Chirurgia refrattiva: come correggere i difetti visivi con la tecnica PRK

di Daniele Pace Commenta

Tutte le indicazioni del caso per iniziare a capire qualcosa di più sulla chirurgia refrattiva

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Un difetto visivo costringe il paziente a dover indossare gli occhiali o le lenti a contatto, cambiandoli ogni volta che il difetto refrattivo si modifica.

Per molti, ciò non rappresenta un grosso problema, ma grazie alla chirurgia refrattiva che ha fatto numerosi progressi tecnologici eliminare la problematica alla radice diventa più facile.

Inoltre, vengono impiegate strumentazioni di ultima generazione che consentono di risolvere in modo definitivo il problema.

chirurgia refrattiva

Tra risorse più utilizzate nella chirurgia refrattiva c’è il prk laser, soluzione sicura ed affidabile per la correzione dei difetti visivi come la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia.

I disturbi visivi che possono essere corretti con la tecnica PRK

La miopia è un disturbo che crea difficoltà nel vedere da lontano, in quanto la focalizzazione dell’immagine avviene davanti alla retina: si tratta di uno dei difetti visivi più diffusi al mondo e, nonostante la predisposizione genetica di base, può essere esacerbato da abitudini errate come leggere con fonti di luce fioche sforzando la vista. Come anche molti altri problemi della vista, si misura in diottrie: una miopia bassa o media può andare tra le 3 e le 6 diottrie.

L’astigmatismo si caratterizza per la difficoltà di focalizzare sia gli oggetti vicini che quelli lontani, con contorni che possono apparire in ogni caso sfocati. La cornea si presenta irregolare nella sua superficie e la causa può essere sia ereditaria che patologica o anche legata a un trauma subito. Spesso si associa anche alla miopia o all’ipermetropia e può superare le 5-6 diottrie.

L’ipermetropia è la difficoltà a vedere bene gli oggetti vicini, perché le immagini vengono messe a fuoco dietro alla retina. Con il passare del tempo il disturbo potrebbe acuirsi e portare a vedere sfocate le immagini più in prossimità, in caso di ipermetropia superiore alle 2-3 diottrie.

Come funziona la tecnica PRK

Per tutti questi problemi si può applicare la Photo-Refractive Keratectomy, o PRK, specie laddove la cornea si presenti molto sottile. I presupposti fisici per potersi sottoporre a tale tecnica (seguendo, ovviamente, le indicazioni dello specialista) sono l’aver compiuto almeno la maggiore età, non avere malattie oculari particolari, autoimmuni o sistemiche, secchezza oculare patologica. Si può correggere una miopia fino a 7-8 diottrie, medio-alta, e astigmatismi ipermetropici e miopici fino a 3 diottrie.

La procedura dura alcuni minuti e inizia con alcune gocce anestetiche che impediranno al paziente di provare fastidio. Grazie a uno strumento molto piccolo simile a una spazzolina, poi, viene rimossa la parte più superficiale della cornea, l’epitelio; per la correzione del difetto e della curvatura corneale si usa quindi un laser a eccimeri, una tecnologia precisa e avvalorata dalla mano esperta del chirurgo.

Quest’ultimo bilancerà durata e intensità dell’intervento con tale laser a seconda del tipo e della gravità del disturbo, applicando alla fine una lente di protezione da tenere per qualche giorno. La prima cicatrizzazione consente, già dopo 3/4 giorni, di rimuoverla ricominciando con le normali attività.

La normalizzazione visiva è piuttosto rapida e in molti casi migliora notevolmente la qualità della vita perché consente di eliminare l’uso degli occhiali o delle lenti a contatto, dispositivi che soprattutto per gli sportivi, o in casi particolari, possono provocare non poco fastidio.

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