L’astice: il crostaceo che fa bene alla linea

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L’astice, anch’esso un crostaceo, presenta un carapace ricco di chitina, spessa utilizzato nei integratori alimentari dimagranti come chelante lipidico.

In natura si incontranodue specie di astici:

– la specie Homarus gammarus, comunemente chiamato astice europeo

 – la specie Homarus americanus, comunemente chiamato astice americano.

L’astice europeo, conosciuto anche come “lupicante”, è un crostaceo decapodo appartenente alla famiglia Nephropidae, genere Homarus; dal punto di vista morfologico, risultano particolarmente simili agli scampi o ai gamberi di fiume italiani.

L’astice è diffuso maggiormente nell’Oceano Atlantico, dove vive la varietà denominata Homarus americanus, la varietà Homarus gammarus si trova invece nel mar Mediterraneo; le due varietà sono simili, ma quella europea viene considerata di maggior pregio. La maggior parte della pesca viene effettuata nel suo habitat naturale, spesso usando le apposite nasse per crostacei e usando come esca del solo pesce, come ad esempio pezzi di polpo o di seppia.

I tentativi di creare allevamenti di questo crostaceo non sono andati a buon fine a causa delle sue aggressive abitudini territoriali: l’astice è presente nelle zone orientali dell’Oceano Atlantico, dalla Norvegia nord-occidentale fino alle Azzorre e al Marocco. Si trova anche nel Mar Mediterraneo a ovest di Creta e a nord-ovest del Mar Nero, ma non nel Mar Baltico. Questo crostaceo vive attaccato alle rocce sottomarine, raramente sotto i 50 m, ma fino a un massimo di 150.

Al contrario di quanto spesso si crede, l’astice non è strettamente imparentato con l’aragosta, che appartiene a un altro genere e anche a una famiglia diversa, quella dei Palinuridi. L’aragosta è di un rosso/arancione vivo mentre a differenza dell’astice, che è di color bluastro grigio/verde scuro mentre con chiazze gialle sul dorso e ventre chiaro, possiede due paia di antenne, un paio lunghe e uno corte e 6 zampe chelate, di cui 2 maggiormente sviluppate, che una più grande e una più piccola, per poter svolgere meglio compiti diversi. Il carapace è liscio e incavato, possiede due spine, situate vicino agli occhi. Può raggiungere il mezzo metro di lunghezza, ma gli esemplari comuni misurano dai 30 ai 40 cm.

 

L’astice è un crostaceo pregiato, non quanto l’aragosta ma più abbordabile economicamente essendo il suo costo decisamente inferiore, pur rientrando nella fascia di prezzo medio alta. Nonostante l’aragosta sia più pregiata, non sono pochi, anche tra gli esperti, che sostengono che la carne dell’astice sia più saporita di quella dell’aragosta, anche se quella di quest’ultima risulta essere più delicata.

Il corpo dell’astice è ricoperto da una corazza divisa in due parti; una anteriore, il cefalotorace, e una posteriore, il carapace. Il cefalotorace presenta due grandi chele frontali, una più imponente dell’altra, con le quali caccia e si difende dai predatori tipo: halibut, platessa, pesce lupo ecc; posteriormente alle chele vi sono due pinze con le quali l’astice avvicina il cibo alla bocca; un altro paio di pinze permettono all’animale di muoversi. L’astice ha inoltre quattro antenne, due corte e due lunghe, che gli permettono di avere sensazioni tattili. L’astice vive in profondità, in fondali sabbiosi e rocciosi che esplora durante le ore notturne alla ricerca del nutrimento. Nelle ore diurne si nasconde mimetizzandosi fra le rocce o all’interno di grotte. Chele e antenne, assieme alle zampe, sono appendici vincolate alla testa. Anche il cervello e alcuni visceri fanno parte del capo degli astici, mentre il corpo, che al suo interno contiene il muscolo propulsore dedicato alla fuga, è segmentato in più parti e termina in un’ampia coda a forma di ventaglio. Gli astici depongono un notevole numero di uova, ma solo una su 10 schiude e raggiunge l’età adulta. Gli astici hanno un regime alimentare basato prevalentemente su molluschi bivalvi-lamellibranchi, ricci di mare e altri invertebrati ma, occasionalmente, assumono pure un comportamento saprofago.

Il suo uso in cucina non è limitato esclusivamente alla preparazione di sughi e condimenti per primi piatti, ma viene servito anche come antipasto oppure come secondo piatto.

Gli astici sono alimenti caratterizzati da una polpa molto ricca di proteine ad alto valore biologico, poveri di lipidi, privi di carboidrati e, dal punto di vista energetico, notevolmente ipocalorici; si prestano dunque alle diete dimagranti, alle diete per il diabete ma non alle diete contro le dislipidemie, poiché contengono elevate quantità di colesterolo.

Gli astici contengono un quantitativo di purine che li rende inadatti all’alimentazione dell’iperuricemico e del gottoso. Per quel che concerne le vitamine, gli astici apportano un buon quantitativo di quelle del gruppo B, in particolare di Niacina (vit. PP); in merito ai sali minerali, spiccano sodio, potassio e fosforo. Un etto di polpa di astice apporta solamente 85 Kcal ogni cento grammi. Per il grande apporto di sodio occorre consumarlo con moderazione se si soffre di ipertensione e, come per tutti i crostacei, praticamente è vietato a coloro che soffrono di ipertiroidismo.

Questo crostaceo appartiene appartiene alla lista di alimenti “potenzialmente allergizzanti”; sono dunque sconsigliati nei regimi alimentari durante la gravidanza, nel periodo dell’allattamento e non può essere dato a bambini in fase di svezzamento.

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