Banca della parrucca per aiutare le donne in chemioterapia

di Mariella Commenta

È stata una bellissima sfilata, protagoniste sei modelle professioniste e sei donne che, per la prima volta, attaversavano una passerella di moda. Spesso succede che le ragazze indossino una parrucca per creare l’abbinamento con l’abito che indossano. Anche loro ne avevano una in testa, ma non si trattava di moda, sei di loro, infatti, avevano perso i capelli a causa della chemioterapia a cui avevano dovuto sottoporsi perchè malate di cancro. È nata così la banca della parrucca per aiutare le donne in chemioterapia.

Le modelle non professioniste avanzavano sulla passerella timidamente ma orgogliose di farsi guardare nonostante la caduta dei capelli. Volevano lanciare un messaggio di speranza a tutte le donne che vivono la loro stessa condizione, per dar loro il coraggio di andare avanti, lottare soprattutto per sé stesse contro questa terribile malattia dalla quale, a volte, si può uscire: il tumore.

Durante la serata che si è svolta a Roma nei giorni scorsi, sono stati raccolti i fondi per la ricerca contro i tumori, la Banca della Parrucca vuole essere una catena di solidarietà tra le donne realizzata dalla Fondazione Prometeus. Le volontarie che si dedicano al supporto medito e psicologico delle malate di cancro, spiega come è nata l’iniziativa dell’associazione che ha fortemente voluto realizzare il progetto:

Durante le cure, in una fase delicata della loro vita, le donne sono disorientate, non sanno dove andare e molte non si possono permettere di spendere cifre che vanno dai 500 ai 2000 euro per l’acquisto di una parrucca. Altre, finita la chemio, le hanno dismesse e le conservano e abbiamo pensato di utilizzarle.

Il progetto ha potuto contare sulla collaborazione di “My beautiful project” e “Tricostarc”. La procedura è semplice, si raccolgono le parrucche, sottoposte ad un trattamento di sterilizzazione molto severo, e vengono successivamente messe a disposizione, gratuitamente, delle donne sottoposte alla chemioterapia che non si possono permettere l’acquisto di una parrucca per aiutarle a superare il disagio di aver perso totalmente i capelli.

L’unico vincolo è quello di restituirle nel momento in cui non ne avranno più bisogno. Ogni parrucca avrà un nome che sceglierà il donatore, se lo vorrà. La gara di solidarietà sta andando meglio del previsto. Lucio Fortunato, presidente della Fondazione e chirurgo oncologo all’ospedale San Giovanni di Roma ha voluto evidenziare le armi a nostra disposizione per contrastare la malattia: ricerca, cura e solidarietà sono i tre pilastri per combattere i tumori.

Photo credit: Fleur-de-louis su Flickr

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