Alimentazione e Salute: quando il sale fa bene e quando ridurlo

di Mariella Commenta

Se il sale in sè non è un ingrediente dannoso, ma un suo consumo eccessivo è molto frequente: esso è infatti presente in quasi tutti gli alimenti, in particolare nei prodotti confezionati o da forno, nei formaggi e nei salumi.
Una riduzione del sale nella dieta aiuta a prevenire e curare la sindrome premestruale, la cellulite e, assai più importante, l’ osteoporosi e l’ ipertensione arteriosa. In una dieta iposodica non è necessario (né consigliabile) eliminare del tutto il sale; occorre semmai ridurre i prodotti che ne contengono alte dosi. In tal caso si può continuare a salare, con moderazione, i piatti preparati in casa (pasta, riso e patate), imparando nel contempo a utilizzare spezie ed erbe per insaporire le pietanze, riscoprendo così il piacere del vero gusto dei cibi.

IL GUSTO DELLE ERBE
Le erbe aromatiche sono un’ ottima alternativa al sale e offrono molti vantaggi. Ricche di vitamine e minerali, stimolano la digestione e favoriscono la depurazione. Utilizzatele fresche e raggiungetele agli alimenti a fine cottura, per salvaguardarne il contenuto in oli essenziali.

QUANDO IL SALE FA BENE
Il sale è una preziosa fonte di iodio, sostanza presente anche nel pesce, nelle uova e nella carne, indispensabile per la sintesi di alcuni ormoni. Chi vive lontano dal mare, però, spesso non ne riceve dosi adeguate. Il metodo più efficace per assicurarsene le giuste quantità è usare il sale arricchito di iodio al posto di quello normale.

RIDURRE IL SALE
Il sale è presente in numerosi alimenti, naturalmente o in seguito alle fasi di preparazione e conservazione: tenerlo presente, e scegliere altri modi per insaporire gli alimenti, può aiutare nella prevenzione e nella cura di molti disturbi.

Non è detto che ridurre il sale significhi rinunciare al sapore. La natura ci offre alternative molto valide: dalle erbe alle spezie, che arricchiscono di gusto e salute i nostri piatti, ad altri tipi di sale, con meno cloruro di sodio ma dosi maggiori di minerali.

I SALI ALTERNATIVI
Il sale marino integrale: di colore grigio-beige, contiene, oltre al cloruro di sodio, iodio, argento, bromo, rame e magnesio. E’ composto da cristalli irregolari e ha un sapore meno marcato di quello raffinato.
Il sale dietetico è stato creato apposta per gli ipertesi che faticano a rinunciare al sale comune. Durante la lavorazione, parte del cloruro di sodio viene sostituita con cloruro di potassio, meno dannoso per la salute di chi ha problemi di pressione.
Il sale delle erbe: da preparare anche in casa, mescolando sale marino integrale e aromi trotati, come rismarino, maggiorana, salvia e alloro, ha più sapore e può essere utilizzato in quantità minori.

DOVE SI NASCONDE IL SALE
– Estratti di carne, dadi da brodo e vegetali, condimenti alternativi quali gomasio, miso e tamari;
– Tutte le salse, comprese le macrobiotiche;
– Tutti gli alimenti dei fast food;
– Tutti i formaggi, compresi parmigiano e mozzarella;
– Insaccati e salumi;
– Carne affumicata, secca o conservata, bresaola compresa;
– Pesce affumicato e conservato, compreso il tonno in scatola al naturale, vongole e caviale;
– Olive, patatine, frutta secca tostata e salata, tutti gli snack da aperitivo come noccioline, mandorle, nocciole, anacardi e simili;
– Preparazioni in salamoia, sottaceti e sott’olio;
– Prodotti da forno come focacce, pizze, pane, cracker, grissini, dolci, torte e biscotti.

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