
Fino a poco tempo fa, molti farmaci anti fame, gli anoressizzanti a base di anfetamine erano usati dai medici per curare i casi più seri di obesità, ma la loro prescrizione era riservata alle persone con un indice di massa corporea superiore a 30, in cui gli interventi dietetico-comportamentali non aveva prodotto alcun risultato. Agendo direttamente sul sistema nervoso, infatti, gli anoressizzanti favorivano irritabilità, insonnia, ansia, euforia, depressione, cefalea e tachicardia, assieme a un largo spettro di effetti collaterali sui singoli organi come l’aumento del battito cardiaco, problemi al cuore, ai polmoni e alla tiroide, e un’incidenza più elevata di infarti e ictus.
