I farmaci contro il mal d’amore

di Pina Commenta

Qualcuno alza un po’ il gomito per dimenticare, qualcun’altro si conforta mangiando grandi quantità di gelato, il mal d’amore viene superato generalmente con queste “terapie casalinghe”. E se ad aiutarci a superare le pene d’amore ci pensasse un farmaco? Grazie ai recenti studi sulla base neuronale dell’amore, la scienza sta provando a mettere a punto una serie di rimedi per alleviare i cuori spezzati.

Gli scienziati descrivono l’amore come un fenomeno neurobiologico che si divide in tre sottocategorie: innamoramento, attrazione e attaccamento. Alla base di tutte e tre c’è l’aumento del successo riproduttivo e quindi la continuazione della specie. Ognuno di questi stadi ha delle caratteristiche cerebrali, cioè avvengono dei meccanismi chimici nel nostro cervello che variano a seconda delle fasi. Il primo innamoramento, per esempio, ha diverse caratteristiche in comune con i disturbi ossessivi-compulsivi.

Persone affette da disturbi di questo tipo e innamorati della prima ora, secondi alcuni studi, presentano livelli insolitamente bassi di una proteina che trasporta la serotonina, l’ormone responsabile della regolazione dell’umore. I livelli tornano normali quando la relazione tra i due innamorati ha superato la fase iniziale. È quindi ragionevole pensare che i farmaci regolatori della serotonina possano smorzare le pene d’amore del primo periodo di una relazione.

Secondo alcune ricerche, è stato stabilito che farmaci in grado di bloccare dopamina e ossitocina, sostanze importanti per tutte le relazioni, non solo romantiche, vanno ad intaccare i vari rapporti umani, gli effetti collaterali sarebbero quindi molto pesanti.

Un altro possibile approccio potrebbe essere simile a quello usato per curare i disturbi da stress post-traumatico: si cerca di sostituire il ricordo che genera sofferenza con una memoria emotivamente meno negativa. Le persone che provano dolore dopo un amore finito male, infatti, hanno mostrato una maggiore attività cerebrale nel pallidum ventrale, la zona legata all’attaccamento, rispetto alle persone che vivono una relazione felice. Potrebbe essere possibile usare la stimolazione cerebrale per diminuire l’attività in quest’area del cervello e velocizzare l’effetto curativo del tempo.

Naturalmente il consiglio è quello di provare prima con i metodi tradizionali, allontanarsi dall’ex partner, evitare di guardare le foto fatte insieme o magari il suo Facebook è già un ottimo inizio per superare la crisi ed andare avanti.

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