Le malattie del cuore più frequenti e le cure: aritmie, ictus, arteriosclerosi, infarto, angina pectoris
ANGINA PECTORIS: letteralmente ” costrizione del petto “, caratterizzata da crisi dolorose localizzate nel petto dovute a insufficiente irrorazione sanguigna del cuore. Colpisce con più frequenza gli uomini sui 40-50 anni, soprattutto se fumatori e sottoposti a stress. Le crisi, dolorose e accompagnate da fame d’ aria e senso di forte oppressione al petto, sono solitamente di breve durata (pochi minuti), ma nei casi gravi possono portare all’ infarto miocardico.
CURA ANGINA PECTORIS: è sempre consigliata l’ adozione di una serie di norme igienico-dietetiche (come cambiamenti nello stile di vita e nell’ alimentazione, sospensione completa del fumo) accanto a terapie farmacologiche specifiche.
ARITMIE: ogni contrazione con cui il cuore pompa sangue (sistole) è provocata da un impulso elettrico; se l’ impulso è alterato c’è un’ irregolarità nel ritmo: battito prematuro, accelerazione della frequenza, rallentamento del battito cardiaco. L’ efficienza del cuore diminuisce perchè le aritmie impediscono o compromettono il normale funzionamento della pompa cardiaca.
CURA ARITMIE: terapie farmacologiche o, nei casi gravi, impianto di uno stimolatore (pace-maker) o di un defibrillatore.
ARTERIOSCLEROSI: è la perdita di elasticità di un’ arteria; colpisce le pareti interne delle arterie su cui si depositano colesterolo, trigliceridi e si formano delle placche (ateromi) che restringono il vaso e riducono l’ afflusso di sangue. I rischi per la salute dovuti all’ arteriosclerosi sono: angina pectoris, infarto e ictus; dalle placche arteriosclerotiche possono staccarsi dei frammenti (emboli) che entrano in crcolo e provocano danni.
CURA ARTERIOSCLEROSI: oltre a una dieta ipocalorica e ipolipidica, trattamento farmacologico e nei cai gravi cure chirurgiche (angioplastica e interventi di bypass).
INFARTO MIOCARDICO: è una riduzione del flusso di sangue in una delle coronarie che irrorano il cuore; di conseguenza una zona del miocardio non riceve più sangue e ossigeno, si atrofizza o va in necrosi e forma tessuto cicatriziale. Nel 98% dei casi l’ infarto miocardiaco è una conseguenza dell’ arteriosclerosi cronica. L’ efficienza del cuore risulta ridotta o compromessa.
CURA INFARTO MIOCARDIACO: nei casi meno gravi, alle indispensabili terapie farmacologiche e chirurgiche si associano radicali cambiamenti nello stile di vita.
ICTUS CEREBRALE: detto anche colpo apoplettico, è la conseguenza di un disturbo dell’ irrorazione sanguigna del cervello, di solito causato dall’ occlusione di un’ arteria cerebrale. Nel 75% dei casi colpisce soprattutto anziani al di sopra dei 65 anni. Nei casi di sopravvivenza dopo ictus cerebrale i danni sono molto variabili, non è raro che l’ ictus provochi disabilità o invalidità permanenti.
CURA ICTUS CEREBRALE: poichè in 4 casi su 5 l’ ictus è causato dall’ arteriosclerosi, è importante prevenirlo riducendo i fattori di rischio, mantenendo sotto controllo pressione arteriosa, glicemia (i diabetici corrono più rischi), colesterolo e trigliceridi ed evitando fumo e alcolici. Sì alla dieta mediterranea e all’ esercizio fisico. Nei casi di ictus non mortali vengono prescritte terapie farmacologiche e chirurgiche.
GLI ESAMI CLINICI PER TENERE SOTTO CONTROLLO IL CUORE
Una persona sana, che non presenta nessun fattore di rischio può limitarsi a una visita medica di controllo all’ anno presso il medico generico o il medico di base accompagnata da un esame del sangue per monitorare i valori di glicemia e colesterolo e da una misurazione della pressione cardiaca.
Le persone che presentano più di un fattore di rischio e che hanno familiari diabetici, ipertesi o cardiopatici dovrebbero sottoporsi una volta all’ anno ad un check up cardiovascolare completo e a misurazioni regolari (anche mensili) della pressione arteriosa.
PREVENZIONE: LO SPORT SALVA IL CUORE E LA VITA
Un’ attività sportiva costante, regolare e di media intensità riduce nelle persone sane il rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare perchè contribuisce a ridurre la pressione arteriosa, il colesterolo cattivo (Ldl) e i trigliceridi, mentre aumenta il valore del colesterolo buono (Hdl).
L’ attività fisica regolare inoltre aumenta la tolleranza allo sforzo, attiva la circolazione sanguigna e potenzia la capacità muscolare di utilizzare l’ ossigeno; un cuore ben allenato da una regolare attività aerobica è più resistente alle malattie e tollera meglio lo stress.
Alcne ricerche dimostrano che un’ attività sportiva intensa ma del tutto occasionale e saltuaria può invece essere addirittura dannosa senza un allenamento costante.