Alimentazione per i bambini, dolce sì, zuccherato no per prevenire l’obesità infantile

di Mariella Commenta

Ormai è noto, la pratica di bagnare il ciuccio nel miele per calmare i più nervosetti non solo è inutile, ma anche dannosa. Non tutti sanno, però, che tanti dolci stratagemmi quotidiani possono essere altrettanto pericolosi per la salute dei bambini. A dare nuove notizie in merito è stato il congresso dell’America College of Gastroenterology: neppure il fruttosio è innocuo come si pensa. Gli studiosi americani mettono in relazione il consumo di questo zucchero con il mal di pancia, soprattutto nei bambini più piccoli. l problema è anche più ampio: in linea di massima, e su questo sono d’accordo anche gli esperti italiani, è bene abituare i bimbi fin da piccoli ad avere un corretto rapporto con lo zucchero per prevenire l’obesità infantile e altri disturbi.

Il fruttosio è un carboidrato (zucchero) che si trova naturalmente nella frutta e nel miele. È contenuto in numerosi alimenti lavorati, come i succhi di frutta concentrati e i dolci industriali. Ha un potere dolcificante maggiore dello zucchero classico (saccarosio), ma ha un basso indice glicemico. Ciò significa che non fa impennare i livelli di zucchero nel sangue e non costringe l’organismo a immettere forti concentrazioni di insulina, riducendo così il rischio di diabete. L’uso massiccio, però, però causare problemi a livello renale e metabolico, così comune, nei bambini, un mal di pancia in apparenza inspiegabile e innocuo.

Le abitudine da adottare con i più piccoli

Bastano poche regole per evitare spiacevoli conseguenze. Innanzitutto, non bisognerebbe aggiungere lo zucchero ad alimenti di per sé dolci (come il latte e la frutta); non dare zucchero e miele al di sotto dell’anno di età, evitare di coccolare il bambino con caramelle e dolcetti. Sono tutti piccoli espedienti che diventano passi importanti per seguire una corretta alimentazione anche da adulti. Sorbitolo, xilitolo e maltitolo (sostanze naturali dall’effetto dolcificante) sono usati spesso in alternativa allo zucchero perché meno calorici, ma non sono indispensabili e non vanno dati ai bambini sotto i tre anni. Per tenere sotto controllo le calorie ingerite, infatti, è meglio modificare la propria dieta e aumentare l’attività fisica.

Alcuni pediatri ritengono che non ci sia di introdurre zucchero nella dieta del bambino, è più importante abituarlo da piccolo al sapore naturale dei cibi: non c’è alcuna necessità di aggiungere zucchero al latte del mattino o alla frutta di metà pomeriggio. Anche l’abitudine di sciogliere i biscotti nel biberon potrebbe facilmente e giustamente abbandonata non appena il bambino è in grado di masticare. Dargli in mano un biscotto, oltretutto, è più soddisfacente anche per lui.

Il miele va introdotto nell’alimentazione dopo l’anno di vita del bambino, ma va usato poco, il minimo indispensabile, magari spalmato su una fetta biscottata o sul pane. Per le altre preparazioni casalinghe, le torte soprattutto, si potrebbe ricorrere a uno stratagemma, usando la frutta matura al punto giusto e, quindi, molto dolce, oppure azzardare e proporre al bimbo una torta alle carote. Per quanto riguarda i vari tipi di zucchero, infine, quello bianco e quello di canna non comportano alcuna differenza a livello di salute per il bambino.

Per i bambini è dunque consigliato limitare i cucchiaini di marmellata, miele e creme dolci spalmate sul pane e sulle fette biscottate. Abituare i bambini a lavarsi i denti subito dopo aver mangiato, soprattutto se si tratta di cibo dolce (quindi anche dopo le caramelle gommose). Ridurre l’uso delle bevande dolci e gasate (vale anche per le bibite light). Non tenere in dispensa grandi scorte di dolci.

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