Alcoldipendenza, un milione di casi in Italia

di Pina Commenta

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Nell’attesa che arrivi il primo ottobre 2013, giorno in cui entrerà in commercio in Italia il Nalmefene, primo farmaco autorizzato riguardante la diminuzione dell’alcol per i soggetti che hanno un’alcoldipendenza provata, è bene fare alcune stime. I dati sull’alcolismo parlano chiaro.

Pare che gli italiani con problemi di alcoldipendenza siano più di un milione. Un problema, questo, che implica conseguenze assai negative per colui che ne soffre come per chi gli sta affianco quotidianamente. L’alcoldipendenza è infatti una dimensione che interessa il nucleo familiare e l’intiera società. Si riversa nelle case di colui che ne soffre e devasta la famiglia, compromettendo ogni forma di relazione ed emarginando il soggetto dipendente dall’alcol dal contesto. Si vive un dramma, una situazione estrema difficile da gestire.

Per tale ragione la dipendenza è una dimensione che deve ricevere un’adeguata attenzione per evitare forme di violenza intrafamiliare, nonché di violenza o di maltrattamento dei minori o dei conviventi, i comportamenti aggressivi e in alcuni casi di criminalità agita sotto l’influenza dell’alcol.

Qualcosa nel trattamento di questo problema sta cambiando. Fino a questo momento l’approccio al paziente con problemi di alcoldipendenza era finalizzato esclusivamente all’astinenza completa, all’addio definitivo all’alcol. Anche grazie alla disponibilità di un nuovo strumento terapeutico che consente di indurre l’alcoldipendente a diminuire il consumo di bevande alcoliche, oggi sta facendosi largo una nuova strategia di trattamento, basata appunto sulla riduzione del consumo. Si tratta di un nuovo approccio terapeutico che offre sicuramente diversi vantaggi.

Uno su tutti? Quello di proporre al paziente un obiettivo di trattamento più realistico e quindi più accettato. E un obiettivo accettato e condiviso permette di agganciare meglio il paziente all’interno di un percorso terapeutico più strutturato. È proprio in quest’ottica che la riduzione del consumo diventa uno step intermedio per preparare i pazienti alla totale astensione.