Botulino scaccia bisturi: la medicina estetica ritarda il lifting di 5 anni

di Mariella Commenta

 Il successo degli interventi di medicina estetica ritarda il ricorso alla chirurgia di cinque anni, ma avvicina sempre più persone al mondo del “ritocchino”. Le “punturine” ringiovaniscono e rimandano l’ appuntamento con il chirurgo purché siano fatte da mani esperte.

L’ appuntamento con il bisturi si posticipa sempre di più. Merito della medicina estetica che, se utilizzata nel modo giusto, riesce a cancellare i primi segni d’ invecchiamento del viso come farebbe la chirurgia.

“I casi che fino a qualche anno fa richiedevano l’ uso del bisturi, oggi si possono trattare in modo più soft, senza ricorrere in prima battuta alla chirurgia – afferma Francesco Bernardini, medico specialista in chirurgia oculoplastica e professore a contratto all’ Università di Genova -. È una strada che i pazienti percorrono sempre più spesso quando vogliono mandare indietro le lancette dell’ orologio e non sono da subito decisi a farlo con un’ operazione. Per questo l’ approccio “soft” è sempre più apprezzato: in meno di un’ ora, un’ iniezione con un ago sottilissimo, da eseguire con anestesia locale. Il tempo di una pausa pranzo”.

Nelle mani giuste, acido ialuronico e botulino possono fare “magie”: “Sul mercato ci sono filler “morbidi” che si iniettano superficialmente con facilità e in questo caso l’ effetto dura tre / quattro mesi. Esistono poi filler “densi” che vanno iniettati più in profondità e che possono essere eseguiti solo da specialisti qualificati: i risultati sono più naturali e la durata supera l’ anno”, continua Bernardini.

Togliere le rughe con i filler non vuol dire necessariamente eliminare l’ espressività del volto: ci sono modi per ottenere un effetto naturale anche con gli iniettabili. Labbra troppo gonfie o espressioni “fisse” sono infatti un risultato artificioso, conseguenza di un lavoro non eseguito a regola d’ arte. L’ uso sapiente di sostanze iniettabili riesce a posticipare l’ appuntamento con il bisturi anche di cinque anni: l’ importante è rivolgersi a specialisti qualificati, informarsi sul prodotto che viene iniettato e discutere con il medico del risultato che si vuole raggiungere.

“Grazie ai progressi fatti negli ultimi anni, la medicina estetica riesce a rendere la pelle più tonica e lucida – afferma il chirurgo socio dell’ Asoprs (American Society of Ophthalmic Plastic and Reconstructive Surgery) -. Con una semplice punturina si riesce a intervenire su tutte quelle zone del volto che una volta erano riservate solo al bisturi del chirurgo: si può sollevare il sopracciglio e gonfiare zigomi e guance, utilizzando botulino e acido ialuronico. Per le borse sotto agli occhi è perfetto invece l’ acido ialuronico. Anche la fronte, una delle zone più difficili da trattare, può essere spianata con i filler. Di solito si riesce a tamponare con la medicina estetica l’ invecchiamento anche per cinque anni, con un appuntamento annuale dal medico per la remise en forme”. La maggioranza dei pazienti a quel punto passa al bisturi per rendere definitivi i risultati.

Francesco Bernardini – Profilo Professionale
Laureato con lode in Medicina e Chirurgia all’ Università di Genova nel 1992, nel 1998 Francesco Bernardini consegue il Diploma di specializzazione in Oftalmologia all’ Università di Genova con lode. Nel frattempo ottiene l’ abilitazione professionale per gli Stati Uniti (1996) che gli permette di ottenere una fellowship clinica di 2 anni in Chirurgia oculoplastica, ricostruttiva e orbitaria all’ Università di Cincinnati in Ohio, Stati Uniti.

È socio della Società oftalmologica italiana (Soi), Società italiana di chirurgia oftalmoplastica (Sicop), American Academy of Ophtalmology (Aao), European Society Oculoplastic reconstructive surgery (Esoprs) e American Society Oculoplastic reconstructive surgery (Asoprs). Attualmente è libero professionista, ma svolge consulenze anche in diversi ospedali di Genova e Torino, mentre svolge attività didattica come professore a contratto per la chirurgia dell’ orbita e delle palpebre all’ Università di Genova.
Ha partecipato come relatore a un’ ottantina di corsi e congressi internazionali in Italia e in tutto il mondo, ha organizzato tre congressi internazionali in Italia e ha all’ attivo una ventina di pubblicazione su riviste internazionali. È reviewer (revisore) per riviste specialistiche come l’ American Journal of Ophthalmology. Dal 2000 è volontario di Orbis, organizzazione americana per diminuire la cecità nei paesi del Terzo Mondo. I suoi studi privati si trovano a Genova e a Torino

(www.oculoplasticabernardini.it)

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