Il fritto fa bene o fa male?

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Fino ad oggi i medici ci hanno consigliato di tenerci alla larga dalle fritture che seppure squisite, si rivelano dannose per la salute. Adesso però la scienza fa un passo indietro spiegando che i fritti, in realtà fanno bene. Ma dov’è la verità in questa diatriba sul fritto?

Tra i metodi di cottura più salutari c’è senz’altro l’arrosto e la cottura a vapore ma non era stato ancora inserito nell’elenco degli amanti del benessere, anche la frittura. Senza andare per le lunghe, una ricerca americana ha dimostrato che friggendo alcuni alimenti, come le verdure, queste conservano le loro proprietà nutritive più che quando sono bollite. In più nel processo di frittura liberano degli elementi dalla comprovata attività antiossidante. Così riassume il tutto Repubblica.it

La frittura è il metodo che produce i maggiori aumenti associati alla frazione fenolica, il che significa un miglioramento del processo di cottura”, dice la professoressa Cristina Samaniego Sanchez, a capo del Dipartimento nutrizionale della facoltà di Farmacia a Granada. “Nel corso degli anni, la ricerca ci ha portato a credere che friggere le verdure è un grande divieto, e le proprietà antiossidanti non contano di fronte alla paura del grasso”. E i risultati di una serie di esperimenti hanno trasformato in dichiarazione ufficiale un’idea che prima era solo nella sua testa. I ricercatori hanno cercato di scoprire gli effetti dei vari metodi di cottura sulla salubrità delle verdure comunemente consumate nella dieta mediterranea, come le patate, i pomodori, la zucca e le melanzane. E hanno scoperto che le patate e anche le altre verdure mantengono le loro proprietà nutritive di più se fritte nell’olio d’oliva rispetto a quando sono cotte in acqua. In più le verdure fritte in olio extravergine aumentato la loro capacità antiossidanti che aiutano a prevenire diverse malattie.

Voi che ne pensate? Una trovata pubblicitaria o una piacevole verità?

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