Impacco aromatico di argilla o di papaya?

di Francesca Spano Commenta

La bellezza ottenuta seguendo le tecniche naturali è sempre la migliore. Dopo aver optato per un bagno caldo rilassante, magari dopo una giornata di lavoro e quando la temperatura è più fresca, si può scegliere dunque di applicare un impacco aromatico che può riguardare l’argilla o la papaya.

La loro azione è diversa, ma procediamo per ordine. Per quanto riguarda l’impacco all’argilla, presente su viso e corpo, serve a togliere le impurità della pelle. Ha un ruolo importante anche per quanto riguarda la guarigione dei foruncoli. Per chi ha la pelle secca, può essere molto utile l’impacco allo yogurt, ma per quello classico serve:

  • 100 g di argilla verde o di argilla ventilata
  • 200 ml di acqua minerale
  • 1 cucchiaio di miele chiaro
  • 1 goccia di olio essenziale puro di vetiver
  • 1 goccia di olio essenziale puro di incenso
  • 3 gocce di olio essenziale puro di lavanda

Prendete l’argilla e mescolatela con l’acqua e quando otterrete una pasta liscia, aggiungete il miele e gli altri oli. Applicate dunque nelle zone da trattare ed evitate il collo e il contorno occhi. Lasciate agire per dieci minuti e risciacquate con acqua tiepida.

Per quanto riguarda invece, l’impacco alla papaya da non dimenticare che si tratta di una grande fonte di alfa-idrossiacidi. Questi sono degli agenti esfolianti della pelle con una benefica azione. Sono infatti in grado di trattenere l’acqua e mostrare una pelle più morbida e visibilmente compatta. Chi ha la pelle sensibile, però, deve controllare che non sia intollerante al prodotto. L’impacco va usato solo sul corpo e vi serviranno:

  •  1 grossa papaya privata della pelle
  • 1 goccia di olio essenziale puro di vetiver
  • 2 gocce di olio essenziale puro di mandarino

Schiacciate la polpa della papaya e mettetela in una scodella. Mescolate e non dimenticate gli oli essenziali. Spalmate il prodotto su tutto il corpo e lasciate agire per 15 minuti. Lavate e risciacquate. Preferite l’acqua tiepida.

Photo Credit: Photo Credit:mi.luria su Flickr

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