Salute, c’è anche l’acne da fumo, il 60 per cento di donne con acne è fumatrice

di Mariella Commenta

 È ormai risaputo che il fumo danneggia, oltre a cuore e polmoni, anche la pelle, accelera l’invecchiamento cutaneo e rende l’incarnato giallognolo e poco lucente. Da studi recentemente effettuati da un gruppo di ricercatori dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma, però, si è scoperto anche un altro danno provocato dal vizio delle sigarette, si tratta di una particolare forma di acne. Dallo studio effettuato, svolto su circa mille donne tra i 25 e i 50 anni, è emerso che il 60 percento di quelle con acne erano anche fumatrici. In pratica, il fumo non si limita a favorire la proliferazione dei cheratinociti, ma altera anche la composizione del sebo, aumentando la quantità di grassi che favorisce la formazione dei comedoni.

Si è sempre pensato che l’acne che colpisce la donna adulta fosse una malattia di tipo infiammatorio, dovuto per lo più a squilibri ormonali, che causa la comparsa di lesioni soprattutto sul mento e nella zona della mandibola. È stato invece dimostrato che l’acne più comune nelle donne adulte ha tratti diversi: le lesioni sono soprattutto “ritenzionali” (comedoni, cisti e microcisti) e compaiono, in particolare, su zigomi, guance e fronte, con poche lesioni infiammatorie (pustole o papule), ma è spesso associata al fumo.

Le donne con una lunga storia di tabagismo sono più a rischio delle altre. Questo non significa che tutte le fumatrici siano destinate a sviluppare l’acne da fumo. Le più vulnerabili sono le donne che, oltre al fumo, presentano altri fattori di rischio: cute grassa, esposizione cronica ad ambienti molto umidi o fumosi (come cucine e lavanderie), abitudini cosmetiche scorrette (come l’uso di prodotti inadeguati al proprio tipo di pelle, troppo grassi o occlusivi), foto esposizione eccessiva (sole o lampade abbronzanti.

L’acne da fumo è più frequente nelle donne normopeso o sottopeso con un’attività lavorativa impegnativa o ritmi di vita frenetici. La presenza di altri elementi che favoriscono la malattia aiuta a spiegare perché l’acne da fumo colpisce anche le donne che non fumano.

Nel caso di acne da fumo, le cure tradizionali non sono efficaci, gli antibiotici per uso locale e quelli per bocca non migliorano di molto la situazione. Anche le cure ormonali danno risultati poco soddisfacenti. Sospendere il fumo è utilissimo, ma i primi effetti iniziano a comparire dopo un anno e mezzo o due, dunque, bisognerà armarsi di molta pazienta. E se proprio si ha fretta, si potrà affrontare un intervento di microchirurgia, viene eseguito in ambulatorio e non richiede anestesia, solo un piccolo fastidio.

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