Omeopatia

di Mariella Commenta

 L’ Omeopatia è un sistema clinico farmaceutico che utilizza microdosi di sostanze derivate da vegetali, minerali o animali per stimolare la risposta di guarigione naturale.
Secondo questo principio una malattia può essere curata somministrando al paziente una microdose di una sostanza che nell’uomo sano e a dosi massive provoca sintomi simili a quelli della malattia. In altre parole, mentre nella medicina classica il farmaco (dal greco veleno) è un diretto antagonista teso a contrastare la situazione patologica distruggendo l’agente che l’ha provocata, l’ omeopatia segue la via indiretta inoculando una sostanza che ad alte dosi potrebbe essere nociva ma che a dosi infinitesimali provoca da parte dello stesso organismo una reazione di difesa.
L’omeopatia ripete, secondo canoni propri, il principio della vaccinazione.

I DUE GRANDI PRINCIPI DELL’OMEOPATIA
1. II principio di similitudine.
E’ il fondamento della terapia omeopatica. Quando, ad esempio, per il freddo si gelano le mani possiamo agire in due modi opposti: o le scaldiamo sul termosifone, o le mettiamo a contatto del ghiaccio o della neve per un attimo.
Se mettiamo le mani sul termosifone utilizziamo la via dei contrari perché applichiamo il caldo del termosifone per curare gli effetti del freddo. Usando i contrari operiamo un intervento esterno che lascia passivo l’organismo e lo stato di benessere che risulta è limitato nel tempo di somministrazione dell’agente esterno o poco più ( la sensazione di calore cessa presto quando togliamo le mani dal calorifero ed anzi può seguire un nuovo rapido e più intenso raffreddamento).
Utilizziamo invece la via dei simili, se applichiamo il freddo intenso dei ghiaccio per curare gli effetti dei freddo. Usando i simili, operiamo una stimolazione sull’organismo che viene energicamente spinto a superare il problema esistente (l’uso del freddo per scaldare le mani provoca una risposta riscaldante attiva da parte dell’organismo che proprio perché attiva sarà intensa e duratura nel tempo).

In omeopatia normalmente viene utilizzato il simile, il più simile possibile (chiamato simillimum): gli estratti diluiti del veleno di ape sono usati per curare le punture di ape (identico) e tutte le punture d’insetto che provocano sintomi simili a quelli della puntura dell’ape (simillimum); l’arsenico è usato per curare tutti i disturbi simili a quelli prodotti dall’avvelenamento da arsenico; il caffè è usato per curare quegli stati di eccitazione simili a quelli che produce l’eccesso di caffè.

2. La dose infinitesimale.
È il secondo cardine della terapia omeopatica. Tornando all’esempio del freddo alle mani, è evidente che esagerando con il ghiaccio non otterremo una reazione riscaldante da parte dell’organismo bensì un congelamento.
Nei rimedi omeopatici, sostanze diverse vengono diluite fino a quantità infinitesimali.

L’AMNESI DEL PAZIENTE
Un altro aspetto dell’omeopatia è l’anamnesi dell’intero status del paziente.
E’ questa la diagnosi decisiva da parte del medico, il quale non si comporterà più come nella pratica clinica classica (tale sintomo tale farmaco di contrasto) ma secondo una valutazione più personale del paziente in esame. Per il medico omeopatico, un sintomo come la febbre o una cefalea o un disturbo all’apparato digerente è ancora insufficiente per la prescrizione. Egli terrà conto, non solo dei sintomi ma anche e soprattutto della costituzione organica e neuropsichica. In sostanza, nel formulare la diagnosi, il medico sarà in grado di precisare a quale tipo costituzionale appartiene il paziente in esame.

OMEOPATIA E CHIRURGIA
L’uso dei rimedi omeopatici nella preparazione all’intervento chirurgico e nel periodo post operatorio, ha dimostrato di poter migliorare la prognosi, diminuendo e controllando lo shock operatorio, migliorando la tolleranza al trattamento anestetico, prevenendo o riducendo le complicanze, accelerando la guarigione del paziente.

Si deve inoltre ricordare che la particolare preparazione dei rimedi omeopatici li priva di qualsiasi tossicità, e questo è un grande vantaggio nella cura delle malattie che richiedono tempi lunghi di cura.

A cura di Manuela Torregiani

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