
Sono numerosissimi i benefici che anche la sola diminuzione del consumo di alcol può portare sulla salute del soggetto e ancor più in generale sulla sua vita sociale, familiare e sulla sua vita di coppia. A fornire un ausilio per il paziente che desidera percorrere la strada della diminuzione del consumo, di concerto con un intervento di supporto strutturato e personalizzato che deve essere comunque garantito, vi è anche un nuovo farmaco: il nalmefene. Questo farmaco dal primo ottobre sarà disponibile anche in Italia.
Mangiare di meno e scegliere gli alimenti giusti allunga la vita e aiuta a prevenire molte delle patologie che rischiano di diventare – ammesso non lo siano già – delle vere epidemie. Diabete in primis. Sono già 371 milioni i malati nel mondo ed è previsto che possano arrivare a 552 milioni nel 2030. Poco più di tre milioni e settecentomila gli italiani, quasi tutti (91 per cento) con il diabete di tipo 2, legato principalmente a cattivi stili di vita, sebbene possa esserci una predisposizione genetica.
La Harvard School of Public Health ha individuato alcuni stratagemmi per evitare il rischio di sviluppare il diabete 2 mangiando frutta. Stando allo studio, chi mangia almeno due porzioni alla settimana di mele, uva e mirtilli riduce del 23 per cento il proprio rischio se confrontato con chi mangia la stessa frutta una volta al mese, o anche meno. Contrariamente, chi consuma uno o due succhi di frutta al giorno aumenta il proprio rischio del 21 per cento.
Fare sforzi con una frequenza cadenzata male si rivela pressoché inutile. Sessioni interminabili di palestra, integratori, abbonamento in piscina e lunghissime ed estenuanti salite in bici possono rivelarsi meno efficaci di una blanda attività quotidiana. Una nuova ricerca si configura come l’ennesima conferma all’orientamento che sta emergendo in quet’ultimo periodo per quanto riguarda la forma fisica e la tipologia di attività necessaria quotidianamente per tenersi in forma.