
Sembra che già duemila anni fa le mamme romane sapessero riconoscere se i propri figli avevano la fibrosi cistica, semplicemente baciandoli sulla fronte e avvertendo il sapore eccessivamente salato del loro sudore. Si tratta di un metodo fai da te per identificare una malattia molto complessa come la fibrosi cistica, che oggi colpisce circa cinquemila italiani (ma si stima che in realtà siano di più) con 200 nuovi casi ogni anno. La fibrosi cistica è una malattia genetica legata a una mutazione del gene Cftr (Cystic fibrosis trans membrane regulator), che regola il passaggio degli elettroliti (in particolare il cloro) attraverso le pareti di tutte le cellule epiteliali dell’organismo.