Perdere i chili con gli integratori alimentari, i benefici e le controindicazioni

di Mariella Commenta

Perdere peso senza fare troppi sacrifici è, decisamente, il sogno di tutti, una pillola e a tavola non devi sacrificarti, niente più palestra, lunghe camminate. Per realizzare questa speranza ci si rivolge sempre più spesso ai più svariati integratori alimentari, ormai in vendita ovunque, dalla farmacia al supermercato, passando da internet, la ricetta medica non serve, dunque via libera. Non è un caso che il mercato degli integratori alimentari abbia sfiorato complessivamente un fatturato di 3 miliardi di euro. Ma attenzione, gli integratori alimentari devono essere affiancati da una dieta ipocalorica adeguata e al movimento fisico, come per altro, per legge, deve essere ben indicato in etichetta.

Se le diete fai da te sono sconsigliate, anche per l’uso degli integratori alimentari è meglio consultare il dietologo, soprattutto quando i chili da eliminare sono tanti. In generale, meglio acquistare gli integratori alimentari che sono nell’elenco presente sul sito www.salute.gov.it.

Gli integratori alimentari per togliere l’appetito
I più diffusi sono a base di fibra alimentare, la cui funzione è quella di aumentare il senso di sazietà. Noto è il glucomannano, ricavato da un tubero, ma appartengono a questa categoria anche la gomma guar, la cellulosa e l’inulina. Per ottenere degli effetti bisogna assumere una capsula, con almeno un bicchiere pieno di acqua, circa mezz’ora prima dei pasti. Si trovano, però, anche sotto forma di alimenti, come barrette, biscotti e cracker: sgranocchiali al bisogno e l’atto stesso del masticare ti aiuterà anche da un punto di vista psicologico.
Attenzione: le fibre possono irritare la mucosa dello stomaco e dell’intestino e quindi non sono indicate se soffri di gastrite, coliti o frequenti episodi di diarrea. Possono anche favorire mal di pancia, gonfiore e gas nell’intestino.

Gli integratori alimentari che ti fanno sentire sazia
Agiscono sul senso di sazietà, ma senza riempire lo stomaco, una nuova classe di integratori a base di NOPE, derivano dalla lecitinia di soia. Questa sostanza viene trasformata, a livello dell’intestino, in NOE, un mediatore della sazietà che il nostro organismo produce quando abbiamo mangiato a sufficienza. Le capsule devono essere assunte almeno un paio d’ore prima dei pasti, prenderlo troppo tardi rischia di non fare effetto.
Attenzione: questi integratori alimentari non hanno sostanziali effetti collaterali, ma la riduzione del senso di fame è limitata e per aver maggiore efficacia è necessaria un’assunzione prolungata per mesi.

Gli integratori alimentari per assorbire meno grassi
Il chitosano, una polvere estratta dal guscio dei crostacei, è il capostipite dei prodotti che limitano l’assorbimento dei grassi. Le stesse proprietà sono riconosciute al poliglucosamina, una fibra estratta sempre dai crostacei. Una volta nell’intestino, queste sostanze si legano facilmente ai grassi e li “sequestrano” dal cibo ingerito, impedendo che vengano assorbiti. Vanno presi circa mezz’ora prima dei pasti.
Attenzione: riducono l’assorbimento delle vitamine liposolubili: prendili solo 4-5 giorni a settimana. Inoltre possono interferire con l’assorbimento di alcuni farmaci, come la pillola anticoncezionale, che ha una struttura simile a quella dei grassi. Non va assunta neanche da chi è allergico ai crostacei.

Integratori alimentari per il metabolismo lento
Quando si fatica a perdere peso spesso si incolpa il famigerato metabolismo basale, cioè il dispendio energetico a riposo. E molti integratori alimentari sono proprio a base di sostante in grado di accelerare i processi metabolici, come la termogenesi (il meccanismo che brucia calorie producendo calore) o di stimolare la tiroide, che agisce sul metabolismo. Caffeina, guaranà, teina, fucus sono i più noti, da assumere al mattino e nel primo pomeriggio, a stomaco pieno (per evitare irritazioni gastriche) e non la sera (rischi di faticare a prendere sonno). Questi integratori alimentari servono solo quando il metabolismo è davvero rallentato e per scoprirlo serve l’analisi del respiro (devi respirare in una maschera collegata a un analizzatore di gas), fatta dal dietologo e dall’endocrinologo.
Attenzione: serve autela per assumere questi prodotti. Il fucus, per esempio, è un’alga ricca di iodio che può alterare l’equilibrio della tiroide e non va bene se la tua ghiandola lavora già troppo (ipertiroidismo). La caffeina, invece, può influire sul ritmo cardiaco e ridurre l’assorbimento di nutrienti come ferro, calcio, vitamine.

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