Il riso (bianco o nero) di Baraggia del Piemonte non teme confronti per tenuta in cottura e qualità, dall’ antipasto al dolce. Nel triangolo tracciato dal fiume Sesia ad est, il torrente Elvo a ovest sud-ovest e la strada Biella Cossato Gattinara a nord nordovest, un territorio freddo e fortemente argilloso, prende forma e sapore il riso di Baraggia, un riso che in tutte le sue varietà ha una notevole capacità di assorbire i condimenti. Le varietà Baraggia, Biellese e Vercellese DOP mantengono una maggiore consistenza. L’ultimo a completare la gustosa gamma dei risi di Piemonte, il nero di Baraggia integrale a pericarpo nero, con un granello di buone dimensioni e dai tempi di cottura ridotti, (ideale per timballi e piatti a base di pesce) è una chicca per intenditori. Il termine Baraggia da sempre è stato usato per indicare i terreni poco fertili, occupati da vegetazioni spontanee tipiche della brughiera quali rovi, erica e querce. L’ unica possibilità per renderli sfruttabili dal punto di vista agronomico era offerta dalla disponibilità costante di acque irrigue. L’ irrigazione, inoltre, rappresenta lo strumento ideale per neutralizzare l’ acidità del terreno. E il riso, che richiede la pratica dell’ irrigazione per sommersione (la stessa raccomandata per la bonifica) costituiva una delle poche colture possibili. La coltivazione nella Baraggia biellese e vercellese venne inizialmente introdotta in via sperimentale, scegliendo le varietà di riso più adatte alle difficili condizioni climatiche. Il marchio Dop rappresenta un riconoscimento importante per decine di aziende che hanno scelto la strada difficile della produzione di qualità e che oggi sono fortemente preoccupate dall’ ingresso sul mercato europeo e italiano dei risi asiatici. Il riconoscimento del grande valore aggiunto del riso di Baraggia rappresenta un importante tassello delle qualità del Piemonte agricolo e agroalimentare, da tutelare e valorizzare. Con il regolamento CE n° 982/2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Unione Europea, la Commissione delle Comunità Europee ha approvato la Denominazione di Origine Protetta per il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese. La DOP costituisce la più importante certificazione di valore europeo a protezione e valorizzazione dei prodotti tipici agroalimentari per i quali tutto il processo produttivo, dalla coltivazione alla lavorazione e trasformazione, avviene esclusivamente in un territorio delimitato e riconosciuto ufficialmente.
Mese: Giugno 2008
Olio Sabina del Lazio: olio DOP dietetico e salutare
L’ olio d’ oliva Sabina del Lazio deriva da olive raccolte a mano e spremute a freddo, senza manipolazioni o solventi chimici. Questo è il segreto del sapore e della leggerezza dell’ olio Sabina. Quaranta chilometri a nord est di Roma si estende quella parte della catena degli Appennini conosciuta con il nome di monti Sabini. Una zona suggestiva, che il tempo, nei secoli, ha mutato poco, nell’ urbanistica e nelle tradizioni. La produzione di olio d’ oliva Sabina, è ritenuta, da sempre, il prodotto di eccellenza del territorio, riconosciuto dal marchio DOP. Non a caso ritroviamo notizie degli ulivi e dell’ olio sabino negli scritti che precedono la fondazione di Roma. In Sabina vive l’ ulivo più antico d’ Europa, 2000 anni di storia. A rendere speciali le olive e l’ olio che se ne ottiene, color giallo oro dai riflessi verdi e con un’ acidità massima pari allo 0,70%, sono le caratteristiche climatiche della zona di coltivazione e il terreno calcareo, permeabile e asciutto. Molte le varietà di olive impiegate, da sole o in abbinamento: Carboncella, Leccino, Raja, Frantoio, Moraiolo, Olivastrone, Salviana, Olivago e Rosciola. L’ olio Sabina è frutto di un lungo e paziente lavoro, per questo la qualità è altissima. Le olive vengono raccolte a mano e lavorate con il metodo tradizionale della spremitura a freddo, vale a dire con la sola pressione quindi senza manipolazione o addizione di prodotti chimici. Il risultato, sicuramente, non risponde a criteri di quantità bensì di qualità e basta assaggiare il risultato per capirlo: sapore, leggerezza, profumo sono inconfondibili. Le analisi, inoltre confermano altri dati: l’ ottimo valore nutrizionale, le numerose proprietà benefiche che ne fanno un condimento unico e da provare.
Bellezza e canoni culturali. La cultura del fit-wellness
Diverse culture danno luogo a diverse rappresentazioni della bellezza e a differenti estetiche del corpo. Il senso della bellezza assume la forma dei valori e dei canoni culturali che inducono
Chirurgia news: liposuzione dei polpacci, mioplastica, falloplastica maschile
Le tecniche di chirurgia estetica plastica sono in continua evoluzione. Tra le novità nel panorama degli interventi estetici sul corpo troviamo: la liposuzione dal ginocchio alla caviglia per la riduzione di polpacci, la mioplastica per l’ aumento della muscolatura (tramite inserimento di protesi) sugli arti inferiori (soprattutto per aumentare i polpacci) colpiti da scarso sviluppo muscolare a seguito di piede torto o ginocchio varo; la falloplastica, l’ ultima frontiera della chirurgia sessuale maschile per l’ aumento e il miglioramento delle dimensioni del pene.
LIPOSUZIONE DAL GINOCCHIO ALLA CAVIGLIA (riduzione dei polpacci)
Dopo quasi 30 anni di esperienza negli interventi di liposuzione (detta anche liposcultura), la tecnica di chirurgia estetica plastica che consente di aspirare ed eliminare il grasso corporeo in eccesso, esistono ancora delle zone del corpo dove i chirurghi plastici non osano avventurarsi nel timore di ottenere scarsi risultati. E’ il caso della liposuzione dal ginocchio alla caviglia. La mancata soddisfazione di questa richiesta (l’ intervento di liposuzione dal ginocchio alla caviglia è praticata da pochi chirurghi estetici plastici) genera una forte inibizione soprattutto nelle donne che hanno forti accumuli di grasso sui polpacci e aspirano ad una riduzione dei polpacci; di conseguenza molte donne sono restie soprattutto nell’ indossare le gonne. Ma la riduzione del grasso in eccesso dai polpacci può riguardare anche l’ uomo. Alcuni chirurghi estetici praticano la liposcultura (o liposuzione) della zona dal ginocchio alla caviglia da più di 20 anni ottenendo ottimi risultati e liberando le donne dagli antiestetici accumuli di grasso sui polpacci. Il metodo usato per la liposuzione è un modello di cannula ad aspirazione costruito e modellato per avere la migliore efficacia e manualità in queste zone particolari del corpo.
Riduzione addome: addominoplastica, mini-addominoplastica, chirurgia dell’ obesità
Un intervento chirurgico di addominoplastica può essere indicato per due motivi fondamentali:
• per una eccessiva quantità di grasso (addome pendulo)
• per una eccessiva quantità di cute o pelle (addome grinzo)
A queste condizioni principali che portano all’ intervento di addominoplastica possono associarsi altre alterazioni come cicatrici da precedenti interventi chirurgici o ernie ombelicali. La scelta di un intervento di addominoplastica dipende di volta in volta dalle condizioni cliniche del soggetto e dagli obiettivi che si vogliono raggiungere; in quasi tutti i pazienti che si sottopongono all’ addominoplastica esiste comunque un più o meno marcato rilassamento dei muscoli dell’ addome e un eccesso di grasso. Lo scopo dell’ addominoplastica è quello di appiattire la parete addominale (per ottenere una pancia piatta), asportare ed eliminare la cute e il grasso in eccesso, rinforzare i muscoli addominali rilassati e ricostruire l’ ombelico secondo la sua forma originaria. L’ addominoplastica conferisce all’ addome un aspetto più tonico ed è in grado di modellare la linea dei fianchi. Quando è indicata l’ addominoplastica ?
• dopo un forte dimagrimento che causa spesso un eccesso di pelle sull’ addome e muscoli troppo rilassati
• se la lipoaspirazione (o liposuzione) non è sufficiente e oltre all’ eliminazione del grasso in eccesso è necessario eliminare anche la cute in eccesso
• in caso di rilassamento della fascia muscolare dell’ addome dovuta a una o più gravidanze (per le donne), interventi chirurgici all’ addome, o in età avanzata
Oggi è possibile programmare l’ addominoplastica secondo le reali necessità funzionali ed estetiche di ogni singolo caso.
Trattamenti antirughe: botulino, radiofrequenza, biorivitalizzazione, biostimolazione
Nell’ ambito del trattamento antirughe sono moltissime le metodiche usate in medicina estetica. Si tratta di trattamenti non invasivi e non chirurgici per ringiovanire viso, collo, decoltè e mani eliminando o attenuando le rughe sia superficiali sia profonde. Non si tratta di interventi definitivi come nel caso della chirurgia estetica plastica, ma si tratta di trattamenti di medicina estetica che vanno ripetuti nel tempo (di solito una o due volte l’ anno) in alternativa all’ intervento chirurgico. Di solito infatti per ringiovanire il viso ed eliminare le rughe sono usati filler (sostanze iniettabili ambulatoriamente) riassorbibili: l’ effetto di ringiovanimento ha una durata limitata nel tempo. Ecco le principali novità nei trattamenti antirughe applicati in medicina estetica.
BOTULINO IPEDILUITO
L’ uso tradizionale della tossina botulinica (il botox o botulino) prevede la sua iniezione profonda a livello muscolare per ridurre o far scomparire le rughe e i solchi del viso. Ma esiste anche la possibilità di iniettare il botulino più superficialmente per correggere le rughe e gli inestetismi più lievi. In questo caso si utilizza una quantità inferiore di tossina botulinica con una tecnica iniettiva. Si parla di iperdiluzione di tossina botulinica (o botulino iperdiluito) di tipo A per trattare le rughe di viso, collo e decoltè. Questo tipo di trattamento può essere utilizzato sia con tecnica iniettiva intradermica (iniezioni di tossina botulinica) sia per via dermoelettroporativa (una metodica che invia impulsi a corrente a bassa intensità e permette un aumento della permeabilità cutanea della pelle in modo da assorbire la tossina botulinica).
(Vedi anche: Trattamento delle rughe: tutto sul botulino)
Correzione delle palpebre e delle rughe degli occhi. Blefaroplastica e Laser CO2
La blefaroplastica, che significa modellamento delle palpebre, è l’ intervento di chirurgia estetica plastica che corregge gli inestetismi degli occhi (eccesso di pelle sulle palpebre e borse sotto agli occhi), ringiovanendo il viso della persona più di qualsiasi altro intervento di chirurgia estetica del viso. Le palpebre sono spesso colpite per prime dal processo di invecchiamento del viso. Capita quindi che soggetti intorno ai 35-40 anni con eccesso di pelle alla palpebra superiore (palpebre pesanti e cadenti), borse sotto agli occhi e abbassamento del sopracciglio, abbiano un aspetto stanco e non più giovane. La zona del viso degli occhi e delle palpebre può essere considerata il centro dell’ espressività del viso, immediatamente osservata durante i rapporti interpersonali con gli altri. Per questo motivo eventuali inestetismi delle palpebre e della zona intorno agli occhi sono frequente motivo di richiesta di interventi chirurgici di correzione. La blefaroplastica è un intervento chirurgico che non lascia cicatrici visibili: le cicatrici residue a livello delle palpebre risultano praticamente invisibili. Anche problematiche minori come le occhiaie scure, l’ occhio cerchiato, le zampe di gallina (rughe intorno agli occhi) possono essere corrette con la blefaroplastica associata a trattamenti complementari di medicina estetica come peeling chimico e laser. Con la blefaroplastica si può intervenire sia sulla palpebra superiore sia sulla palpebra inferiore, e anche su entrambe nell’ ambito dello stesso intervento chirurgico. Le tecniche di blefaroplastica, se effettuate singolarmente e non nell’ ambito di un trattamento più complesso di ringiovanimento del viso, possono essere eseguite in regime di day hospital. L’ intervento chirurgico di blefaroplastica può anche essere associato ad altri interventi per ringiovanire lo sguardo. Eccone alcuni:
Il botulino al naso. Rinoplastica non chirurgica con botox e rinoplastica chirurgica a confronto.
La rinoplastica, o modellamento del naso, è l’ intervento di chirurgia estetica più frequentemente eseguito. Il naso rappresenta l’ elemento più importante del viso. Il cambiamento della forma del naso determina sempre una importante variazione dei caratteri estetici del viso. L’ aumento delle conoscenze nell’ ambito della chirurgia del naso ha portato ad una notevole varietà di tecniche della rinoplastica attuale con lo scopo di correggere i difetti del naso con un risultato stabile nel tempo riportando armonia al viso anche con un effetto di ringiovanimento globale del viso. Tra le diverse tecniche di rinoplastica, oltre alla rinoplastica chiusa e alla rinoplastica aperta (o a cielo aperto), la novità è rappresentata dal Lift-up della punta del naso: il sollevamento della punta del naso mediante infiltrazione di tossina botulinica (il botox o botulino applicato al naso). Il Lift-up del naso con tossina botulinica non è un intervento chirurgico come nel caso della rinoplastica chiusa o aperta, ma rappresenta un trattamento di medicina estetica non invasivo usato però solo nel caso della modifica della punta del naso (sollevamento della punta). Vediamo le diverse tecniche di correzione del naso.
RINOPLASTICA CHIUSA
Le incisioni della rinoplastica tradizionale (un vero e proprio intervento di chirurgia estetica plastica) sono localizzate all’ interno delle narici; la rinoplastica non lascia quindi cicatrici visibili e la tecnica chirurgica attuale può eliminare i difetti del naso senza dare l’ impressione che il naso sia stato rifatto. La rinoplastica non serve solo a correggere gli inestetismi del naso (come gobba sul dorso del naso, punta del naso troppo grande, naso troppo largo o schiacciato, naso troppo lungo). A volte infatti la rinoplastica interviene sulla funzionalità del naso, in caso di problemi respiratori dovuti ad esempio al setto nasale deviato. Per quanto riguarda il modellamento della punta del naso, il risultato dell’ intervento di rinoplastica è dovuto ad un’ attenta analisi del chirurgo estetico plastico che tiene conto di diversi elementi: i desideri del paziente, il profilo del viso, i canoni di bellezza (prevedono di solito che la lunghezza del naso sia uguale all’ altezza della fronte e alla distanza tra la base del naso e la punta del mento). Tecnicamente il chirurgo estetico plastico modifica la struttura ossea e cartilaginea del naso con incisioni eseguite all’ interno delle narici. L’ intervento di rinoplastica viene eseguito in anestesia generale e richiede una notte di ricovero. La rinoplastica è consigliata dopo i 18 anni perché prima lo sviluppo osseo non è ancora completo.
Pilates e attrezzi per il metodo pilates
Il pilates tra fitness, danza e terapia, aiuta a raggiungere e conservare benessere ed equilibrio psicofisico anche dopo un trauma. I campi di applicazione del pilates spaziano dal mantenimento del benessere psicofisico alla riabilitazione ortopedica. E’ l’estrema versatilità della tecnica pilates a renderlo unico nel suo genere. E a farlo apprezzare non solo dalla gente comune, ma anche dalle più differenti categorie professionali: atleti impegnati nell’ attività agonistica, ballerini, sportivi in riabilitazione dopo infortuni o interventi chirurgici. Dall’ adolescenza (corregge difetti e vizi posturali) alla tarda età (aiuta a riacquistare l’ elasticità del corpo e la freschezza della mente), il pilates è consigliato alle donne in gravidanza per prepararsi fisicamente e mentalmente al parto e alle neomamme per ritrovare velocemente il tono muscolare. Il Pilates è una ginnastica medica a tutti gli effetti. A ideare il metodo pilates fu un giovane tedesco, Joseph Hubertus Pilates, gracile, di salute cagionevole agli inizi del ventesimo secolo, che, forte del suo metodo, con il tempo diventò un grande atleta. Nel corso degli anni il pilates si è evoluto, con la realizzazione di nuovi attrezzi di appoggio e forme, anche se l’essenza rimane inalterata. PRINCIPI FONDAMENTALI DEL PILATES
Nonostante la disciplina del pilates si sia notevolmente evoluta, dando origine a stili e applicazioni distinte, alcuni principi fondamentali del metodo pilates rimangono immutati.
Primo fra tutti il powerhouse, che può essere tradotto come baricentro, o meglio, centro di energia, collocato dal pilates nella parte inferiore del tronco: una fascia che ruota intorno alla zona lombare e addominale. Il punto cardine del metodo è proprio il rinforzo e la tonicità di questi muscoli: l’addome, i glutei, gli adduttori e i muscoli della parte lombare.
Gli esercizi che si eseguono sul tappetino devono essere lenti, fluidi e abbinati a una corretta respirazione. I risultati: maggior capacità polmonare e miglior circolazione sanguigna, che si traducono in forza, flessibilità, coordinazione e postura corretta.
Inspirando le costole si allontanano. Nell’espirazione, che normalmente coincide con la maggiore intensità dell’esercizio, si stringono le costole e poi si abbassa il baricentro (il già citato powerhouse), con la sensazione di avvicinare l’ombelico alla colonna vertebrale. Si inspira con il naso all’inizio dell’esercizio e nel momento di maggior sforzo si espira con il naso o con la bocca. Ogni movimento deve essere realizzato con la massima precisione possibile e quindi eseguito lentamente. La mente rappresenta il supervisore di ogni singola parte del corpo e per questo attenzione e concentrazione sono indispensabili. Non si devono eseguire movimenti non previsti e dunque è fondamentale il controllo su ogni parte del corpo.