Le allergie dei bambini, come prevenirle e le precauzioni

di Mariella Commenta

Spesso di fronte ad una pelle irritata, un foruncolino o prurito, le mamme pensano subito ad un’allergia, ma bisogna fare una distinzione, fra una vera e propria allergia a atopia, l’allergia è una reazione della pelle a contatto con una determinata sostanza, ma potrebbe anche trattarsi di una iperattività della pelle a stimoli esterni. I sintomi sono gli stessi, ma la causa è diversa. Nella maggioranza dei casi si tratta di una predisposizione costituzionale del bambino che è sensibile a qualche sostanza o all’ambiente che lo circonda.

Un esempio potrebbe essere il bambino che suda al mare, compare una dermatite nelle pieghe ma succede la stessa cosa anche in inverno con il maglione di lana. Succede anche che il bambino abbia un’eruzione cutanea durante l’allattamento, il primo accusato è il latte materno, con la convinzione che quel che mangia la mamma passi nel latte e scateni le allergie. Potrebbe anche esserlo, in questo caso, il bambino dovrebbe avere problemi all’intestino come diarrea, stitichezza, scarsa crescita dovuto al malassorbimento. Nel caso in cui il bambino è florido, senza disturbi particolari, è inutile pensare che la colpa sia di quel che mangia.

Vediamo alcune semplici regola nel caso in cui si sospetti un’allergia nel bambino, regola base è consultare un pediatra nel caso in cui si sospetti possa soffrire di dermatite da contatto con sostanze come latte, uovo, acari della polvere, pollini. Per diagnosticare un’allergia vanno eseguite le prove cutanee (prick test) o il dosaggio sul sangue delle IgE specifiche per la sostanza sospettata. Se il disturbo è nella respirazione, vanno effettuate le prove di funzionalità respiratorie per riconoscere l´asma bronchiale. Sono assolutamente da evitare le “prove di intolleranza”, non c’è alcuna prova che funzioni.

Il bambino deve vivere in un ambiente sano, sopratutto nella camera da letto che deve essere ben arieggiata e, se possibile, senza tendaggi, tappeti e moquette, un vero e proprio covo degli acari della polvere, difficilmente lavabili. Il discorso è valido sia per le abitazioni che, per esempio in asilo.
È anche buona norma, nel caso sia accertato che il bambino è allergico ai pollini, va consultato il calendario pollinico che indica i periodi dell´anno “a rischio”. In questi periodi meglio usare mascherine, occhiali scuri e farmaci che permettano al bambino di vivere all´aria aperta incorrere di disturbi a occhi, naso e bronchi.

Se il bambino ha già sofferto di reazioni a punture di insetti, deve essere garantita la fornitura gratuita del farmaco salvavita per prevenire lo shock anafilattico, che deve essere sempre disponibile e somministrata immediatamente in caso di necessità.

I neonati possono essere anche allergici alla frutta, da 4-6 mesi puoi offrire mela, banana, pera e prugna perché hanno un sapore dolce e delicato e un’alta digeribilità. Pesca, pesca noce e albicocca possono essere offerte fresche dopo i 10 mesi perché possono causare allergie. Sotto forma di omogeneizzati possono essere dati già verso i 6 mesi perché l’allergia è provocata dalla buccia che non è presente nei vasetti. Agrumi e kiwi vanno dati dopo l’anno perché possono provocare allergia nei piccoli predisposti. Dopo i 2 anni puoi offrire fragole, ciliegie, uva, frutta secca a guscio (noci, nocciole, mandorle, arachidi e pistacchi); tutti questi tipi di frutta non devono essere proposti prima perché altamente allergizzanti se il piccolo è predisposto.

Photo credit: Gerry Images

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