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Musicoterapia e terapia del suono per autistici e audiolesi ma anche contro stress e lievi nevrosi

 Musicoterapia e terapia del suono per autistici e audiolesi ma anche contro stress e lievi nevrosi
La musica è un mezzo espressivo potente ed efficace, a tutti succede di provare emozioni ascoltando un brano musicale.
Per la sua capacità di aprire porte sul mondo interiore di ciascuno, il suono è efficace anche come terapia, addirittura le vibrazioni prodotte dalla musica possono aiutare chi è affetto da autismo a entrare in contatto con il mondo, lo conferma Cecilia Secchi (musicoterapeuta e docente presso l’ associazione E-spèria di Milano).
Lo strumento principe della musicoterapia (o terapia del suono) è la cassa armonica del pianoforte a mezza coda.
A volte le persone in terapia, autistici ma anche audiolesi, vengono fatte stendere sul pianoforte per sentire con il corpo le vibrazioni del suono, questo stimola il paziente a trovare un modo per comunicare, lo conferma Giulia Cremaschi presidente della Fim (Federazione Italiana Musicoterapeuti).
Ma la musicoterapia non è utile solo a chi soffre di patologie gravi, può servire anche per superare limiti, paure o difficoltà che ciascuno incontra nella vita.

LA MUSICA SI PUO’ SUONARE O SOLO ASCOLTARE: MUSICOTERAPIA ATTIVA E RECETTIVA
Prima di iscriversi ad un corso, occorre tenere presente questa differenza: la musicoterapia può essere di due tipi, attiva o ricettiva (cioè passiva).
Nel primo caso gli allievi fanno musica con strumenti a percussione ritmici (tamburi, sonagli, triangoli e piatti) o melodici (come lo xilofono), oppure cantano o suonano il flauto o la chitarra.
Il pianoforte invece è poco usato. La musicoterapia attiva è utile per stimolare le capacità di relazione con gli altri, non quando ci sono patologie particolari.
Nella musicoterapia recettiva invece si ascoltano dei brani musicali registrati o eseguiti dal terapeuta; può essere un lavoro di gruppo o individuale, e qui il pianoforte è uno strumento importante. Secondo gli esperti, la musicoterapia recettiva è consigliata più per i disabili o per chi soffre di gravi patologie. Nel rapporto con un paziente è compito del terapeuta capire, a seconda dei casi, quando può essere utile una musica dolce oppure una musica più ritmata.

APPLICAZIONI DELLA MUSICOTERAPIA (TERAPIA DEL SUONO):
– per chi soffre di lievi nevrosi o è stressato i suoni possono favorire la calma e la serenità;
– per chi vive una situazione di disagio con gli altri in casa o sul lavoro la terapia con la musica facilita le relazioni;
– per chi non si piace o si sente spesso inadeguato alle situazioni scoprire di avere un’ abilità con la voce o suonando uno strumento aumenta l’ autostima e la fiducia in se stessi.

LA MUSICOTERAPIA PER FAVORIRE LA CONCENTRAZIONE DEI BAMBINI IPERATTIVI
Molti bambini oggi soffrono di disturbi dell’ attenzione, anche in questo caso la musica fa bene. Se è iperattivo, il bambino non riesce a fermare la sua atenzione sulla stessa cosa, il primo passo quindi è far stancare il bambino che è sempre in movimento facendolo suonare; poi inizierà ad essere più concentrato. Questa disciplina inoltre può essere di aiuto per favorire l’ integrazione degli studenti stranieri e limitare i casi di abbandono scolastico, lo conferma Cecilia Secchi che lavora da anni nelle scuole e con la Cooperativa Castello di Trezzo sull’ Adda (Milano).

INDIRIZZI DI MUSICOTERAPIA:
– Fim, Federazione italiana musicoterapeuti, tel 035570658 www.musicoterapia.it
– Confiam, Confederazione italiana associazioni e scuole di musicoterapia, www.confiam.it
– Associazione E-Speira di Milano www.espeira.it
– Associazione Doron, artiterapie e conseling di Rivolta D’ Adda (Cremona) tel 036378839 www.doron.it

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