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I social game e i giovani: i pro e i contro

 

I videogiochi di società, meglio noti come social game sono spesso oggetto di aspre critiche. Costringono i giovani e anche gli adulti che non smettono di utilizzarli, ad una vita sedentaria ed, inoltre, non favoriscono certo i rapporti sociali. In un mondo in cui ormai, sempre di più, i nostri legami più stretti sono con il pc, non è il caso comunque di demonizzare una pratica che può avere persino degli effetti salutari. L’eccessiva esposizione davanti allo schermo, infatti, alla lunga può stimolare le persone a fare più movimento e a cambiare in parte stile di vita. Certo ogni caso è a sé: se qualcuno tende ad isolarsi e ad esagerare, per altri invece è molto più semplice comprendere che nella vita è giusta una sana via di mezzo. Vita all’aria aperta insomma o, comunque, più ginnastica e, per riposarsi, qualche ora al pc a cercare di vincere le sfide dei giochi scelti.

E’ chiaro che i social game sono appannaggio soprattutto dei giovani ma non solo e secondo un nuovo studio promosso dai ricercatori della USC School of Cinematic Arts, la Keck School of Medicine della USC, la USC School of Social Work e l’Università di Buffalo, SUNY, dobbiamo imparare pure ad apprezzare gli aspetti positivi di una pratica che è diventata di uso comune nella moderna società. La ricerca per confermare quanto ogni abitudine che sembra negativa può invece nascondere delle vere sorprese, è durata dieci settimane ed ha coinvolto un gruppo di volontari giovani e adulti di mezza età.

I partecipanti avevano caratteristiche fisiche e comportamentali differenti e, ovviamente, diverse abitudini quotidiane. C’era il tipo più attivo e quello pigro, ma tutti hanno avuto la possibilità di invitare coloro che volevano, magari familiari e amici a partecipare all’esperimento. A questo punto, i soggetti sono stati suddivisi un due gruppi ed è stato chiesto loro di tenere un diario online dell’attività fisica. Il diario online faceva parte di “Wellness Partners”, un programma sviluppato alla USC con l’intenzione di confermare quanto i giochi di società abbiano un ruolo fondamentale, nel bene e nel male, nella nostra vita. Nel progetto è stato poi inserito un secondo gruppo che includeva un gioco sociale che faceva guadagnare punti in base alla segnalazione dell’esercizio fisico svolto. Attraverso un personaggio virtuale si potevano raccogliere ricordi e guadagnare premi a seconda della determinazione con la quale si erano svolte le attività di animazione. Dopo cinque settimane, i gruppi si sono scambiati i programmi. Il risultato non ha lasciato spazio a dubbi: quando si combinavano giochi e ginnastica, questo motivava maggiormente i soggetti e li spingeva, in molti casi, a praticare esercizio fisico anche all’esterno e questo ha portato ad una diminuzione nei valori del BMI, l’indice di massa corporea. Addirittura, il gruppo che ha iniziato il game sportivo ha poi mantenuto a lungo il suo stile di vita. In definitiva, un passatempo che ispira benessere, induce la mente a seguire questo consiglio pure nella vita reale, trasformando il gioco in una attività non certo negativa, soprattutto se come al solito non si tende ad esagerare e si trovano dei momenti per staccarsi dal pc e tornare al quotidiano. 

 Photo Credit: S.A.L su Flickr

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