I nuovi LEA spiegati dal Ministro

di Pina Commenta

Il ministero della Salute ha spiegato quali sono le novità dei LEA, i livelli essenziali di assistenza rinnovati alla fine di un lungo lavoro. L’ultimo comunicato del ministero sull’argomento. 

“Per i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), a cui siamo arrivati dopo un duro lavoro, abbiamo avuto il consenso informale del Mef, aspettiamo a breve la nota ufficiale. Poi, il Dpcm passerà all’esame delle Commissioni di Camera e Senato”.

Così il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin durante la conferenza stampa del 14 luglio, presso l’Auditorium “Cosimo Piccinno” della sede ministeriale di Ripa, per illustrare le novità previste nei nuovi Lea. Presenti anche il Direttore generale della programmazione sanitaria Renato Botti e il Presidente della FNOMCeo Roberta Chersevani.

Leah Beth Richards tumore di Wilms

Con riferimento all’aggiornamento dei Lea, il Ministro ha precisto che

“una volta approvati ed entrati in vigore i nuovi Lea, non dovremo aspettare di nuovo 20 anni prima del prossimo aggiornamento: esso sarà continuo, i Livelli essenziali di assistenza verranno aggiornati ogni anno”.

Per quanto riguarda le risorse necessarie, Lorenzin ha precisato che

“c’è voluto molto tempo per i Lea proprio perché sono state fatte delle analisi approfondite, e secondo le stime gli 800 milioni stanziati sono sufficienti. Ovviamente, poi, i Lea saranno migliorabili”.

Parlando poi del Decreto appropriatezza, Lorenzin ha spiegato che

“è stato superato: con i nuovi Lea si introduce un regime prescrittivo, condiviso con i medici e le società scientifiche, basato soprattutto sulla responsabilità sull’erogabilità”.

E ancora:

“Il medico potrà continuare a prescrivere tutto quanto riterrà opportuno”.

Questo concetto viene espresso anche in un Manifesto siglato dal Ministero della Salute e dalla FNOMCeo alla luce dei nuovi Lea. Il Presidente di FNOMCeo Chersevani ha aggiunto che

“i medici sono perfettamente consapevoli della necessità di assicurare una sostenibilità al Servizio sanitario nazionale e quindi saranno autonomi ma anche responsabili”.