Omeopatia o Omeofobia? La Lancet definisce l’ omeopatia Effetto Placebo

di Mariella Commenta

omeopatia, lancet, medicina omeopatica, rimedi omeopatici, efficacia omeopatiaOmeopatia: avversata dal mondo scientifico,osteggiata dai media, bollata come inutile e inefficace. Vale la pena di domandarsi il perchè di tanta avversione (e anche di tanta attenzione !)nei confronti dell’ omeopatia e dei rimedi omeopatici. L’ omeopatia è infatti stata definita efficace come un placebo: la stangata viene dalla prestigiosissima Lancet. Il mondo accademico, vagliati i risultati di sei revisioni degli studi scientifici condotti negli ultimi anni, ha puntato il dito sugli “inattesi effetti collaterali” dell’ Omeopatia e la relativa mancanza di informazione. E i nove milioni di italiani che ricorrono regolarmente ai rimedi omeopatici sono stati definiti persone altamente influenzabili. Non importa se a trarre beneficio dai rimedi omeopatici siano spesso i neonati. Anche in questo caso si tratterebbe di effetto placebo. I piccoli si lascerebbero trarre in inganno dall’ atteggiamento materno e risponderebbero così positivamente alla cura omeopatica. Ma l’ omeopatia resta la cura più amata dagli italiani. Secondo un’indagine Doxa in Italia le persone chi si curano con l’ omeopatia rappresentano il 23% della popolazione e oltre la metà degli italiani desidererebbe che il proprio medico di famiglia, pediatra o specialista, potesse conoscere e praticare l’ omeopatia per avere la possibilità di disporre del trattamento più adatto al proprio caso: il più efficace e che presenti il minori numero di rischi. Forse varrebbe la pena di smettere di vivere l’ omeopatia come antagonista degli altri approcci terapeutici. Tutti, pazienti, medici e farmacisti dovrebbero probabilmente partire da un assunto molto diverso e porsi la domanda: pur non essendo una panacea, l’ omeopatia può essere una valida alternativa terapeutica che non sviluppi alcuna tossicità o effetto collaterale ? Questo è quanto ci si aspetterebbe. Il dubbio è che tra polemiche e falsi problemi si perda di vista l’ unica cosa che conta veramente: la salute della gente. Per fare chiarezza abbiamo interpellato Christian Boiron, presidente dei Laboratoires Boiron, la prima azienda al mondo produttrice di medicinali omeopatici. Definito, per la sua grande passione per il sociale e la ricerca, “il farmacista filosofo”.
L’ INTERVISTA A BOIRON SULL’ OMEOPATIA
D- Da cosa nasce esattamente tutta questa polemica sull’ omeopatia ?
R- Inizialmente il Lancet ha pubblicato una serie di articoli nei quali denunciava l’ inefficacia dell’ omeopatia. A sostegno sono state presentate le conclusioni di 6 meta-analisi giudicate come totalmente negative e che al contrario, giungono tutte alla stessa conclusione: la positività relativa, ma indubitabile, dell’ omeopatia. Onde evitare la diffusione di questa distorsione della realtà ho emesso immediatamente un comunicato destinato a tutti i giornali. Il Corriere della Sera però ha deformato completamente le nostre parole rendendole faziose e incomprensibili. Il sospetto è che sia in atto un tentativo di sviluppare una sorta di ‘omeofobia’ proprio per contrastare il successo crescente dell’ omeopatia.

D- Quali reali prove ci sono che l’ omeopatia funzioni aldilà dell’ effetto placebo?
R- L’ omeopatia è un insieme terapeutico complesso fondato su centinaia di medicinali descritti dalle farmacopee internazionali e su uno o più metodi di prescrizione assai sofisticati che richiedono alcuni anni di studi dopo la laurea in medicina. Quando si studia l’ efficacia di questo sistema terapeutico si guardano due aspetti molto diversi e complementari. L’ efficacia generale della terapeutica omeopatica in alcune patologie: parlo per esempio degli studi medico e farmaco-economici portati avanti in Francia nelle rinofaringiti a ripetizione, le ansie leggere o le bronchioliti. Questi studi mostrano chiaramente l’ interesse e l’ efficacia della strategia terapeutica omeopatica. L’ altro aspetto è molto centrale all’ interno dei dibattiti polemici che agitano alcuni ambienti: tenuto conto della diluizione estrema delle sostanze di base utilizzate per la preparazione dei medicinali omeopatici, come è possibile che si possa trovare ancora un’ efficacia farmacologica ? Sappiate che è da più di 200 anni, data della nascita dell’ omeopatia, che questa domanda ci interpella costantemente e, ad oggi, non abbiamo ancora una risposta teorica. Non possiamo che constatare i fatti e moltiplicare le evidenze di questa azione farmacologia e dei meccanismi fisico-chimici che si mettono in opera. Le equipe scientifiche che si sono interessate a questi problemi e hanno analizzato i dati accumulati in più di 20 anni, hanno concluso tutte allo stesso modo: l’effetto dell’ Omeopatia è reale, senza alcun dubbio. Sul piano clinico esistono numerosi studi effettuati con criteri di rigore e scientificità, pubblicati tra l’altro su riviste autorevoli, come Pediatrics, British Journal of Clinical Pharmacology, J Gynecol Obstet Biol Reprod, Journal of Clinical Oncology, Breast Cancer Res. Le prove cliniche dell’ efficacia dell’ omeopatia si moltiplicano in diversi ambiti, per esempio influenza, rinofaringiti, allergie, diarrea in pediatria, disturbi ginecologici, retinopatia diabetica. Anche in ambito oncologico l’omeopatia può dare il suo contributo: esistono studi che valutano l’efficacia di alcuni medicinali nelle reazioni avverse da radioterapia (come le dermatiti) e da chemioterapia (come nausee e vomito).

D- Le leggi in materia di Omeopatia all’estero sono le stesse che vigono in Italia?
R- No, ogni paese ha la sua regolamentazione… ma l’Italia è terribilmente restrittiva e fa di tutto per frenare il suo sviluppo. Per esempio, è l’unico paese in Europa dove le indicazioni terapeutiche sono vietate sulle confezioni, e per questi prodotti non si può fare pubblicità. C’è un settarismo che non si spiega come cautela per la sanità pubblica, visto che tutti sanno che l’ omeopatia non presenta alcuna tossicità. È chiaro che alcune lobby omeofobe sono ultra potenti. Auspichiamo che in Italia si arrivi presto ad una normativa che consenta a farmacisti, medici e consumatori gli stessi diritti che hanno quelli di altri paesi come la Francia, la Germania, l’Inghilterra, ecc…

D- Quali interessi economici va a ledere l’Omeopatia per essere così avversata da molti media?
R- In Italia personalità del mondo medico e della stampa fanno una battaglia spietata all’ omeopatia per ragioni misteriose, probabilmente ideologiche. In realtà medici, farmacisti e pazienti sono pragmatici, interessati, pronti a conoscere meglio, a comprendere, sperimentare. E’ così che l’ omeopatia si sviluppa, al di là di tutto. Analizzando nello specifico le conclusioni delle 6 meta-analisi che hanno dato il via alla discussione, va innanzitutto precisato che la parola “meta-analisi” si riferisce a uno studio che esamina centinaia di ricerche (cliniche, in questo caso) per trarne delle conclusioni globali. Molteplici equipe scientifiche internazionali hanno proceduto a queste tecniche di meta-analisi per uscire dalla polemica inutile a proposito dell’ efficacia dell’ omeopatia e per tentare di rispondere in modo definitivo alla domanda “l’ omeopatia è efficace?”. In questo caso sono state analizzate diverse centinaia di sperimentazioni scientifiche concernenti l’ omeopatia.
Ecco quindi le conclusioni delle sei principali meta-analisi condotte sull’ efficacia dell’ omeopatia.
Prima meta-analisi: «Il livello di prova degli studi clinici è positivo ma insufficiente per trarre conclusioni definitive».
Seconda meta-analisi: «Per le 17 comparazioni, per ogni metodo utilizzato, il risultato è un valore di p ben inferiore a 0,001. Questo vuol dire che, almeno per uno studio, l’ipotesi nulla (assenza di effetti dell’omeopatia) deve essere rifiutata…Secondo ogni probabilità, il numero di risultati significativi non è dovuto al solo caso».
Terza meta-analisi: «I risultati degli studi randomizzati considerati indicano che l’ omeopatia individualizzata ha un effetto superiore al placebo».
Quarta meta-analisi: «Ci sono prove che i trattamenti omeopatici sono più efficaci del placebo».
Quinta meta-analisi:«21 (19%) studi sull’omeopatia e 9 (8%) studi sulla medicina convenzionale sono stati di qualità superiore. La maggioranza degli odds ratios hanno segnalato un effetto benefico dell’intervento. L’eterogeneità dei risultati è stata meno pronunciata per l’omeopatia che per la medicina convenzionale. E’ poco probabile che questa differenza possa essere attribuita al caso».
Sesta meta-analisi: «I risultati della nostra meta-analisi sono incompatibili con l’ipotesi che gli effetti clinici dell’ omeopatia sono completamente dovuti ad un effetto placebo».

Alla luce di quanto esposto, in effetti, non si comprende come The Lancet e il Corriere della Sera, partendo proprio da queste meta-analisi siano arrivati a conclusioni tanto difformi.

(Tratto da Naturalia – Servizio di Elvia Grazi – B&P Editori Free Press – www.bp-editori.it)