Energia elettrica dalla spazzatura con il termovalorizzatore ecologico

di Mariella 2

 Smaltire tonnellate di rifiuti solidi tossico – nocivi o utilizzare CDR (combustibile derivato da rifiuti) trasformandoli in energia elettrica a basso impatto ambientale. E’ quanto si propone di fare il progetto coordinato da Giovanni Bonizzoni dell’Istituto di fisica del plasma (Ifp) del Cnr di Milano, che ha sviluppato un impianto di termovalorizzazione capace di sfruttare la tecnologia della torcia al plasma. “Le torce al plasma sono state sviluppate inizialmente dalla Nasa per rispondere alle esigenze di ricerca e sviluppo di materiali in grado di resistere alle altissime temperature generate dall’attrito dell’aria durante le missioni spaziali“, spiega Bonizzoni. “In seguito hanno avuto numerosissime applicazioni industriali, nel settore metallurgico, meccanico e per lo smaltimento dei rifiuti“. L’impianto progettato dal ricercatore dell’Ifp-Cnr consente di distruggere rifiuti solidi organici recuperandone il contenuto energetico mediante l’utilizzo di torce al plasma e senza emissione nell’aria di gas tossici. Come illustra Bonizzoni: “L’applicazione della torcia al plasma sui rifiuti permette di produrre una zona di reazione a controllata presenza di ossigeno, dove la temperatura è compresa tra i 3.000 e i 4.000 °C. In tale area le molecole organiche si decompongono completamente, mentre i materiali inorganici vengono fusi senza che si inneschino quei processi combustivi che danno luogo alla formazione di composti tossici, reazione tipica degli usuali processi di combustione dei rifiuti. Il processo genera due soli prodotti: tutti gli elementi organici contenuti nei rifiuti solidi si trasformano in gas di sintesi a elevato potere calorifico che può essere, a questo punto, immesso in una turbina a gas e quindi utilizzato direttamente per la produzione di energia elettrica senza necessità di passaggio attraverso il ciclo caldaia-vapore-turbina“.

Continua Bonizzoni: “Mentre gli elementi inorganici vengono fusi e trasformati in una lava di tipo vulcanico nella quale sono conglobati e inertizzati i metalli pesanti e che, solidificata, è un ottimo materiale da costruzione, totalmente non tossico, in linea con le normative europee“. Il processo, oltre a essere ecologico, è anche economico: paragonato a un impianto di incenerimento di ultima generazione i costi di esercizio sono inferiori del 40%, mentre il rendimento energetico è superiore fino al 25%.

Per maggiori informazioni: tel 02-66173202, 335-6469613; e-mail: [email protected]

Fonte: CNR – Giovanni Bonizzoni, Istituto di fisica del plasma del CNR di Milano

Commenti (2)

  1. Qualcuno mi dica cosa c’è dentro i sacchi della monnezza a Napoli, io non ci credo, non c’è niente, il problema della monnezza non esiste, si tratta di un complotto globale!

    Io sono disposto ad organizzare un servizio di nettezza urbana e pagare uno a uno i napoletani per avere la loro spazzatura già differenziata, 10 € al quintale di spazzatura già differenziata da venire a prendere a domicilio con il mio servizio di nettezza urbana.

    comitati-autonomi.blogspot.com/2008/05/cosa-ce-dentro-i-sacchi-della-monnezza.html

    Io pago i napoletani uno a uno per avere la loro spazzatura già differenziata da venire a prendere al loro domicilio.

  2. Io mi chiedo ,se con tanti problemi che porta la spazzatura,con tanti mezzi che trovo su internet è possibile ,che non sia possibile utilizzare ,questi impianti ,mi sembra un paradosso ,inspiegabile,,

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