Malattie del cuore: quali sono

di Mariella Commenta

Le statistiche dicono che in Italia ci si ammala meno di malattie del cuore che non negli altri paesi europei, potrebbe essere una buona notizia, ma non si può perdere di vista il fatto che proprio queste rappresentano comunque la principale causa di morte nel nostro paese, il più frequente è l’infarto, seguito dall’ictus, al terzo posto i tumori. Una hit parade drammatica che deve far pensare, la più frequente è l’infarto che colpisce maggiormente gli uomini.

Infarto
Tecnicamente, l’infarto si verifica quando non arriva più una quantità sufficiente di sangue (ischemia) a un organo o a una sua parte, e questo causa la morte (necrosi) dei tessuti non irrorati. Si tratta di un problema grave, che può essere dovuto a una improvvisa occlusione oppure a un eccessivo restringimento (stenosi) delle arterie che portano il sangue. La causa principale dell’infarto è l’aterosclerosi, che si ha quando sulla parte interna delle arterie si formano le cosiddette placche aterosclerotiche, cioè degli ispessimenti costituiti in gran parte da depositi di grasso. Con il tempo, queste placche tendono a crescere e a indurirsi, fino a creare problemi in diversi modi. L’infarto può colpire diversi organi, ma non c’è dubbio che quello del miocardio, dove l’organo interessato è il cuore, e l’infarto cerebrale (responsabile dell’ictus) siano i più pericolosi e frequenti. I sintomi dell’infarto variano a seconda dell’organo interessato, ed è anche possibile che non si manifesti, soprattutto se è di dimensioni piccole. In genere, il segnale principale è la comparsa improvvisa di un dolore acuto e localizzato, causato dalla morte dei tessuti nella zona.

Ictus ischemico
È dovuto a una patologia delle arterie di maggiore calibro, che, ostruendosi, causano infarti alla corteggia del cervello. L’ictus può essere anche causato da emboli che partono dal cuore, piuttosto che da patologie dei vasi sanguigni che provocano infarti nella parte più interna del cervello, oppure da rottura dei vasi sanguigni con conseguente emorragia.

Aritmia cardiaca e tachicardia
La più comune è rappresentata dalle extrasistoli, non ci sono sintomi, viene rilevata solo attraverso una monitorizzazione tramite elettrocardiogramma dinamico. Chi viene colpito da aritmia percepisce generalmente un rallentamento della frequenza cardiaca, assenza di battito, colpo al petto o nodo alla gola e sudorazione.
La tachicardia fa, invece, avvertire l’aumento della frequenza cardiaca, il numero di battiti al minuto è particolarmente alto, si avverte una sensazione di difficoltà nella respirazione (dispnea), un aumento della sudorazione, spossatezza, vertigini, nei casi più seri, la perdita di coscienza.

Angina pectoris
È causata da ischemia miocardica transitoria, dura in genere pochi minuti, in seguito ad una riduzione del flusso sanguigno al muscolo cardiaco. L’attacco anginoso non provoca mai un danno miocardico permanente proprio perché di breve durata. Il sintomo dell’angina pectoris è il dolore retrosternale costrittivo e oppressivo che si accompagna alla sensazione di mancanza del respiro. Colpisce con più frequenza gli uomini sui 40-50 anni, soprattutto se fumatori e sottoposti a stress.

La cause della malattie del cuore
Ipertensione: una condizione che incide fortemente sulla probabilità di malattie cardiocircolatorie.
Ipercolesterolemia: una percentuale di colesterolo troppo alta nel sangue, e in particolare un tasso elevato di colesterolo LDL (cattivo).
Fumo: indurisce le arterie, aumenta i danni dei radicali liberi a carico dei vasi sanguigni, favorisce l’ossidazione delle placche aterosclerotiche.
Ipertrigliceridemia: si può tenere sotto controllo con una dieta adeguata, ricca di fibre e a basso contenuto di grassi e di zuccheri semplici.
Diabete mellito: spesso associato a obesità e sovrappeso.
Sedentarietà: la mancanza di attività fisica toglie tonicità ai muscoli, oltre a quello cardiaco.
Stress: una vita caratterizzata da una forte pressione psicologica, con ritmi di lavoro che non lasciano spazio al tempo libero, per esempio, tende ad aumentare la presenza di colesterolo nel sangue

Photo credit: oedipusphinx — — — — theJWDban su Flickr

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