L’ isterectomia si può evitare, le alternative che salvano l’ utero

di Mariella Commenta

In Italia si ricorre spesso e volentieri all’ isterectomia, cioè l’ asportazione dell’ utero, esistono però dei rimedi meno drastici, in caso di malattie benigne, soprattutto nel caso di mestruazione emorragiche. Questi disturbi si possono curare anche con farmaci o con interventi mininvasivi che conservano l’ utero. Secondo indicazioni internazionali, il rimedio migliore è la spirale medicata, che rilascia un progestinico.

L’ isterectomia un rimedio drastico usato troppo spesso
Con l’ isterectomia si asporta l’ utero, le tecniche usate sono molte, la metodica classica prevede un’ incisione sopra il pube simile a quella del taglio cesareo, la laparatomia viene effettuata in anestesia generale, con un ricovero mediamente di 5-6 giorni. Un intervento meno invasivo è la laparoscopia, in questo caso sono necessarie solo 3 piccole incisioni sull’ addome. Si può anche asportare l’ utero per via vaginale, che può essere eseguita in anestesia spinale.

La convalescenza dopo un intervento di isterectomia
Indipendentemente dalla metodica usata, dopo un intervento di isterectomia è necessario adottare alcune precauzioni, la convalescenza non può essere inferiore ai 40-50 giorni. Sono da evitare le attività sportive di qualsiasi tipo o i lavori domestici pesanti come stirare, passare l’ aspirapolvere, giardinaggio, sollevare oggetti pesanti. E’ consentito, invece, passeggiare e guidare a distanza di qualche giorno dall’ intervento. Bisognerà aspettare qualche giorno dall’ isterectomia anche per i rapporti sessuali, almeno 4-6 settimane.

L’ alternative all’ isterectomia

LA SPIRALE MEDICATA
Fermo restando che l’ isterectomia è necessaria quando si deve far fronte a malattie tumorali, è consigliato quando il problema è legato alle mestruazioni abbondanti, a chi non ha tratto beneficio da altre cure e che sono lontane dalla menopausa.

Una valida alternativa potrebbe essere la spirale medicata, nient’ altro che una normale spirale anticoncezionale, che rilascia gradualmente un progestinico (levonorgestrel) a livello dell’ utero. Inoltre il progestinico agisce anche sull’ ovulazione, riducendo il rischio che avvenga la fecondazione, e riduce l’ abbondanza del flusso mestruale.

La spirale medicata va inserita nell’ utero dal ginecologo, che deve stabilire eventuali controindicazioni al suo impiego, per esempio infezioni, come in tutte le altre spirali. Può essere rimossa se si desidera un figlio, il flusso mestruale e la fertilità tornano normali nel giro di un mese.

L’ ABLAZIONE
Per ridurre il problema delle mestruazioni emorragiche è disponibile anche un intervento mininvasivo che consente di conservare l’ utero: l’ ablazione. Utilizza uno strumento detto “ansa” che brucia la mucosa dell’ utero lasciandone solo un manicotto intorno al collo. In genere, questo trattamento riduce il sanguinamento ed è efficace a lungo, senza che sia necessario ripeterlo.

L’ ablazione viene eseguita in anestesia generale, in day hospital. Si sta, però, cercando di migliorare la tecnica in modo da eseguirla in anestesia locale nel prossimo futuro. I tempi di recupero dopo l’ intervento sono molto rapidi e già il giorno successivo è possibile riprendere le proprie attività.

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