#Diamovoce, WWF lancia campagna contro il bracconaggio – II

di Pina Commenta

In 40 anni sono crollate del 52% le popolazioni di numerose specie di vertebrati.

Il crimine ambientale è sempre più diffuso e mette a rischio l’uso sostenibile delle risorse naturali della Terra, la sicurezza dei governi, la trasparenza e la lotta alla corruzione. Tra i crimini ambientali il bracconaggio è quello che colpisce maggiormente le specie animali: ogni anno migliaia di rinoceronti, tigri, elefanti, gorilla e altri animali vengono massacrati in tutto il mondo per rivendere le loro pelli, le ossa, la carne e persino il sangue.

Questo è quanto si legge sul sito www.wwf.it:

2015: un altro anno di stragi silenziose. Quelle compiute dai bracconieri sono stragi silenziose che spesso non penetrano nelle cronache quotidiane e anche nel 2015 si sono susseguite colpendo migliaia di animali. A marzo nella Repubblica Democratica del Congo in 15 giorni sono stati massacrati 30 elefanti nel Parco Nazionale del Garamba, a maggio in Mozambico c’è stata un’impennata di uccisioni di rinoceronti, a luglio in Ghana migliaia di squali sono stati pescati e uccisi per le loro pinne mentre a ottobre in Zimbabwe sono stati avvelenati col cianuro 26 elefanti (nel 2014 oltre 100). A fianco delle cattive notizie ce ne sono anche delle buone come quella avvenuta ad agosto nello Zimbabwe del rogo di 2,5 tonnellate di avorio sequestrato ai bracconieri e quello di 15 tonnellate di avorio in Kenya. Proprio il governo del Kenya si è reso protagonista di un evento importante: 137 tonnellate di zanne di elefante sequestrate sono state bruciate. Sempre ad agosto è stato compiuto un sequestro presso la dogana di Hanoi, 2 tonnellate di avorio proveniente dall’Africa e nascosto in una partita di legname proveniente dalla Nigeria. Grazie ad un lavoro di intelligence e verifiche sul campo a ottobre è stata poi arrestata in Tanzania la ‘regina dell’avorio’, una cittadina cinese  indicata come un punto di riferimento importante del commercio illegale internazionale.
“La mappa del WWF disegna la geografia del bracconaggio che non si ferma mai. Il commercio illegale di natura selvatica si sovrappone a quello di droghe, armi e persino esseri umani e i gruppi criminali organizzati sfruttano la globalizzazione del commercio usando tecnologie sempre più avanzate per scambiare informazioni facendo diventare sempre più complesso e difficile il lavoro di contrasto portato avanti dall’intelligence e dai ranger sul campo – dichiara Isabella Pratesi, direttore Conservazione del WWF Italia – Gli elefanti, i rinoceronti le tigri uccise ogni giorno  purtroppo non hanno voce e il loro massacro passa sotto silenzio. Con la nostra campagna vogliamo ‘dare voce’alle specie più a rischio e far emergere questi massacri rendendo evidente anche i legami tra il bracconaggio e gli altri crimini altrettanto gravi e deleteri per le nostre civiltà. E’ importante avere il sostengo di tutti per combattere questi fenomeni: l’intelligence sul campo, la formazione di guardie, le dotazioni sofisticate sono strumenti indispensabili per fermare la perdita di natura e biodiversità”.
Come sostenere il WWF. Attraverso il sito è possibile fare una donazione per aiutare l’associazione a fermare il bracconaggio nel mondo e in Italia. Oppure fare un regalo speciale, scegliendo l’adozione di cuccioli di specie protette rimasti orfani a causa del bracconaggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>