Modelle per non ingrassare mangiano fazzoletti: denuncia shock

di Braganti Commenta

Le modelle mangiano fazzoletti per non ingrassare; a svelare questo inquietante retroscena del mondo della moda è Kirstie Clements che ha diretto Vogue Australia per 13 anni. Non è la prima volta che si associa il mondo della moda a quello dei disturbi alimentari ma la Clements all’interno del libro “The Vogue Facts“,ha raccontato episodi davvero raccapriccianti (l’Independent ha raccolto le sue testimonianze) come quello di una sessione fotografica a Marrakesh, delle modelle sarebbero state lasciate quasi a digiuno per 3 giorni e questo nonostante riuscissero a malapena a tenere gli occhi aperti o a stare in piedi.

Pare anche che alcune modelle per sembrare più magre ricorrevano addirittura ad interventi di chirurgia plastica per ridurre il seno; c’è poi il caso di una modella russa definita fit model, una modella che doveva essere d’esempio per le altre. Purtroppo però il fatto di non mangiare cibi solidi l’ha costretta ad un ricovero in ospedale dove le sono state date delle flebo per diverso tempo; la Clements h apoi rivelato che esiste una specie di classifica della magrezza:

quando una modella protagonista di un buon lavoro in Australia perdeva due misure al fine di essere chiamata per delle sedute oltre mare, allora l’ufficio di Vogue Australia diceva che era diventata una “magra di Parigi”

Ci sono state poi delle modelle che hanno confermato quanto dichiarato dalla Clements come ad esempio Amy Lemons,  una delle ragazze copertina di Vogue che ha raccontato di aver visto delle ragazze che per cercare di allontanare la fame “mangiavano” delle palline di cotone in un succo di frutta.

E’ proprio il caso di dire che molte modelle seguono delle diete pericolose arrivando anche in certi casi al digiuno: possibile che il mondo della moda si preoccupi solo di vendere e non tenga conto della salute di queste ragazze’ Ben vengano allora decisioni come quelle prese da Israle che ha vietato alle ragazze troppo magre di sfilare.

Via| indipendent

Photo Credits| lucamengoni su Flickr

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