Capodanno 2013: attenzione ai botti, i consigli dell’esperto

di Mariella Commenta

Fra qualche giorno arriverà Capodanno, bisogna prestare attenzione ai botti. I consigli dell’esperto, Dottor Alfredo Borriello dell’Ospedale Pellegrini di Napoli, suggeriscono come comportarsi nel caso in cui dovessimo essere vittime di ustioni. Festeggiare la fine dell’anno è una tradizione di tutto il mondo, purtroppo, a volte si esagera.

L’esuberanza dei festeggiamenti della notte di San Silvestro provoca a volte danni irreparabili, così, in qualche istante, una festa si trasforma in tragedia. I pronto soccorsi degli ospedali vengono presi d’assalto da chi, incautamente, maneggia i fuochi d’artificio, petardi e quant’altro rappresenta un incauto festeggiamento.

Le vittime sono molte ogni anno, nonostante giornali e televisione facciano le raccomandazioni, l’euforia del benvenuto al nuovo anno, supera di gran lunga la prudenza.
A volte sono casi molto gravi, per la maggioranza si tratta di ustioni, piccole e superficiali, a volte, profonde e preoccupanti altre.

Il Dottor Alfredo Borriello, direttore dell’unità operativa di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Pellegrini di Napoli, punto di riferimento per le emergenze ustioni per il Centro-Sud Italia, ha stilato un vademecum su cosa evitare e, dovesse succedere, cosa fare.
Le ustioni, spiega l’esperto, in base all’estensione e alla gravità, si distinguono in tre casi, ed ecco i consigli:

Ustioni di terzo grado: (con necrosi dei tessuti cutanei), bisogna immediatamente rivolgersi al pronto soccorso o chiamare il 118. In attesa dei soccorsi, il paziente non deve bere, deve essere sdraiato e coperto, per evitare il calo della temperatura corporea.

Ustioni di primo e secondo grado: le scottature più lievi (primo grado), che procurano arrossamento, bruciore e male, generalmente, guariscono in qualche giorno senza lasciare cicatrici. Quelle di secondo grado, invece, causano le bolle, oltre a dolore e bruciore intenso. La guarigione è un po’ più lunga, ci vorranno, infatti, un paio di settimane prima che si cicatrizzi, si tratta di casi superficiali. Nelle situazioni più gravi, ci vorrà un tempo più lungo e potrebbe lasciare cicatrici.

Che cosa fare

  • Raffreddare la parte interessata immergendola in acqua fredda nel più breve tempo possibile, per almeno quindici minuti.
  • Se la parte interessata è molto estesa o ci sono vesciche o ferite della pelle o carne, bisogna correre immediatamente al pronto soccorso.
  • Coprire la parte ustionata con garze medicate o con biancheria di cotone pulita e bagnata.
  • Se i pazienti sono bambini piccoli, anziani o ammalati, consultare sempre un medico.
  • Liberare la parte bruciata da indumenti a contatto, è un’operazione da svolgere con molta attenzione. Via anche anelli, bracciali o collane.
  • Se la parte lesa guarisce con ritardo, potrebbe significare che è subentrata un’infezione. Occorre rivolgersi al medico.

Che cosa non fare

  • Evitare l’utilizzo di vari rimedi casalinghi quali disinfettanti, dentifricio, creme non specifiche, ghiaccio, burro, olio, pomodori.
  • Non forare le bolle per svuotarle del liquido, meglio che lo faccia il medico, per evitare infezioni.
  • Non comprimere la zona lesionata. Se l’ustione è dovuta a sostanze chimiche, come la calce secca, utilizzare esclusivamente la soluzione fisiologica come disinfettante.
  • Coprire la parte ustionata con le apposite garze sterili o con biancheria di cotone pulita e bagnata, senza comprimere.

Infine, il dottor Alfredo Borriello spiega come curare la ricostruzione della cute ed evitare complicazioni o infezioni. Le nuove medicazioni propongono piastrinici che stimolano la guarigione delle ferite. Si tratta di un gel che rilascia numerosi fattori di crescita, che stimolano la rigenerazione delle cellule. Per gli esiti cicatriziali, si consiglia l’utilizzo di cellule staminali e lipofilling.

Photo credit: Amani Hasan su Flickr

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