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Nuove cure per chi soffre di leucemia

 I tumori del sangue sono molto diffusi tra i bambini ma colpiscono a tutte le età. Leucemia, mialoma e linfoma sono tumori che fanno ancora molta paura. Ma la ricerca medica ha fatto passi da gigante. Oggi i bambini con leucemia linfoblastica acuta guariscono con meno sofferenze grazie ad una nuova cura: la polichemioterapia. Rispetto al mix di farmaci chemioterapici usati finora, questa nuova cura è più forte ma meglio tollerata dall’ organismo. Si tratta di un insieme di più principi attivi che viene messo a punto in base alla gravità della malattia. Lo conferma Maurizio Aricò, direttore del dipartimento di onco-ematologia dell’ ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Il trattamento è diviso in due fasi. La prima uccide le cellule malate, dura circa 10 mesi e si fa in ospedale. La seconda prevede un anno di terapia a casa, con dosi minori che spazzano via le cellule a rischio rimaste. Per avere l’ indirizzo dei centri specializzati basta andare sul sito dell’ Associazione ematologia e oncologia pedriatica: www.aieop.org.
Il linfoma non-Hodking, scatenato da glubuli bianchi impazziti e diffuso soprattutto tra gli adulti, finora veniva trattato solo con la chemioterapia. Adesso, grazie ad una nuova terapia, è possibile guarire in 8 casi su 10 e diminuire gli effetti collaterali come nausea e vomito. La cura si chiama immunochemioterapia e la sostiene Pier Luigi Zinzani (professore associato di ematologia all’ università di Bologna). Consiste in un cocktel di Rituximab e farmaci chemioterapici. A differenza dei trattamenti tradizionali, questa terapia attacca solo le cellule tumorali senza danneggiare quelle sane. La cura, già utilizzata nei reparti di ematologia dei principali ospedali oncologici, viene somministrata insieme alla chemioterapia.

Fino ad oggi il mieloma multiplo, diffuso soprattutto dopo i 50 anni e dovuto ad una crescita esagerata di alcune cellule del sangue nel midollo osseo, veniva curato con il desametasone, un derivato del cortisone. Ora c’è un nuovo principio attivo che permette di trasformare questa forma tumorale in una malattia cronica con cui convivere anche per molti anni. “Il medicinale si chiama lenalidomide e fa parte di una nuova classe di farmaci: gli immunomodulanti“, spiega Enrica Morra, primario di ematologia dell’ ospedale Cà Granda di Milano. E’ capace di rallentare la crescita e la diffusione del tumore. Il medicinale si prende per bocca una volta al giorno e viene associato alla cura tradizionale con il desametasone. Viene prescritto nei maggiori centri oncologici.

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