Pap test per prevenire bruciore e prurito vaginale

di Mariella Commenta

Una donna su tre soffre di bruciori e pruriti alle parti intime, specialmente in età fertile. Sono dovuti a germi di vario tipo che si annidano all’interno della vagina. La maggior parte delle volte, sono passeggeri e si risolvono da soli nel giro di due o tre giorni. Altre volte, invece, la situazione può essere più acuta, ripetersi frequentemente e in alcune donne si associano anche perdite maleodoranti di color giallo, grigiastre o verdastre. Le perdite vaginali patologiche non sono tutte uguali, vanno differenziate, il caldo e la maggiore sudorazione possono aggravare il problema, favorendo la proliferazione di batteri.

Importantissime sono le regole igieniche. L’utilizzo di prodotti non idonei può irritare la pelle e scatenare pruriti, abbassare le difese naturali delle mucose e distruggere la flora batterica vaginale. È bene rispettare il pH naturale della vagina, che è attorno a 4,5, scegliendo un sapone specifico per l’igiene intima che riporti sull’etichetta il pH 4,5. Utilizare biancheria in fibre naturali, evitando tessuti sintetici che non fanno respirare la pelle e provocano allergie. Non esagerare con l’utilizzo di salvaslip, che non favoriscono una buona traspirazione delle mucose.

Prevenire e curare bruciori e pruriti intimi è semplice. Il pap test è un importante esame per la salute della donna, che viene effettuato soprattutto per escludere la presenza di cellule maligne e quindi fare prevenzione dei tumori del collo dell’utero. Ma al tempo stesso, permette di valutare la presenza di batteri, infezioni che possono arrecare disturbi di vario genere, estremamente frequenti nella donna. Il pap test è consigliato a tutte le donne sessualmente attive o che abbiano compiuto 21 anni pur senza avere avuto rapporti sessuali.

Dai 21 ai 30 anni, il pap test deve essere eseguito ogni anno, dai 30 in poi, se vi siano stati almeno 3 pap test negativi, il periodo può allungarsi. Per fare una precisa diagnosi di infezione vaginale è importante anche il tampone vaginale che consentirà di stabilire l’esatto tipo di batteri o germi e prescrivere la cura mirata, attraverso i risultati dell’antibiogramma di laboratorio.

Una volta stabilito di cosa si tratta, la cura è in genere antibiotica o un antifungino specifico. Oggi la vaginite si tratta con la somministrazione orale di farmaci supportati da ovuli vaginali o creme locali che danno rapido sollievo a pruriti e bruciori.

Photo credit: heycarrieann99 su Flickr

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