Forame ovale pervio (Pfo), un esame specifico per individuare questo difetto cardiaco

di Mariella 1

La sigla è Pfo, per esteso si chiama forame ovale pervio, è la patologia che ha colpito il calciatore Antonio Cassano, i sintomi sono vertigini, turbe visive, incapacità nel parlare e difficoltà motorie, apparentemente può sembrare un ictus ischemico. I medici lo definiscono un difetto che consente al sangue di passare da un atrio all’altro del cuore senza passare dal “filtro” fisiologico costituito dai polmoni, poco conosciuta e quindi imprevedibile che dipende da un piccolo difetto anatomico congenito del cuore.

Il dottor Guidalberto Guidi, cardiologo della clinica Fornaca di Torino e medico fiduciario della Juventus FC, spiega che si tratta di un difetto cardiaco che è presente alla nascita, ma nei primi giorni di vita tende spontaneamente a chiudersi, impedendo al sangue di mescolarsi. Se non avviene, nella vita adulta può succedere che microtrombi, magari formatisi in seguito ad ematomi da trauma, possano passare indisturbati dal sangue venoso al sangue arterioso e andare ad embolizzare e ostruire il flusso in qualche arteria, se avviene nel cervello si manifesta l’ischemia cerebrale.

Circa il 5 per cento dei giovani affetti da cefalea ricorrente sono portatori di forame ovale pervio che purtroppo può portare conseguenze anche gravi, tra cui la principale è l’ischemia cerebrale, cioè la mancanza di flusso sanguigno nel tessuto cerebrale. In caso di effetti transitori si parla di Tia (transient ischemic attack), la gravità dei dati permanenti dipende dalla localizzazione e dall’estensione della zona ischemica.

Esistono esami specifici per individuare il forame ovale pervio, l’ecocardiogramma colordoppler, ma anche l’ecocardiogramma tridimensionale o, in alcuni casi, l’ecocardiogramma trans esofageo. Non esiste alcun segno clinico rilevabile con la sola visita medica, né con l’elettrocardiogramma. Infatti lo studio morfologico e funzionale eseguito con l’ecocardiogramma colordoppler evidenzia il difetto anatomico e con opportune manovre anche il passaggio anomalo di sangue tra i due atri.

Non sempre è necessario l’intervento chirurgico in caso di forame ovale pervio, a volte è sufficiente assumere basse dosi di aspirina per prevenire i trombi e con un semplice posizionamento di un “ombrellino” tra gli atri, per via vascolare percutanea, tramite un sottile catetere in anestesia locale, in pratica quanto accadrà ad Antonio Cassano. In ogni caso è importante fare prevenzione nei confronti dell’ictus, consultare sempre il medico quando si soffre frequentemente di cefalea, eseguire l’ecodoppler delle carotidi dopo i 50 anni, anche prima se si soffre di diabete o dislipidemia.

Commenti (1)

  1. ho il pfo ma il neurologo mi ha detto di nn chiuderlo xke’ piccolo.mi devo fidare o conviene fare degli altri accertamenti.cmq sto assumendo il plavix. grazie

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