Il lifting endoscopico del sopracciglio: una tecnica mini-invasiva per ringiovanire senza cicatrici

di Mariella Commenta

 Rughe ridotte, mimica intatta e cicatrici quasi invisibili. E’ il lifting endoscopico del sopracciglio, una delle tecniche più amate dai chirurghi plastici e oculoplastici negli Stati Uniti, ma ancora poco conosciuta e praticata in Italia. Secondo i dati dell’Asps (American society of plastic surgeons), nel 2010 sono stati eseguiti ben 42.400 interventi di questo tipo negli Stati Uniti, mentre l’Italia è ancora alle prime armi e solo pochissimi sono in grado di eseguirlo con risultati soddisfacenti.

L’intervento di lifting endoscopico ha diversi vantaggi: manda indietro le lancette dell’orologio in modo mini-invaso, con risultati naturali e tempi di recupero ridotti.

Eseguito con tecnica endoscopica, il lifting del sopracciglio può essere abbinato o meno a una blefaroplastica superiore ed inferiore, un lipofilling del viso, un lifting dello zigomo. Il tutto senza incisioni visibili, con tempi di recupero molto limitati (rientro al lavoro in una settimana). Inoltre, agendo su alcuni muscoli corrugatori della fronte, permette di ridurre le rughe della fronte in maniera definitiva, mantenendo intatta la mimica facciale. L’intervento viene eseguito in anestesia locale e sedazione endovenosa e il paziente ritorna a casa in giornata senza dolore.

Come funziona? Il lifting endoscopico del sopracciglio è nato negli Stati Uniti nel 1995, quando fu descritto dal famoso chirurgo plastico Oscar Ramirez e successivamente perfezionato da Nicanor Isse, specialista conosciuto in tutto il mondo per le sue innovative tecniche nella chirurgia ricostruttiva ed estetica, soprattutto endoscopica, che è stato maestro di Bernardini. La tecnica endoscopica è sicuramente l’approccio chirurgico favorito soprattutto in California, patria della chirurgia estetica dove ha soppiantato quasi interamente le tecniche tradizionali di lifting del sopracciglio e del volto proprio per la sua scarsa invasività chirurgica, l’assenza di cicatrici visibili, i tempi di recupero rapidi e soprattutto l’effetto naturale che si ottiene con il lifting endoscopico.

Tecnicamente, consiste nel riposizionamento della fronte, del sopracciglio e dello zigomo, dove necessario dall’interno, grazie a 5 piccole incisioni di due centimetri ciascuna, nascoste dietro l’attaccatura dei capelli. L’aspetto fondamentale della procedura endoscopica è che permette di agire dall’alto elevando i tessuti del volto che sono scesi (sopracciglio e zigomo) per effetto della gravità e quindi in maniera naturale e riempiendo i tessuti che hanno perso volume grazie al lipofilling associato.

Gli effetti sono stabili, naturali e duraturi. Il decorso post-operatorio consente di tornare al lavoro in una settimana. I costi, i tempi di recupero e i tempi chirurgici del lifting endoscopico non si dissociano di molto da quelli di una blefaroplastica e il paziente viene dimesso in giornata.

Il candidato ideale. Come si può scegliere se fare un lifting endoscopico o solo una blefaroplastica superiore? Una maniera molto semplice per sapere se, nel proprio caso, è meglio sottoporsi a un lifting endoscopico o a una blefaroplastica superiore, è quella del “segno della coda di cavallo”. Basta mettersi davanti allo specchio e raccogliere i capelli in una coda di cavallo alta e stretta. Se in questo modo lo sguardo migliora e l’aspetto è quello desiderato, allora la paziente è un’ottima candidata al lifting endoscopico e la blefaroplastica potrebbe non essere necessaria. Il chirurgo oculoplastico è uno specialista nella valutazione estetica dello sguardo e può indicare alla paziente quale tecnica preferire o se associarle insieme.

Francesco Bernardini – Profilo Professionale Laureato con lode in Medicina e Chirurgia all’Università di Genova, Francesco Bernardini ha conseguito il Diploma di specializzazione in Oftalmologia all’Università di Genova. Dopo l’abilitazione professionale per gli Stati Uniti (1996), ha ottenuto una fellowship clinica di 2 anni in Chirurgia oculoplastica, ricostruttiva e orbitaria all’Università di Cincinnati in Ohio, Stati Uniti.
Attualmente è libero professionista, consulente in diversi ospedali di Genova e Torino ed è professore a contratto per la chirurgia dell’orbita e delle palpebre all’Università di Genova. Ha partecipato come relatore a corsi e congressi internazionali in Italia e in tutto il mondo, ha organizzato 3 congressi internazionali in Italia e ha all’attivo una ventina di pubblicazione su riviste internazionali.
I suoi studi privati si trovano a Genova, Torino e Milano (www.oculoplasticabernardini.it).

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