Casa ecologica con bioarchitettura e ristrutturazione sostenibile

di Mariella 5

casa ecologica, bioedilizia, bioarchitettura, bio edilizia, ristrutturazioni, materiali, caseCasa, dolce eco-casa. Volete una casa secondo natura? Dalla scelta dei materiali all’ isolamento acustico, dagli arredi ai particolari che contano si può aiutare l’ ambiente (e la salute personale) con la bio-architettura e la ristrutturazione sostenibile in un’ epoca in cui la sostenibilità è diventata parte del vivere sano. Le regole per una corretta ristrutturazione eco-sostenibile sono poche, ma buone: scegliere materiali e finiture il più possibile naturali, tanto per cominciare. Risparmiare energia, proteggersi dal rumore, ridurre i consumi idrici. Difendersi dall’ inquinamento elettromagnetico, garantire un corretto e continuo ricambio d’ aria, sfruttare il più possibile la luce naturale e distribuire al meglio quella artificiale. E, dulcis in fondo, scegliere arredi ergonomici e tessuti naturali.
LA SCELTA DEI MATERIALI ECOLOGICI
I materiali ecologici sono in genere composti per almeno l’85% da risorse vergini rinnovabili, risultando così traspiranti e permeabili alle radiazioni naturali. Se lo spessore è significativo, soprattutto nel caso di intonaci in argilla cruda o di rivestimenti in legno massiccio, possono assorbire alcuni micro-inquinanti presenti negli ambienti interni, depurandoli parzialmente. In tema di intonaci è consigliabile usare prodotti a base di calce naturale sia in esterni sia in interni, mentre in ambienti confinati si possono utilizzare anche intonaci in terra cruda, in grado di regolare il clima interno, oltre che assorbire e abbattere i rumori. Inoltre, non richiedono tinteggiatura per le loro splendide tonalità naturali e possono essere resi impermeabili grazie a particolari trattamenti a base di cere ed oli naturali. La stessa argilla può essere applicata anche per rivestire il pavimento, che acquisisce un aspetto accogliente per i colori e le tonalità molto calde, è facilmente mantenibile ed indicato anche a situazioni di intenso calpestio. Per la pavimentazione viene preferito anche il legno, purché rifinito con prodotti naturali (a base di olio di lino, estratti di erbe, resine naturali) e con posa a secco, che consente di evitare l’ impiego di collanti nocivi. Anche il parquet è uno splendido materiale per pavimentazione: meglio un prodotto di legno massello, molto più durevole, di provenienza italiana o europea certificata per una gestione forestale controllata (marchio FSC), purché per la finitura superficiale vengano impiegati prodotti naturali (olio cere), che ne esaltano le proprietà funzionali ed estetiche.

Rimanendo in tema pavimenti, anche per cotto, maioliche, grès e grès porcellanato, in fase di posa, si dovrebbero usare collanti a ridotta emissione di inquinanti o meglio ancora a base di calce e resine naturali. Non vanno dimenticati quelli in gomma naturale ed in linoleum, che pochi conoscono come materiali bio-ecologici, ricettivi alla posa a secco (evitando collanti nocivi) ed esteticamente di grande resa.

RISPARMIO ENERGETICO
La misura più efficace per ridurre il fabbisogno termico di un edificio è realizzare un buon isolamento: consente di risparmiare dal 20% al 30% dell’ energia e di recuperare l’ investimento iniziale in breve tempo. 1 kWh risparmiato mediante l’ isolamento termico vale più di 1 kWh prodotto dalla più efficiente caldaia, in quanto i materiali termoisolanti durano molto di più rispetto ad un impianto tecnico. La scelta dell’ isolamento va progettata da tecnici esperti in materia, soprattutto in caso di recupero. S’impone anche in questo caso l’utilizzo di prodotti naturali traspiranti (per esempio lana di legno, fibra di legno mineralizzata, sughero, lana o canapa), che regolano in maniera naturale le condizioni di umidità interna e impediscono l’ ingresso di freddo e la fuoriuscita di calore. Al risparmio energetico contribuiscono anche gli “elementi trasparenti”: vetri e finestre. Oggi, anche alla luce delle nuove normative sul risparmio energetico, si assiste ad una continua evoluzione delle tradizionali fonti di dispersione termica (i serramenti) in componenti isolanti che consentono di sfruttare in maniera passiva l’ energia solare, se orientati nella maniera corretta secondo la situazione climatica. Consigliabile il doppio vetro, dotato all’interno di una pellicola isolante bassoemissiva il cui effetto isolante, nei modelli più evoluti, viene potenziato dall’inserimento di gas nobili come Argon e Kripton. In una posizione ideale e con impianto autonomo si possono disporre dei pannelli solari termici che servono a preriscaldare l’ acqua in ingresso alle caldaie. Se l’impianto è centralizzato il condominio dovrebbe installare un contabilizzatore di calore.
In tema di generatori di calore sono consigliabili le caldaie a condensazione a basso consumo e con riduzione al minimo delle emissioni inquinanti, mentre per la distribuzione del calore è bene preferire gli impianti ad irraggiamento a quelli a convezione, sia per riscaldare sia per raffrescare un ambiente confinato, soprattutto a parete.
Ulteriori vantaggi: una minore circolazione delle polveri nell’aria legata e quindi una migliore qualità dell’aria interna, oltre che una riduzione dell’umidità delle strutture. Con gli impianti a pannelli radianti è anche possibile, aggiungendo soltanto un deumidificatore, raffrescare gli ambienti con lo stesso impianto con cui si provvede al riscaldamento, semplicemente facendo passare nella maglia capillare acqua fredda anziché calda.

ISOLAMENTO ACUSTICO
L’ inquinamento acustico è dannoso per la salute, può provocare a lungo termine emicrania, insonnia, tensione nervosa, mancanza di concentrazione e rendere la casa un luogo inadatto al riposo. Per l’isolamento acustico si può intervenire su pareti, pavimenti e soffitti con feltri di iuta o canapa e tappetini di gomma (vanno fissati interponendo uno strato d’aria in modo da aumentare l’efficacia dell’intervento). Questo tipo di interventi spesso è inutile in caso di strutture in cemento armato. Anche l’uso di doppi o tripli vetri permette di ridurre i rumori provenienti dall’esterno. Ma dovrebbero essere supportati da un impianto di ventilazione controllata per poter avere all’interno dell’abitazione un’aria di buona qualità senza aprire le finestre. Chi ha un ampio giardino può realizzare una barriera verde per isolarsi dai rumori della strada.

RISPARMIO IDRICO
L’ acqua va sempre più scarseggiando. Se ne impone un consumo consapevole. Evitando di mantenere i rubinetti aperti anche in fase di insaponatura, dotandosi di elettrodomestici a risparmio (secondo le norme europee), curando la manutenzione degli impianti idrici, applicando decalcificatori o sistemi magnetici a lavatrici, lavastoviglie e caldaie, dotando i rubinetti di miscelatori termostatici per mantenere costante la temperatura dell’acqua sanitaria del circuito di distribuzione. Ma anche applicando ai rubinetti e ai soffioni delle docce sistemi molto più economici, come gli acceleratori di flusso o i frangigetto, che consentono un risparmio idrico fino al 50%. E utilizzando cassette WC a doppio scarico e consumo ridotto. Tutto va previsto già in fase di progettazione dell’impianto idrosanitario.

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
Tv, radiosveglia, computer, forni a microonde elettrodomestici e apparecchi elettrici generano campi elettromagnetici che a, lungo andare, possono causare pericolose patologie, soprattutto disturbi al sistema nervoso, immunitario e riproduttivo, nonchè forme tumorali.
Peraltro, spegnendoli, non si elimina del tutto la tensione elettrica da essi derivante. I campi elettromagnetici generati dagli apparecchi elettrici, molti dei quali ad assorbimento costante, si sommano ai campi ad alta frequenza creati da agenti esterni (ponti radio e tv, satelliti e radar militari), ma anche da comodi apparecchi domestici sempre più diffusi e apparentemente innocui. Per difendersi da questi effetti nocivi è consigliabile non mettere tv, radiosveglia e computer in camera da letto e non appoggiare il letto contro pareti attraversate da cavi elettrici o dietro le quali vi siano tv, frigoriferi, lavatrici. L’impianto elettrico può essere concepito in modo da ridurre l’inquinamento elettromagnetico negli ambienti interni.

CORRETTA VENTILAZIONE
Una corretta ventilazione serve per mantenere corretti livelli di ossigeno e una buona qualità dell’aria negli spazi interni, in termini di purezza, temperatura e umidità. La scarsa ventilazione provoca la comparsa di muffe e di condensa sulle murature, soprattutto nei locali di servizio. Un vero e proprio inquinamento biologico, con elevata concentrazione di microinquinanti che spesso rendono gli ambienti domestici più pericolosi dell’ ambiente esterno, a causa del sempre maggiore impiego di sostanze chimiche in edilizia, nella realizzazione di arredi, nelle operazioni di pulizia degli ambienti stessi.
Si aggiunge il fatto che gli edifici, con le nuove normative sulla coibentazione, sono dotati di aperture sempre più ermetiche per contenere le perdite di calore attraverso gli spifferi, contribuendo alla mal’aria interna. Le finestre a vasistas consentono di mantenere una minima apertura dall’alto, ottenendo un continuo ricambio d’aria, ma provocando nel contempo dispersione del calore prodotto con elevato dispendio di energia. In linea con le nuove normative di risparmio energetico, è possibile installare impianti di ventilazione, che prelevano aria dall’esterno, la purificano attraverso appositi filtri e la veicolano all’interno, espellendo aria viziata dall’abitazione. Alcuni modelli possono recuperare il calore di quest’ultima in modo da preriscaldare quella in ingresso per contribuire al risparmio energetico.

LUCE NATURALE
Distribuire al meglio la luce artificiale scegliendo tinte chiare e finiture traslucide (stucco o marmorino) per rivestimenti, tendaggi e arredi, soprattutto se si tratta di locali di dimensioni contenute, è il primo passo. In caso di abitazioni all’ ultimo piano o mansarde si possono inserire in copertura particolari condotti riflettenti che catturano la luce dal tetto diffondendola in modo diffuso all’interno delle stanze.
Per disporre in modo ottimale i punti di luce artificiale è importante valutarne attentamente la collocazione in base alla destinazione d’uso degli ambienti per ottenere un’illuminazione equilibrata. E naturalmente scegliere modelli che funzionano con lampade a risparmio energetico.

(Tratto da Naturalia Domus – articolo a cura di Anna Carbone – B&P Editori Free Press – www.bp-editori.it)

Commenti

  1. L’articolo è interessante, ma ha il vizio di segnalare solo FSC come schema di certificazione forestale del materiale legnoso per l’edilizia, quando invece quello che da maggiori garanzie di legname per la provenienza europea è sicuramente il PEFC (www.pefc.it) .
    Cordiali saluti
    Antonio Brunori

  2. Mi associo ai commenti positivi relativamente all’articolo. Quanto a vizi, nemmeno il commento del Sig. Brunori mi sembra ne sia immune. L’affermazione per cui lo schema di certificazione che da maggiori garanzie per il legno di povenienza europea sarebbe il PEFC é assolutamebte generica e soggettiva e si possono all’occorrenza citare numerosi studi, anche recenti (da Footrpints in the forest a Behind the logo all’ultimo rapporto CPET), che dimostrano esattamente il contrario.
    Cordiali saluti.

    Paolo Craig

  3. Non vorrei ingenerare una polemica, ma esiste una risoluzione del Parlamento Europeo in cui è presente la dichiarazione che PEFC e FSC sono considerati equipollenti a fornire garanzia al consumatore di provenienza da fonti legali e sostenibili del legno e carta certificati; il documento originale è reperibile al sito:
    (www.europarl.eu.int/oeil/file.jsp?id=5241922) alla voce A6-0015/2006.
    Questa dichiarazione si trova a pagina 13, pto 32.
    Al contrario Behind the logo è di parte in quanto scritto da sostenitori e fondatori di FSC (mai sentito parlare di Greenpeace?). L’ultimo rapporto di CPET promuove 4 schemi: FSC, PEFC, SFI, CSA (gli ultimi due sotto l’ombrello di PEFC). FSC ha ricevuto più punti, ma un’analisi dettagliata (a proposito: Craig avrà letto il rapporto intero?) evidenzia che 6 punti non sono stati dati al PEFC per una analisi parziale da parte della commissione, che evidentemente non conosceva la natura di schema di mutuo riconoscimento di più schemi.
    Per essere trasparenti: sono il Segretario nazionale di PEFC, rispetto FSC e so quello che scrivo.

  4. Ottimo post; la bioarchiettura è la strada principale per creare abitazioni ecosostenibili e a basso impatto ambientale.