Tanoressia: la dipendenza da abbronzatura

di Redazione Commenta

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Forse non tutti sanno che l’abbronzatura può diventare una dipendenza, o forse molti non sanno di esserne già dipendenti e di soffrire di tanoressia.

Questo è il nome composto dalle parole tan, che vuol dire abbronzatura in inglese, e orexis che vuol dire appetito in greco, che designa appunto la voglia costante di abbronzare la propria pelle.

Stare al sole può diventare una vera e propria ossessione, una spinta compulsiva a vedere la propria pelle “nera” che porta molte persone ad abusare dell’esposizione ai raggi solari, con le conseguenze negative che un po’ tutti conoscono.

Si tratta di un bisogno impellente quello di andare al mare ed esporsi al sole o recarsi nei solarium per ottenere l’effetto di un’abbronzatura rapida e il più scura possibile. In Italia questa dipendenza colpisce circa il 20% delle persone, che, secondo gli esperti psicologi, si sentono male se non vedono la loro pelle abbronzata, provano disagio in caso di mancanza di abbronzatura, e vedono il dover “diventare neri” come un obbligo, o meglio, una promessa, che va mantenuta a tutti i costi.

E questo anche a costo di rovinare la propria pelle, queste persone infatti sembrano incuranti dei rischi ai quali si espongono, sembrano non vedere eritemi, macchie, dermatiti e così via.

Le avvisaglie per capire se si soffre di tanoressia sono, ad esempio, come abbiamo già accennato, il disagio profondo che si avverte se non si può stare al sole o correre in un solarium (come in una sorta di astinenza), il non sentirsi mai abbastanza abbronzati (proprio come nell’anoressia non ci sente mai abbastanza magri nonostante il corpo sia in una situazione allarmante), fare dell’abbronzatura praticamente l’unica ragione della vacanza, provare avversione verso la protezione solare, che si tende quindi ad evitare e a vedere ciecamente come un “nemico” all’abbronzatura.

Le ragioni psicologiche individuate dagli esperti sembrano essere una scarsa fiducia in sé stessi, insicurezza, non accettazione della propria immagine e in alcuni casi, desiderio inconscio di danneggiarsi.

 

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