprattutto allo stress: per ricordare occorrono concentrazione e tranquillità), cefalea e, a volte, spotting (piccole perdite di sangue dalla vagina).
Disturbi urinari. In alcune donne, se non si prendono provvedimenti, con il passare degli anni dalla menopausa, si possono gradualmente instaurare altri disturbi nella funzione urinaria.
Secchezza vaginale. La ridotta attività delle ghiandole vaginali limita, in alcune donne, la produzione di muco: questa è il motivo per cui alcune donne (circa 1/3) riferiscono, generalmente dopo alcuni anni, secchezza vaginale, e rapporti più dolorosi.
Ghiandole sudoripare. Alcune donne riferiscono minore attività delle ghiandole sudoripare, di quelle salivari (secchezza nella bocca), e del condotto nasale, con minore produzione di muco. Ma questo, ovviamente, rappresenta un problema minore.

Casa ecologica con bioarchitettura e ristrutturazione sostenibile

 Casa, dolce eco-casa. Volete una casa secondo natura? Dalla scelta dei materiali all’ isolamento acustico, dagli arredi ai particolari che contano si può aiutare l’ ambiente (e la salute personale) con la bio-architettura e la ristrutturazione sostenibile in un’ epoca in cui la sostenibilità è diventata parte del vivere sano. Le regole per una corretta ristrutturazione eco-sostenibile sono poche, ma buone: scegliere materiali e finiture il più possibile naturali, tanto per cominciare. Risparmiare energia, proteggersi dal rumore, ridurre i consumi idrici. Difendersi dall’ inquinamento elettromagnetico, garantire un corretto e continuo ricambio d’ aria, sfruttare il più possibile la luce naturale e distribuire al meglio quella artificiale. E, dulcis in fondo, scegliere arredi ergonomici e tessuti naturali.
LA SCELTA DEI MATERIALI ECOLOGICI
I materiali ecologici sono in genere composti per almeno l’85% da risorse vergini rinnovabili, risultando così traspiranti e permeabili alle radiazioni naturali. Se lo spessore è significativo, soprattutto nel caso di intonaci in argilla cruda o di rivestimenti in legno massiccio, possono assorbire alcuni micro-inquinanti presenti negli ambienti interni, depurandoli parzialmente. In tema di intonaci è consigliabile usare prodotti a base di calce naturale sia in esterni sia in interni, mentre in ambienti confinati si possono utilizzare anche intonaci in terra cruda, in grado di regolare il clima interno, oltre che assorbire e abbattere i rumori. Inoltre, non richiedono tinteggiatura per le loro splendide tonalità naturali e possono essere resi impermeabili grazie a particolari trattamenti a base di cere ed oli naturali. La stessa argilla può essere applicata anche per rivestire il pavimento, che acquisisce un aspetto accogliente per i colori e le tonalità molto calde, è facilmente mantenibile ed indicato anche a situazioni di intenso calpestio. Per la pavimentazione viene preferito anche il legno, purché rifinito con prodotti naturali (a base di olio di lino, estratti di erbe, resine naturali) e con posa a secco, che consente di evitare l’ impiego di collanti nocivi. Anche il parquet è uno splendido materiale per pavimentazione: meglio un prodotto di legno massello, molto più durevole, di provenienza italiana o europea certificata per una gestione forestale controllata (marchio FSC), purché per la finitura superficiale vengano impiegati prodotti naturali (olio cere), che ne esaltano le proprietà funzionali ed estetiche.

Celiachia. Sintomi, diagnosi, test, alimenti per celiaci

 Solo una persona su dieci sa di essere celiaco (intollerante al glutine). La celiachia è una patologia sempre più diffusa in Italia. E’ una malattia subdola perché molto spesso non diagnosticata. I sintomi della celiachia sono infatti generici e imprecisi, possono essere riferiti a molti fattori e solo in un secondo tempo si pensa alla celiachia. Secondo le stime in Italia sarebbero circa 400 mila le persone affette da celiachia, eppure solo a pochissimi, addirittura uno su dieci, sarebbe stata diagnosticata. Per quanto diffusa, la celiachia è certamente sottostimata. La celiachia è una intolleranza permanente al glutine (una sostanza proteica presente in avena, orzo, segale e frumento) che, una volta introdotta, provoca una reazione tossica nell’ intestino per cui i cibi ingeriti non vengono più assimilati. Gli alimenti non digeriti possono portare a un’infiammazione cronica della mucosa che può provocare diarrea, vomito, mancanza di appetito, gonfiore addominale, arresto della crescita (di qui l’ importanza di diagnosticarla con tempestività nei bambini) e perdita di peso.
DAI SINTOMI ALLA DIAGNOSI
Non sempre la celiachia si presenta in modo chiaro. Un tipo di celiachia, definita silente, è pressoché asintomatica (cioè priva di sintomi). Ugualmente subdola è la forma definita atipica che ha sintomi diversi e prevalentemente non riferibili all’ intestino, come ad esempio l’ anemia o la dermatite erpetiforme. La celiachia che gli studiosi definiscono tipica, però, ha una sintomatologia ben identificabile: arresto della crescita (nei bambini dopo lo svezzamento), diarrea, debolezza, perdita di peso, gonfiore addominale e turbe dell’ umore. In presenza di uno o più di questi disturbi è sempre bene sentire lo specialista ed effettuare il test. Vi sono casi, infine, in cui i sintomi sono un po’ meno specifici come disturbi allo stomaco, facilità alle fratture, crampi muscolari e ferite alla bocca.

Verdura di stagione: il cavolfiore per mangiare sano e per la salute

 Verdura fresca di stagione ? Scegliete il cavolfiore. Con la sua perfetta formula di sali, vitamine e antiossidanti, il cavolfiore è la verdura di stagione da non far mancare a tavola. Contiene poche calorie (25 per 100 gr); anche se presente sui mercati tutto l’ anno, è considerato un ortaggio invernale e primaverile. Le proprietà benefiche del cavolfiore per la salute sono molte. È naturalmente ricco di minerali, acido folico, fibre, ferro, fosforo, calcio, potassio, magnesio, fosforo, vitamina C (allo stato fresco, ne contiene quanto le arance) e vitamina B9, necessaria alla moltiplicazione e al rinnovamento cellulare. Ha principi attivi antibatterici, antinfiammatori, antiossidanti, antiscorbuto, depurativi, rimineralizzanti e benefici per la rigenerazione dei tessuti. Il cavolfiore è anche indicato in casi di diabete perché non contiene glutine (è adatto anche ai celiachi). Secondo alcuni studi americani previene il cancro al colon e l’ ulcera e cura l’ anemia. E’ invece controindicato in caso di ipotiroidismo (contiene sostanze che rallentano il lavoro della tiroide). Broccoli e cavolfiori, secondo recenti ricerche scientifiche, sarebbero efficaci nella prevenzione al cancro alla prostata. Uno studio, condotto dal National Cancer Institute di Bethesda, nel Maryland e pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, ha evidenziato che chi segue un’alimentazione ricca di cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, broccoli e cavoli presenta il 49% di possibilità in meno di ammalarsi. Il loro segreto? La presenza di antiossidanti (flavoni) e indoli, in grado di contrastare l’ azione degenerativa dei radicali liberi.

Sovrappeso e additivo E621: il glutammato e l’ obesità

 Esiste un legame tra glutammato (l’ additivo E621) e sovrappeso. Già nel 1969 lo scienziato Dr John Olney scoprì che giovani topi nutriti con glutammato monosodico (MSG) diventavano rapidamenti grassi. Successivi studi hanno dimostrato la stessa cosa anche con molte altre specie di animali; attualmente gli effetti del glutammato sono così noti e accettati che vengono abitualmente sfruttati negli studi sperimentali che impiegano animali resi obesi. Perché il glutammato fa ingrassare? Per provocare un rapido sovrappeso in un animale basta creare danni puntiformi nell’ ipotalamo: il glutammato è in grado di fare la stessa cosa. Gli esseri umani sono 5 volte più sensibili alla tossicità del glutammato e i bambini sono 4 volte più sensibili degli adulti. Secondo alcuni esperti, è la precoce esposizione al glutammato, presente quasi ovunque nei moderni cibi industriali, una della cause dell’ aumento di obesità tra le nuove generazioni. Molecole come il glutammato monosodico sono in grado di favorire non solo l’ obesità, ma anche la sindrome metabolica che rapidamente si sta diffondendo tra la popolazione e che è associata al diabete, all’ ipertensione e ad un maggiore rischio cardiovascolare. Il glutammato monosodico è il sale dell’ acido glutammico, naturalmente presente negli alimenti. Una volta veniva estratto da un’ alga, ma adesso è prodotto industrialmente partendo da colture di lievito fatte fermentare su melassa di barbabietola. A temperatura ambiente, si presenta come una polvere bianca cristallina. Il glutammato fa parte di molecole definite esotossine, che possono creare seri problemi nei soggetti sensibili (allergie, intolleranze, disturbi e malesseri vari). C’è chi giura sulla sua innocuità, mentre altri lo considerano un additivo quanto meno sospetto.

Lo yoga per smettere di fumare e per la fame nervosa. Le tecniche di rilassamento per affrontare il cambiamento.

 Lo yoga è una disciplina benefica non solo per i muscoli, ma anche per il benessere globale della persona. Lo yoga insegna a mantenere le corrette posture corporee, ma anche a ricercare l’ energia interiore. Più che una ginnastica o una filosofia, lo yoga è un modo di vivere. Alcuni lo praticano per sport, perchè rinforza e tonifica i muscoli; altri come terapia, perchè aiuta a far passare il mal di schiena. Lo yoga è utile per rilassarsi, perchè aiuta ad abbattere lo stress. Ma c’è chi lo usa anche per perdere peso e dimagrire (contro la fame nervosa e gli attacchi di fame), smettere di fumare, dormire meglio ¦ C’è uno yoga per tutti e va bene a tutti. Lo yoga si apprende solo da un maestro. Il termine yoga deriva dalla radice sanscrita “yug”, che significa unire, legare insieme: il corpo e l’anima, i muscoli e lo spirito. Significa anche riuscire, attraverso la respirazione, a controllare le emozioni e la volontà. In questo senso la tecnica yoga può aiutare a smettere di fumare o a controllare la fame nervosa, due decisioni che possono portare a stati di nervosismo o di ansia: lo yoga aiuta a correggere le cattive abitudini con le tecniche dolci di rilassamento. Una semplice tecnica di rilassamento può offrire la possibilità di estirpare i vizi comportamentali (come fumo e fame nervosa) e mettere in atto cambiamenti importanti e spesso difficili da realizzare. Le antiche tecniche di rilassamento indiane sono state ribattezzate con il nome di Yoga Nidra. A tali tecniche si ispira anche il Training Autogeno, ma le tecniche orientali si presentano più capaci ed affrontano anche altri aspetti che non riguardano solo il rilassamento fine a se stesso. Esse mettono in atto esperienze di risveglio dello stato dell’ attenzione, poi della consapevolezza e infine una indagine conoscitiva profonda, paragonabile a quella della meditazione. Uno di questi importanti aspetti è rappresentato dal “Sankalpa” (proposito), da esprimere al momento giusto, in relazione ad un cambiamento che si desidera mettere in atto.

Rifiuti a Napoli e i siti per le discariche. Bertolaso anticipa il suo piano.

 Il nuovo Sottosegretario Bertolaso illustra il piano del Governo per fronteggiare l’ emergenza rifiuti: subito al via la costruzione del termovalorizzatore di Acerra, poi toccherà a quello di Salerno. Resi noti in Gazzetta Ufficiale i siti prescelti per la costruzione delle discariche. Per ora Bertolaso ha specificato che il provvedimento contiene tutti i luoghi possibili per l’ apertura delle discariche, ma non è detto che tutti i siti indicati verranno aperti; infatti, verranno valutate le singole situazioni e sulla scelta finale interverrà anche l’ Arpac, Agenzia nazionale per l’ ambiente, per garantire il rispetto della normativa comunitaria sulle discariche. Inoltre Bertolaso ha aggiunto che i siti saranno in tutte le province, in modo da consentire una riserva di metri quadrati tale da arrivare al funzionamento dei termovalorizzatori e al raggiungimento della differenziata. Bertolaso fornisce comunque qualche anticipazione sulle località scelte per la costruzione delle discariche: Serre è esclusa, Chiaiano (presente nell’ordinanza del 30 aprile) è in attesa del responso della caratterizzazione del sito dall’ Arpac. Le due discariche che verranno realizzate entro giugno saranno invece a Savignano Irpino, in provincia di Avellino, e a Sant’ Arcangelo Trimonte, in provincia di Benevento.
Ecco l’ elenco delle 10 discariche individuate per lo smaltimento dei rifiuti :
Sant’Arcangelo Trimonte (BN) – localita’ Nocecchie
Savignano Irpino (AV) – localita’ Postarza
Serre (SA) -localita’ Macchia Soprana
Andretta(AV) – localita’ Pero Spaccone (Formicoso)
Terzigno (NA) – localita’Pozzelle e localita’ Cava Vitiello
Napoli localita’ Chiaiano (Cava del Poligono – Cupa del cane)
Caserta – localita’ Torrione (Cava Mastroianni)
Santa Maria La Fossa (CE) – localita’ Ferrandelle
Serre (SA) – localita’ Valle della Masseria

Emergenza rifiuti: discariche, termovalorizzatori, raccolta differenziata. Il piano di Governo.

 Emergenza rifiuti: 30 mesi di tempo per uscirne. Un decreto legge di 17 articoli e la nomina di Bertolaso a sottosegretario, questo il pacchetto elaborato dal governo Berlusconi e approvato nella prima seduta operativa del Consiglio dei Ministri. Il piano si sviluppa lungo quattro direttrici: l’ allestimento di discariche e la costruzione di termovalorizzatori; l’ impiego dell’ esercito a tutela delle aree allestite per gli impianti; l’ affidamento alla Direzione distrettuale antimafia delle questioni relative ai rifiuti e ai reati ambientali; l’ obbligo per Comuni e Province a seguire precise tabelle di marcia per la raccolta differenziata. Le azioni per affrontare l’ emergenza rifiuti sono state integrate a piani di educazione alla raccolta differenziata e a un piano di intervento per la salute. Il decreto affida alla Protezione Civile nazionale il compito di coordinare l’ azione del Governo sull’ emergenza rifiuti. Per le discariche sono state individuate cinque aree per costruire nuove discariche in tutte le province campane. Il decreto stabilisce, inoltre, che verranno realizzati quattro termovalorizzatori: verrà completato entro l’ anno quello di Acerra, poi ne sarà realizzato uno a Salerno, uno a Santa Maria La Fossa e uno anche a Napoli. In particolare il capoluogo partenopeo avrà 30 giorni di tempo per indicare il luogo in cui potrà essere realizzato il termovalorizzatore; se non sarà rispettato questo termine, sarà Bertolaso a scegliere l’ area. Infine ci sarà una svolta anche per i sette impianti di combustione dei rifiuti che verranno trasformati in impianti per il compostaggio di qualità, che permettono lo smaltimento della raccolta differenziata. Per garantire la veloce prosecuzione dei lavori le zone verranno presidiate dall’esercito in quanto “aree di interesse strategico nazionale”. Saranno applicate misure severe a chi ostacolerà l’azione di Bertolaso: chi si introdurrà abusivamente in una delle aree preposte alle discariche rischierà l’ arresto da tre mesi a un anno, chi ostacolerà la prosecuzione dei lavori potrà essere punito con un 1 anno di reclusione e chi si farà promotore di disordini rischierà una pena di 5 anni.

Festival Internazionale dell’ Ambiente a Milano e in Lombardia. 5-11 Giugno 2008

 Si svolgerà a Milano e in Lombardia, dal 5 all’ 11 giugno, il primo Festival Internazionale dell’ Ambiente. La manifestazione – promossa da Regione Lombardia, Comune di
Milano, Provincia di Milano, Camera di Commercio di Milano e coordinata da Fiera Milano – propone una settimana di incontri, eventi e manifestazioni che coinvolgeranno insieme esperti, studiosi, politici, associazioni e cittadini, chiamati a riflettere e ad affrontare le grandi sfide dello sviluppo sostenibile e della qualità della vita. Molti i temi specifici su cui discuteranno gli oltre 130 relatori: cambiamenti climatici, energie rinnovabili, nucleare, agricoltura e biodiversità, rifiuti, mobilità, sviluppo, educazione ambientale, architettura. Ricco e articolato il programma, fatto di oltre 200 eventi. Il Festival dell’ Ambiente rappresenta la prima iniziativa sostenuta congiuntamente da Regione, Comune e Provincia dopo l’ assegnazione dell’ Expo 2015 a Milano. La sfida di conciliare sviluppo economico e rispetto dell’ ambiente è uno tra gli obiettivi più importanti di Expo 2015. Particolare importanza in questo Festival dell’ Ambiente sarà dedicata al tema energetico e ambientale nella preparazione di Expo 2015. La peculiarità del Festival Internazionale dell’ Ambiente è quella di caratterizzarsi per affiancare le numerose sessioni di approfondimento ad altissimo livello a un altrettanto vasto elenco di iniziative ed eventi pensati per il grande pubblico, per i giovani, i bambini e le famiglie. Le iniziative del Festival dell’ Ambiente, analogamente a quanto avverrà per Expo 2015, si estendono significativamente oltre i confini di Milano per toccare la quasi totalità delle Province lombarde, a testimonianza delle dimensioni regionali dell’iniziativa. La Regione in particolare promuove nelle città lombarde una serie di manifestazioni nel fine settimana del 7 e 8 giugno: nelle piazze di Bergamo, Brescia, Pavia, Sondrio, Varese, Cremona e Mantova saranno presenti i laboratori creativi curati dalla “Magica Compagnia”, dedicati ai bambini, che saranno impegnati in giochi di gruppo dedicati all’ utilizzo di materiali riciclati e al funzionamento delle energie rinnovabili. Sempre nel week end, a Como e a Lecco saranno presenti gli autobus di Eurolab Mobile, una sorta di laboratorio sperimentale mobile sull’ ambiente urbano e naturale e sulla sostenibilità ambientale. Ad affiancare queste postazioni ci saranno due speaker’s corner dove alcuni tecnici di ARPA saranno a disposizione per illustrare ai cittadini le politiche ambientali di Regione Lombardia e chiarire i loro dubbi.

Cosmetici e filtri solari. I fattori di protezione sono sempre necessari?

 I cosmetici, dai trattamenti per il viso al fondotinta, incluse creme da giorno, creme contorno occhi e perfino i rossetti contengono i filtri anti UV di protezione solare. I filtri anti UV (con i loro numeri preceduti dalla sigla SPF che indica appunto il fattore di protezione) ormai sono ovunque e in quasi tutti i cosmetici compare un numerino: spf 10, 15, 30, 40 oppure 50. Questo numero indica il valore del filtro solare (o spf) aggiunto nella formula del cosmetico e studiato appositaente per proteggere ogni giorno dal sole. In pratica quindi, possiamo schermare e proteggere la pelle dal sole in tanti modi con il make up: con una crema da giorno specifica, idratante o antietà, con il fondotinta o con la cipria. Ma è davvero necessaria questa protezione effetto scudo ai raggi del sole per proteggere il viso ? Oppure, a furia di proteggerla la pelle si indebolisce? Sicuramente andando al mare, in piscina, al lago o nel parco a prendere il sole con una esposizione prolungata, la protezione solare è assolutamente necessaria. Ma quando dobbiamo semplicemente andare al lavoro e la pelle del viso è esposta al sole per poco tempo (il tragitto per arrivare in ufficio!) e non in modo prolungato, non bisogna demonizzare il sole. I raggi solari, in quantità ragionevoli (cioè nel caso di un’ esposizione non prolungata al sole) sono benefici per la cute e per l’ organismo. E’ infatti l’ eccesso (esposizioni lunghe al sole) che provoca effetti negativi come il fotoinvecchiamento cutaneo (invecchiamento della pelle e formazione di piccole rughe). Ma va evitata anche l’ esagerazione in senso contrario: una fotoprotezione con filtri solari elevati per tutto l’ anno impedisce alla pelle del viso di mantenere la sua sana capacità reattiva (reazione naturale agli agenti esterni), indebolendo la produzione di melanina. Chi non prende mai un raggio di sole, ha la pelle pallidissima, sottile, delicata, più soggetta a infiammazioni. Parola d’ ordine quindi buon senso: non esagerare con il sole ma non esagerare neanche con la protezione per il viso durante l’ anno.