Meno sesso se l’uomo fa il casalingo

di Mariella Commenta

La notizia è curiosa, riportata così: meno sesso se l’uomo fa il casalingo. Sì, pare che se in casa si rispettano i vecchi ruoli, meglio dire tradizionali, c’è più armonia nella coppia che si traduce in una maggiore intesa, quindi, più sesso.

Si ha un bel dire che nella famiglia moderna l’uomo e la donna possono tranquillamente dividersi i ruoli. L’uomo, quindi, può lavare, stirare, passare l’aspirapolvere e altro, intanto che la donna si occupa di far da mangiare, ad esempio, o lavare vetri e lampadari. Lo scambio dei ruoli nella coppia, insomma, sarebbe un buon segnale di collaborazione.

Tanto più se ci sono dei bambini, l’aiuto nelle faccende domestiche non può che alleggerire il compito della donna che, oltre ad essere lavoratrice, è anche mamma, moglie e amante. A smantellare questo bel quadretto di famiglia del Mulino Bianco dove tutti sorridono felici, anche per un biscottino ai cereali, ci pensano i ricercatori americani che sentenziano che c’è meno sesso se l’uomo fa il casalingo.

Al contrario, quelli che svolgono i compiti tradizionali, farebbero più spesso sesso con la propria moglie o compagna che sia. Per ruoli tradizionali, i ricercatori intendono quelli in cui la donna si occupa per esempio di cucinare, fare le pulizie di casa, lo shopping. All’uomo dovrebbe spettare solo il ruolo più pesante, come si faceva una volta, pagare i conti, curare il giardino, eseguire la manutenzione dell’auto, cambiare la lampadina fulminata e così via.

Precedenti studi dicevano che l’uomo dava una mano in casa alla propria compagna, occupandosi delle faccende domestiche, per guadagnarsi i ‘favori’ in camera da letto, una sorta di ricompensa per averla aiutata in casa. Il nuovo studio, però, va più a fondo, la frequenza dei rapporti sessuali dipende dal tipo di mansione svolta e non dal dividersi le faccende edomestiche in generale.

Se da una parte il menage familiare migliora, dall’altro, il letto piange; se si vuole portare avanti una casa e una famiglia da sorriso smagliante per tutti, diciamo, si paga pegno sotto le lenzuola. Che i ruoli vadano mantenuti secondo le vecchie tradizioni, emerge da uno studio pubblicato su American Sociological Review. I risultati sono stati desunti da 4.500 dichiarazioni di coppie eterosessuali, sposate, che hanno partecipato al US National Survey of Families and Households (NSFH).

I dati sono stati analizzati dalla dottoressa Julie Brines, professore associato di sociologia all’Università di Washington e dal dottor Sabino Kornrich, ricercatore presso l’Istituto Juan March di Madrid:

I risultati mostrano che il genere [sessuale] organizza ancora un po’ di vita quotidiana nel matrimonio. In particolare, sembra che le identità di genere di mariti e mogli si esprimono attraverso i lavori che eseguono, e aiutano anche nello strutturare il comportamento sessuale.

Per contro, se gli uomini snobbano i lavori casalinghi, potrebbero aumentare i conflitti nel matrimonio e rendere le donne insoddisfatte del sesso. Dall’indagine è emerso che, sebbene tra la maggioranza delle coppie ci si divide i compiti domestici, sono ancora le donne a occuparsi più spesso di lavori tradizionalmente maschili, che non il contrario.

Conclusione, se i ruoli sono ben distribuiti, le coppie hanno avuto rapporti sessuali circa cinque volte, in media, nel mese precedente l’indagine. In quelli in cui la donna svolge i compiti tradizionalmente femminili, i rapporti sessuali erano stati circa 1,6 volte in più al mese, rispetto a quelle in cui il marito fa molti o tutti i lavori tradizionalmente femminili.

Photo credit: dno1967b su Flickr

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