Precauzioni contro i malesseri dei viaggi in aereo: mal d’ aria e jet lag, tromboembolie, infezioni

di Mariella 1

Viaggiare in aereo è diventato il modo più comune per spostarsi sulle lunghe distanze. Ogni anno oltre 2 miliardi di persone salgono su velivoli che sono ormai capaci di voli senza scalo di 18 ore e più. Questo modo di viaggiare può creare dei problemi per la salute, problemi che sono stati analizzati in una tavola rotonda sul tema e poi pubblicati dalla rivista britannica “The Lancet”.
I malesseri in volo sono infatti sempre più diffusi. Un dato dovuto all’ aumentato del numero dei passeggeri, ma anche e soprattutto al maggior numero di ore passate sui velivoli (spesso in economy class) nelle lunghe tratte senza scalo. E’ allora necessario che i viaggiatori che abbiano condizioni di salute non buone o con preesistenti problemi cardiaci, di pressione o polmonari, di usare alcune precauzioni.

TROMBOEMBOLIE
Quando il volo comincia a superare le quattro ore, vi è sempre più il rischio di tromboembolie, dovuto all’ impossibilità di poter muovere gambe e braccia.
Quindi, meglio preferire un posto di corridoio che uno vicino al finestrino: avrete più possibilità di alzarvi ogni tanto o di stendere le gambe.

INFEZIONI E INFLUENZA
Ci sono poi le infezioni. Molti passeggeri, costretti a restare per lungo tempo in spazi limitati e con ricambi d’ aria saltuari, sicuramente ne facilitano la diffusione.
Lancet ricorda come dopo l’ 11 settembre, quando per il trauma la gente negli Usa viaggiava meno in aereo, l’ influenza si diffuse in ritardo e con maggior lentezza. L’ aria in cabina e la pressurizzazione sono i due punti chiave: assicurarsi sempre di avere un buon flusso d’ aria aiuterà allora a essere meno soggetti agli attacchi batterici.

MAL D’ ARIA
Il cosiddetto “mal d’aria” è una cinetosi, ovvero una “malattia da movimento”. Il problema è comunissimo nell’infanzia e può persistere nell’ adulto, in particolare nel sesso femminile. L’ origine del disturbo è la stimolazione dell’ apparato dell’ equilibrio (apparato vestibolare) che avviene in determinate condizioni di movimento. Il soggetto avverte malessere e nausea e manifesta pallore e sudorazione, di rado accompagnati da abbassamento della pressione arteriosa e da aumento della frequenza del battito cardiaco.
L’ alimentazione è allora fondamentale per prevenire il disturbo: è utile viaggiare a stomaco pieno, assumere pasti leggeri e frequenti, evitare le bevande alcoliche. Il disturbo è minore nelle zone dell’ aereo meno soggette a movimenti continui: sono dunque da preferire le poltrone vicino alle ali.
È importante, inoltre, distrarsi restando seduti (non leggere!), guardare fuori e respirare in modo da ossigenare bene il sangue. Esistono diversi farmaci, anche da banco, che tuttavia è sempre preferibile che siano prescritti da un medico in rapporto alle necessità dei singoli pazienti: questi devono essere assunti con anticipo rispetto al viaggio e possono provocare effetti indesiderati.
Nessun problema, invece, per i “braccialetti antinausea” il cui utilizzo si basa sull’ esperienza terapeutica della medicina tradizionale cinese (digitopressione). Il braccialetto deve essere applicato nel punto indicato sul foglietto allegato alla confezione: la pressione nel punto specifico previene la nausea. Per i bambini, inoltre, il braccialetto può diventare un piacevole gioco, utile anche a distrarli.

SONNO E JET LAG
Il primo passo per ridurre i disturbi connessi alla sindrome da jet lag, che si possono manifestare dopo un lungo viaggio, è quello di dormire bene a bordo dell’ aereo.
Nei voli di lunga durata, soprattutto quando si arriva a destinazione al mattino (ora locale), per essere più riposati è opportuno dormire almeno qualche ora. Nella maggior parte dei casi, è invece sufficiente partire riposati (in questo modo, un sonno più breve o meno riposante del solito non rappresenterà un problema).
Può essere utile, sia prima sia durante il viaggio, evitare il tabacco e le bevande contenenti caffeina e mangiare cibi leggeri. Non tutti gli aerei sono uguali e, certamente, la classe economica è quella più svantaggiata dal punto di vista della comodità.
Quando si vuole dormire, ci si può togliere le scarpe e slacciare, del proprio abbigliamento, tutto ciò che potrebbe mettere a disagio durante il riposo. Se si avverte freddo, ci si può coprire con i propri indumenti oppure farsi dare un plaid.

Buon viaggio!

Commenti (1)

  1. Ciao a tutti,mi chiamo Sabrina vorrei esporre il mio di problema, ho viaggiato in aereo nel 2004 per andare in AMERICA ed ho sofferto tanto con le orecchie, a distanza di 7anni a Dicembre ritorno e visto il periodo (raffreddori vari) ho paura che mi si presenti nuovamente il problema, mi potete aiutare in qualche modo? GRAZIE!

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