Albumina nelle urine, la proteina che può segnalare problemi alla circolazione

di Mariella Commenta

Misurazione della pressione arteriosa, analisi del sangue, elettrocardiogramma, ecocardiogranna, sono tanti gli esami utili per valutare la salute del sistema circolatorio e del cuore, soprattutto in chi soffre di ipertensione (ben dieci milioni di italiani). Ma esiste un altro esame importante, per di più semplice e a basso costo, che segnala con grande anticipo eventuali lesioni delle arterie, le prime a danneggiarsi quando la pressione del sangue è alta: l’esame delle urine per la ricerca di albumina, cioè di tracce di proteine.

Per microalbuminuria si intende la presenza di piccoli quantitativi di albumina nelle urine, da anni usata dai nefrologi e dai diabetologi (i danni renali sono tra le più temute complicanze del diabete) come marcatore dell’integrità della funzione filtrante dei reni che dovrebbe impedire, quando perfettamente normale, il passaggio di proteine nelle urine.

La presenza di albumina deve sempre suscitare l’attenzione del medico, perchè sussiste già un rischio per la salute del cuore, essa è infatti associata alla riduzione della normale dilatazione delle arterie, oltre che a un significativo aumento dell’aterosclerosi. E’ considerata anche un fattore di alto rischio di ictus, infarto, scompenso cardiaco con esiti anche fatali.

L’ipertensione causa danni a tutti i vari sanguigni e anche ai reni. Allo stesso tempo le malattie renali, impedendo un’adeguata filtrazione del sangue, possono far aumentare la pressione sanguigna, innescando un circolo vizioso.

L’esame è semplice da eseguire, a basso costo, accessibile a tutti (non c’è bisogno di prenotazioni o liste di attesa di mesi o di anni e può essere richiesto dal medico di base o anche dallo specialista cardiologo) ed è ripetibile nel tempo. Inoltre, è inserito nelle linee guida europee come esame di routine per le persone ipertese, per scoprire un eventuale danno vascolare asintomatico.

Poichè la presenza di microalbuminuria è associata, in modo frequente e indipendente da altri fattori di rischio, alla presenza di un danno a livello del cuore o delle arterie, il riscontro di questa alterazione può consentire in alcuni casi di evitare esami costosi e spesso con lunghe liste di attesa, come l’ecodoppler dei vasi del collo e l’ecocardiogramma. Nonostante tutto ciò, in Italia e nel resto d’Europa, l’esame non viene svolto ancora in modo sistematico e si preferisce continuare a valutare semplicemente la proteinuria.

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