Il mollusco contagioso: non vive nel mare ma è una malattia contagiosa della pelle

di Mariella 1

Il nome è un po’ stravagante, si tratta di una malattia molto serie e guarisce perfettamente. Si tratta del mollusco contagioso, un disturbo che colpisce la parte superficiale della pelle e che non va mai trascurato, perché può diffondersi ad altre parti del corpo oppure infettare altre persone, soprattutto attraverso il contatto diretto. Il mollusco contagioso è frequente nei bambini, mentre le lesioni che compaiono negli adulti a livello dei genitali sono spesso trasmesse per via sessuale.

Il mollusco contagioso è una malattia infettiva provocata da un microrganismo appartenente alla famiglia dei poxvirus, che attacca la pelle e può colpire qualunque parte del corpo. In genere, il mollusco contagioso è trasmissibile nella fase acuta della malattia, quando le manifestazioni cutanee sono ben visibili sul corpo. A volte, il contagio può avvenire quando la persona malata presenta soltanto piccole alterazioni invisibili a occhio nudo.

Le lesioni tendono a raggrupparsi e il loro numero varia da poche unità ad alcune decine. Il mollusco contagioso non è molto aggressivo e colpisce le persone che hanno le difese naturali indebolite, per esempio chi è costretto a lunghi cicli di cortisone; in tal caso le lesioni possono essere più numerose.

Il virus del mollusco contagioso può restare latente per un periodo di tempo compreso tra 2-3 settimane fino a 3-4 mesi prima che compaiano i primi segni evidenti della malattia, cioè le papule, piccole escrescenze lisce, di aspetto simile alla cera. Di dimensioni variabili, simili a quelle di una capocchia di spillo, piuttosto arrotondata e dura, color carne o biancastre. Se si schiacciano fuoriesce un materiale biancastro. A volte le lesioni tendono a raggrupparsi fra loro, non provocano fastidio o bruciore e, fortunatamente, non si trasformano mai in forme tumorali maligne. Solo quando si infiammano possono diventare pruriginose, ma spesso questo segno è il segnale della scomparsa delle escrescenze.

Per verificare che effettivamente si tratti di mollusco contagioso, al dermatologo è sufficiente osservare l’aspetto delle papule, per avere una diagnosi certa, il virus può prelevare un campione della lesione, esaminandola su un vetrino e colorandola con particolari sostante chimiche.

La guarigione è genericamente spontanea, è meglio eliminare le papule per evitare il rischio di infettare altre parti del corpo oppure di trasmettere la malattia ad altre persone. Anche se non è necessario alcun trattamento, a meno che le lesioni sia deturpanti oppure fastidiose, in alcuni casi stendere un velo di una crema a base di antibiotici può facilitare la guarigione, perché previene la comparsa di eventuali infezioni.

L’eliminazione delle papule può essere fatta ricorrendo ad alcune sostante, come l’acido tricloroacetico, da mettere sulla parte malata e avendo cura di circoscrivere la lesione con vaselina, per proteggere la pelle sana circostante. Può essere utile anche usare l’imiquiquimod, un farmaco da applicare tre volte alla settimana e da lasciare agire per non oltre 6-10 ore, prima di essere rimosso. In genere, il ciclo di cura dura da uno a quattro mesi.

Il virus del mollusco contagioso può essere presente in luoghi come spogliatoi di palestre, piscine e docce. Anche se non esistono gruppi di persone a rischio, che ha la pelle molto secca o irritata può essere più sensibile al contagio, perché la naturale protezione della cute è ridotta. Una delle cause più frequenti di trasmissione di mollusco contagioso tra gli adulti è il rapporto sessuale con un partner occasionale non protetto dal profilattico. Oltre che nella zona del pube e all’attaccatura della coscia, le lesioni compaiono a livello degli organi genitali: nell’uomo sul pene e sui testicoli, nella donna sulla superficie esterna delle grandi labbra.

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