Quando la pancia perde tonicità, ecco le cause della pancetta

di Mariella Commenta

L’accumulo di grassi a livello addominale (la classica pancetta) crea intorno al punto vita una sorta di salvagente di adipe e ristagni di liquidi: è una conformazione in cui braccia e gambe mantengono spesso un aspetto del tutto normale. Prima dei vent’anni le cause della pancetta sono il sovrappeso, il rapido accrescimento corporeo e il passaggio all’adolescenza. Gli squilibri ormonali rendono instabile la produzione di elastina e collagene, le proteine responsabili dell’elasticità della pelle, e questo provoca delle spaccature a livello del derma che si manifestano con la flaccidità addominale.

Dopo il parto i tessuti si rilassano improvvisamente, la pelle appare flaccida e, spesso, compaiono le smagliature. Con il passare del tempo la situazione migliora. A mano a mano che i muscoli addominali recuperano tono, la pancia tende a rientrare.

Con la menopausa gli estrogeni crollano, il metabolismo rallenta e si accumula grasso più facilmente, soprattutto a livello dell’addome.

Per tutte le fasce di età la dieta povera di proteine e ricca di carboidrati, la mancanza di esercizio fisico, la perdita troppo veloce di peso, ma anche lo stare seduti per troppe ore consecutive (la postura sbagliata fa rilassare i muscoli addominali e crea l’inevitabile rotolino), sono tutte cause di addome poco tonico e/o ingrossato.

Mangiare troppi dolci o pane, pasta e pizza prodotti con farine raffinate (prive di fibra) favorisce un’eccessiva secrezione di insulina, un ormone del pancreas che, oltre a regolare il tasso di zuccheri nel sangue, controlla anche la distribuzione dell’adipe nel corpo. Il segreto per tonificare l’addome sta nell’evitare picchi glicemici nel sangue.

Consigli utili a tavola
Cibi consigliati: cereali e derivati integrali (pane, pasta, ecc), legumi, verdure e frutta, carni bianche, pesce, uova, formaggi magri, yogurt naturale bio. Sono indicati tutti i cibi che controllano la glicemia nel sangue.

Cibi da evitare: dolci, cibi prodotti con farine prive di fibre (raffinate), salse, fritti, carni rosse, alimenti contenenti additivi e/o troppo sale o zucchero, fast food, alcolici, bevande gassate e/o zuccherate.

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