Celiachia, quando usare gli integratori

di Mariella Commenta

Si parla tanto di celiachia, un’intolleranza permanente al glutine, contenuto in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. La percentuale dei celiaci è destinata a crescere, in Italia ogni anno vengono effettuate 20.000 nuove diagnosi con un incremento annuo di circa il 20 per cento. Per curare la celiachia non ci sono farmaci, l’unica soluzione è osservare un regime alimentare che elimini alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ed anche le più piccole tracce di glutine dal piatto. La dieta senza glutine è l’unica terapia che attualmente garantisce un perfetto stato di salute.

Per sopperire alle carenze nutrizionali dell’alimentazione, che stanno andando ad aumentare, si può ricorrere all’uso di integratori alimentari, abitudine che negli ultimi decenni è andata crescendo mano a mano che stiamo imparando a prenderci cura del nostro benessere e della salute. Anche nel caso di celiachia, esistono degli integratori, ma bisogna stabilire correttamente quando è necessario farne uso.

Se la celiachia è appena stata diagnosticata, è probabile che qualche carenza esista perchè da un certo tempo l’intestino non è più stato in grado di lavorare correttamente (appiattimento dei villi) con conseguente minor assorbimento dei nutrienti. Si possono quindi presentare carenze di calcio, ferro, magnesio, vitamina K, acido folico, aminoacidi essenziali.

Ma se la diagnosi risale a parecchio tempo, il problema non si dovrebbe porre. Al momento non ci sono studi scientifici approfonditi che dimostrino una qualche carenza nel celiaco. Pur seguendo una dieta rigorosamente priva di glutine esistono alcuni alimenti (frutta, verdura, carne, pesce, ecc) che non rientrano nelle limitazioni previste e che, se assunte correttamente, possono apportare tutti gli elementi necessari per realizzare una dieta equilibrata.

Carenza di calcio
Spesso accompagnata dalla carenza di vitamina D determina la osteomalacia (ridotta mineralizzazione delle ossa). Possono essere utili gli integratori soprattutto se la dieta non è seguita rigorosamente. Importante è l’inserimento nella dieta del latte e dei suoi derivati, a meno che non sia presente anche l’intolleranza di lattosio.

Carenza di ferro
Determina l’anemia microcitica sideropenia (globuli rossi più piccoli del normale) che si riscontra in quasi tutti i celiaci al momento della diagnosi e che difficilmente si risolve con integratori o con medicinali, ma solo nel tempo con una dieta equilibrata.

Carenza di magnesio
Determina crampi muscolari a volte ipertensione. Sono consigliati integratori che contengano diversi sali come magnesio citrato, magnesio carbonato, magnesio solfato, magnesio aspartato. Sono da usare con cautela perchè hanno effetto lassativo.

Carenza vitamina K
Determina un aumento alla tendenza all’emorragia. Viene introdotta con la dieta, ma è anche parzialmente prodotta dall’intestino.

Carenza acido folico
Determina il rischio di spina bifida. Si raccomanda l’assunzione di almeno 200 mg al giorno. Che si raddoppia in caso di gravidanza.

Photo credit: laprimaweb.it su Flickr

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