Si sente spesso parlare di intolleranze alimentari, ma gli esperti hanno scoperto che esistono anche le intolleranze ai farmaci: danno sintomi simili ma sono problemi diversi. Mentre le allergie dipendono da una reazione esagerata del sistema immunitario, il meccanismo che scatena le intolleranze è ancora sconosciuto: si sa solo che alcune persone sviluppano una ipersensibilità verso uno o più farmaci. Mal di testa, stanchezza e diarrea sono i disturbi più caratteristici delle intolleranze. Spesso si aggiungono prurito, eritema, raffreddore e occhi gonfi. In genere i sintomi si scatenano dopo due o tre ore dall’ assunzione del farmaco e, nella maggior parte dei casi, compaiono fin dalla prima volta che si prende la medicina. In generale, quando si è intolleranti a un farmaco, bisogna evitare tutti i farmaci a base dello stesso principio attivo. Tra i medicinali che più spesso creano problemi ci sono gli antidolorifici e gli antinfiammatori come l’ acido acetilsalicilico, l’ ibuprofene, e il diclofenac. Bisogna stare attenti perché sono contenuti, da soli o insieme ad altri principi attivi, in molti medicinali da banco. Molti pensano che chi ha qualche forma di allergia o intolleranza ad alimenti, pollini o altro è predisposto a sviluppare forme di ipersensibilità ai farmaci: non è assolutamente così perché i meccanismi sono diversi e l’ intolleranza ai farmaci è soggettiva, non è ereditaria.
Se si sospetta un’ intolleranza, bisogna rivolgersi all’ allergologo. Se il farmaco non è per malattie gravi e può essere sospeso, l’ allergologo può trovarne uno alternativo grazie al test di scatenamento che si fa in day hospital. Si somministrano piccole dosi di medicinali simili fino a trovare quello che non dà problemi. Se si sta seguendo una cura a durata limitata, lo specialista può prescrivere una bustina di cromoni: sono farmaci che bloccano le reazioni di intolleranza. Chi sa di essere ipersensibile ai medicinali, deve adottare delle precauzioni: quando si prende per la prima volta un farmaco è meglio cominciare con dosi ridotte, se si ha bisogno di un antidolorifico o di un antinfiammatorio è meglio puntare su principi attivi meno a rischio (come nimesulide, paracetamolo o meloxicam). Se invece il medicinale a cui si è intolleranti va preso per lunghi periodi o per tutta la vita (come l’ insulina per i diabetici o la tiroxina se sia ha un problema alla tiroide), oggi c’è una soluzione: “la terapia di desensibilizzazione da fare solo in ospedale: è un metodo ancora poco conosciuto che prevede la reintroduzione graduale del medicinale con dosi crescenti, fino ad arrivare nel giro di due-sette giorni a riabituare l’ organismo” spiega Giampiero Patriarca, direttore del servizio di allergologia del Policlinico Gemelli di Roma.
Intolleranza ai farmaci: quando ricorrere allo specialista
Di Redazione2 minuti di lettura