La depressione d’ autunno, come capire se si ha bisogno di aiuto

di Mariella Commenta

Un po’ di malinconia e malumore capitano a tutti, in autunno. Però chi tende alla depressione può soffrire di più e a volte rischiare una patologia vera e propria. Come capire quando bisogna rivolgersi al medico per chiedere consiglio e aiuto? Solo se compaiono alcuni segnali, che indicano il rischio di una vera sindrome da depressione d’autunno, che in Italia colpisce circa l’11 per cento degli adulti e non va mai confusa con i normali sbalzi d’umore tipi i tutti, chi più, chi meno, nei cambi di stagione.

Si tratta di stati d’animo e condizioni precise, se durano più di 2-4 settimane, è bene parlarne con il medico di famiglia per una prima valutazione. A rischio sono soprattutto le donne che si ammalano nel doppio dei casi rispetto agli uomini, a causa di molteplici fattori, genetici e ormonali. Il rischio è più alto se si hanno in famiglia casi di depressione, patologia, però che assale praticamente solo in età fertile e non in menopausa.

Sintomi della depressione d’autunno

  • Insonnia mattutina: non si tratta del sonno disturbato o della difficoltà ad addormentarsi, ma nel risveglio anticipato: i possibili candidati alla depressione, di solito, piombano rapidamente in un sonno profondo, ma poi si ritrovano con gli occhi sbarrati alle 4-5 del mattino e non riescono più a riaddormentarsi; e il risveglio precoce è spesso accompagnato da pensieri negativi, angosciosi e uno stato di forte disagio interiore.
  • Calo dell’appetito: è come se la voglia di mangiare si spegnesse, indipendentemente da quanto sono appetitosi i piatti proposti: l’inappetenza è prolungata e ci si deve sforzare anche solo per mangiare pochi bocconi.
  • Assenza di emozioni: non spaventiamoci se ci sentiamo infelici o giù di morale: la tristezza è un sentimento e di solito ha radici precise, una separazione, un lutto o una forte insoddisfazione. Deve preoccupare l’assenza di qualsiasi emozione, senza reazioni positive davanti alle cose belle della nostra vita, o negative davanti a quelle brutte. Chi soffre di depressione, non piangono, proprio perché non sentono niente e il ritorno delle lacrime è un segnale molto positivo che, di solito, arriva quando le cure a cui si sottopongono cominciano a fare effetto
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  • Incapacità di agire: chi sta per scivolare in uno stato di depressione fa molta fatica a concentrarsi sui compiti quotidiani, non riesce a organizzarsi: qualsiasi attività, prima consueta, diventa pesantissima e li riempie di timori; si perde la memoria del come si fa e non ci si sente più se stessi
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  • Gravidanza: l’80 per cento delle neo mamme soffre un breve periodo di “maternity blues” nei giorni successivi al parto. Ma questo non ha niente a che vedere con la vera depressione post partum che compare, inaspettata, da un mese a un mese e mezzo dopo la nascita del bebè e paralizza la donna che si sente del tutto incapace a gestire il suo bambino ed essere una madre normale.
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