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Alzheimer: più a rischio le persone sole

Le cause della demenza precoce sono tante, un recente studio dice che per l’Alzheimer sono più a rischio le persone sole o che soffrono di solitudine. Gli psichiatri ne sono convinti, non ne sono la causa principale, certo, ma possono contribuire in maniera rilevante.

I dati emergono da uno studio pubblicato sulla versione online del Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry. Lo studio è stato condotto da alcuni ricercatori olandesi, forse fra i primi ad aver voluto andare a fondo di due malattie invalidanti come la demenza e l’Alzheimer.

I fattori scatenanti sono già conosciuti, l’età ed alcune condizioni mediche possono fare insorgere il declino cognitivo, a queste si aggiungono il vivere soli, senza il partner, degli amici o un vicino, non ultimo, l’isolamento sociale.

Il fenomeno delle persone che vivono da sole è sempre più in crescita, l’invecchiamento progressivo della popolazione potrebbe far aumentare anche il potenziale numero di persone a rischio Alzheimer.

Per comprendere tutto questo, e delineare come la solitudine potesse influire sulla salute mentale, i ricercatori del Dipartimento di Psichiatria dell’ARKIN Mental Health Care e del VU University Medical Centre di Amsterdan, hanno coinvolto oltre 2.173 persone sane che sono state monitorare per tre anni.

I partecipanti allo studio sono stati intervistati sia all’inizio che al termine del periodo di osservazione. A loro è stato chiesto lo stato di salute fisico, quanto riuscissero ad affrontare normali attività quotidiane e se nella vita fossero soli o accompagnati.

Il dottor Tjalling Jan Holwerda e colleghi, hanno sottoposto i partecipanti ad una serie di test atti a valutare la situazione. I dati raccolti dicevano che in fase iniziale oltre mille partecipanti erano single o divorziati, il 20 per cento di loro si sentiva solo. Ebbene, il 9,3 per cento di coloro che vivevano soli ha sviluppato demenza dopo i tre anni di studio, rispetto ad una percentuale molto bassa di chi viveva con altri.

I danni maggiori li aveva subiti chi non aveva neanche il sostegno sociale o provava sentimenti di solitudine. Altri test hanno stabilito che coloro che vivevano da soli, o non erano più sposati, avevano probabilità maggiori di poter sviluppare Alzheimer o demenza. Anche in questo caso è stato determinante il sentirsi più o meno soli.

Gli autori dello studio hanno specificato che non c’è stata differenza fra uomini e donne, anche se queste ultime, con il passare degli anni, sono le più interessate dalla solitudine:

Questi risultati suggeriscono che i sentimenti di solitudine contribuiscono indipendentemente al rischio di demenza in età avanzata. E’ interessante notare che il “sentirsi soli” piuttosto che “essere soli”, e che è stato associato all’insorgenza della demenza, suggerisce che non è la situazione oggettiva ma, piuttosto, l’assenza percepita di legami sociali che aumenta il rischio di declino cognitivo.

Photo credit: Natesh Ramasamy su Flickr

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