Il manuale di sopravvivenza per tifosi

di Pina Commenta

Gli Europei di calcio possono essere potenzialmente pericolosi, per questo sono stati rintracciati degli esperti che hanno  il compito di dare consigli ai tifosi. Ecco cosa ha spiegato all’AdnKronos Salute l’esperta, presidente di Eurodap-Associazione europea disturbi da attacchi di panico.

Naturalmente sono stati chiamati in causa molti esperti dall’agenzia stampa perché tanti possono essere i disturbi collegati alla visione degli Europei di calcio. Proviamo a riassumerli:

L’importanza della respirazione diaframmale

Il primo consiglio che voglio dare, forse il più importante è di respirare con il diaframma: questo aiuta ad abbassare la carica di adrenalina e ossigena il cervello, che con la cattiva respirazione fa invece risparmiare anidride carbonica” aumentando il rilascio di ‘ormone dello stress’. E’ così che si producono “tensione, batticuore, chiusura della gola e tutti gli altri sintomi che causano il disagio” provocato dall’ansia da prestazione, anche ‘indiretta’.

Questo tipo di respirazione aiuta a pensare positivo e a far stare più tranquilli. Dovrebbe essere messa in pratica già prima del calcio d’inizio.

Relativizzare quel che succede

La psicoterapeuta raccomanda inoltre di non farsi ingannare dai neuroni specchio:

“Sono loro che si identificano con gli 11 in campo – precisa – Dobbiamo relativizzare, renderci conto che quanto avviene sul rettangolo verde è solo simbolicamente rappresentativo di noi, ma non è la nostra vita”. Per impedire allo stress di prendere il sopravvento è perciò “fondamentale che evitiamo di identificarci in prima persona con i giocatori”.

Il che vuol dire che non serve fumarsi un pacchetto di sigarette davanti alla tv, né conviene esagerare con caffé e alcol o thè, meglio è sostituire queste bevande con qualcosa di fresco, una tisana o una camomilla, placando anche la fame nervosa con poche porzioni di cioccolato. 10-20 grammi sono sufficienti a tenere alto l’umore.

Organizzare il dopo partita

L’ultima raccomandazione della psicologa è di “organizzarsi una serata per il dopo-partita”. Da un lato permetterà di condividere con gli amici la gioia della vittoria o il dispiacere della sconfitta, in modo da “festeggiare o consolarsi in compagnia”. Dall’altro “aiuterà a spostare l’attenzione sulla vita vera, che continua anche quando il gioco finisce”.

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