Durante la stagione estiva il prurito viene spesso associato a fattori occasionali come punture d’insetto, eritemi solari o allergie. Tuttavia, in alcuni casi questo sintomo si trasforma in una vera e propria patologia cronica e invalidante, come avviene nella Prurigo Nodularis. Si tratta di una malattia infiammatoria cutanea che si manifesta con noduli solidi, simmetrici e fortemente pruriginosi, localizzati soprattutto su braccia e gambe.

Le linee guida sul prurito insistente
Spesso la parte centrale della schiena viene risparmiata perché il paziente non riesce a raggiungerla per grattarsi, lasciando una tipica area priva di lesioni denominata segno a farfalla. Il sintomo principale è un prurito di intensità superiore a quello di altre note malattie dermatologiche, come la psoriasi o la dermatite atopica. Questa sensazione innesca un ciclo continuo tra lo stimolo del prurito e l’atto del grattamento che risulta estremamente difficile da interrompere.
Le lesioni possono presentarsi anche sotto forma di papule, placche o escoriazioni superficiali dovute alle unghie. In Europa si stimano circa trentacinque casi ogni centomila abitanti, con un’incidenza maggiore tra le donne e nella fascia d’età compresa tra i cinquantuno e i sessantacinque anni. L’origine della patologia può essere legata a problemi neurologici, renali, epatici o ematologici, ma talvolta la causa resta sconosciuta. A livello biologico, la malattia condivide con la dermatite atopica un’infiammazione guidata da specifiche citochine, in particolare l’Interleuchina 31, a cui si aggiungono alterazioni dell’immunità innata e l’azione dei linfociti T helper 17.
Il forte disagio fisico altera pesantemente il ritmo del sonno, compromettendo la vita sociale, lavorativa e relazionale delle persone colpite. La gestione clinica è complessa a causa del rischio di errori diagnostici, poiché la malattia viene facilmente confusa con altre dermatiti.
Risulta quindi fondamentale un’attenta diagnosi differenziale tramite esami di laboratorio e visite accurate per escludere cause sistemiche. Di per sé quindi risulta essere una patologia complicata da diagnosticare, quello che conta è effettuare sempre dei controlli approfonditi per riuscire ad individuare al meglio di cosa si tratta. Fino a pochi anni fa le terapie disponibili erano aspecifiche e spesso insoddisfacenti, basate sull’uso di cortisonici, fototerapia, immunosoppressori o farmaci neuromodulatori per ridurre il dolore e la componente depressiva. Recentemente lo scenario è cambiato grazie all’introduzione di terapie mirate.
Accanto al dupilumab, è stata approvata la rimborsabilità di nemolizumab, un farmaco biologico capace di bloccare il recettore dell’Interleuchina 31. Questa terapia interrompe direttamente lo stimolo nervoso del prurito e riduce l’infiammazione. Tali trattamenti innovativi sono indicati per i casi da moderati a gravi, caratterizzati da lesioni estese e da un forte impatto negativo sulla vita quotidiana.