Scuola e bambini – Salute dell’ occhio e apprendimento. L’ importanza della visita oculistica e della prevenzione

di Mariella 4

Scuola e bambini – Salute dell’ occhio e apprendimento. L’ importanza della visita oculistica e della prevenzione
Si torna a scuola e, oltre a pensare a libri, zaini e quaderni, è opportuno riservare un po’ di attenzione alla salute degli occhi.
L’ importanza della prevenzione e delle visite dall’ oculista è confermata dal dottor Francesco Loperfido, Responsabile del servizio di Oftalmologia generale presso l’ Unità Operativa di Oftalmologia e Scienze della Visione dell’ Ospedale San Raffaele di Milano.
LA VISTA E L’ APPRENDIMENTO DEL BAMBINO
Leggere, scrivere, seguire le lezioni alla lavagna, sono tutte operazioni che coinvolgono la vista del bambino. Se un problema c’è, va individuato in tempo, così si evitano eventuali difficoltà d’ apprendimento e la loro interferenza con i risultati scolastici.
L’ apprendimento a scuola è facilitato se entrambi gli occhi funzionano al meglio. Non vederci o vederci male rallenta molto l’ attenzione dello studente, per sforzarsi di leggere alla lavagna o sul quaderno si perde le spiegazioni.
Dello stesso parere anche il prof. Silvio Maffioletti, docente del corso di Laurea in Ottica e Optometria presso l’ Università degli Studi di Milano Bicocca e consulente della Commissione Difesa Vista: la visione è la modalità sensoriale che fornisce la maggior quantità di stimoli al cervello e che, nel bambino, svolge un ruolo primario nel suo sviluppo senso-motorio, nella sua relazione con l’ ambiente e nella sua crescita sociale e culturale.

L’ IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE DELLA VISTA E DELLA VISITA OCULISTICA
Nonostante questo, purtroppo, l’ attenzione per la salute degli occhi è ancora scarsa.
Il 70% dei genitori non ritiene necessaria una visita oculistica per i propri figli perché, affermano, ci vedono bene.
Chi vede male, studia meno. Ma come si fa a stabilire se è questione di voglia o c’è qualcosa sotto? Prima di tutto bisogna valutare la familiarità con i disturbi visivi: se un genitore soffre di miopia, ipermetropia e astigmatismo è probabile che anche i figli ne soffrano.
L’ unico modo per accertarlo è sottoporre i propri figli a controlli mirati: visite regolari dall’ oculista all’ inizio dell’ anno scolastico, infatti, permettono di evidenziare problemi comuni e molto diffusi come miopia, ipermetropia, astigmatismo e anche strabismo o altri disturbi più gravi come la cataratta congenita.
Se si accerta il problema, bambini con strabismo o occhio pigro non devono trovarsi mai in una posizione laterale rispetto al piano della lavagna. Oppure quelli miopi è meglio che non abbiano il banco posizionato troppo lontano: la miopia tende ad evolvere in rapporto alla crescita del bambino.

COME ACCORGERSI SE IL BAMBINO NON VEDE BENE: SINTOMI MIOPIA E IPERMETROPIA
A volte i segnali che il bambino non vede bene sono chiarissimi: basta osservarlo mentre studia. La postura è fondamentale. Avvicina troppo la testa al foglio, poi alza lo sguardo per guardare lontano ? Probabilmente è miope, cioè non vede bene da lontano.
In questi casi è indicativa la postura soprattutto se legge molto da vicino, il miope infatti tende a compensare il suo difetto avvicinandosi molto con la testa al libro, o al quaderno se scrive, compromettendo anche la posizione del corpo, successivamente alzando lo sguardo verso la lavagna ha un momento di disorientamento visivo attribuibile al fatto che il cristallino deve accomodare un difetto non corretto.
Per averne la certezza basta fare una prova molto semplice. Se sa già leggere, è sufficiente collegarsi ad una pagina del televideo e verificare la sua capacità di lettura: legge solo i titoli o anche le scritte in piccolo? E se strizza gli occhi, è la conferma che tanto bene non ci vede. Ogni sintomo, quindi, rivela un problema. Mal di testa e bruciore agli occhi, per esempio, potrebbero nascondere un disturbo di ipermetropia (vedere bene da lontano e non da vicino).

OCCHIO PIGRO
Tra i disturbi più diffusi, soprattutto verso i 5-6 anni, troviamo l’ ambliopia, detta anche occhio pigro: si tratta di una scarsa acuità visiva in assenza di una malattia organica; un problema solitamente unilaterale, non correggibile con lenti.
Una diagnosi precoce di questo disturbo è importante, perché i migliori risultati si ottengono praticando l’ occlusione dell’ occhio migliore entro i primi 10 anni di vita, spiega Loperfido.

VISITA OCULISTICA 1-2 VOLTE L’ ANNO PER I BAMBINI
Controlli mirati garantiscono una buona salute oculare. Prima dell’ inizio della scuola sarebbe opportuno verificare la capacità visiva dei figli.
I controlli visivi dei bambini, con l’eventuale modifica della compensazione ottica, vanno effettuati ogni 6-12 mesi.
L’ occhio del bambino, la sua visione binoculare e le sue modalità percettive mutano, nel corso della crescita, in relazione alla qualità visiva di cui egli è in possesso. Visite regolari, dunque, garantiscono di tenere sotto controllo i difetti. L’ ultimo passo, ma non meno importante, è la scelta dell’occhiale giusto in caso di presenza di difetti della vista.

COME SCEGLIERE GLI OCCHIALI PER I BAMBINI: MODELLI E MATERIALI
Bambini e adolescenti, si sa, non amano indossare gli occhiali, è importante tuttavia che non solo li indossino, ma lo facciano in modo corretto.
Oggi le aziende dell’ occhialeria vengono incontro anche alle esigenze dei più piccoli proponendo loro modelli sempre più trendy e in materiali leggerissimi, facili e belli da indossare, con un buon rapporto qualità prezzo. Anche perché la durata media degli occhiali dei bambini è di circa due anni, ma in caso di danneggiamento o smarrimento vanno effettuate sostituzioni più frequenti.
La MONTATURA degli occhiali non va scelta a caso: oltre che piacere esteticamente, deve essere adeguata all’ anatomia del volto del bambino, che varia continuamente nel tempo e va pertanto valutata frequentemente.
E’ preferibile una forma con ampio spazio nella parte superiore, per favorire l’ osservazione verso l’ alto che i bambini utilizzano spesso a causa della loro bassa statura.
La montatura deve essere stabile e avere una scarsa deformabilità. Sono quindi consigliabili montature a base di silicone oppure materiali plastici come acetato di cellulosa, poliammide, propionato di cellulosa. Oppure optare per materiali anallergici come titanio e acciaio, la cui difficile lavorazione però determina un costo più elevato del prodotto finale.

LENTI INFRANGIBILI E ANTIRIFLESSO
Per le LENTI la scelta più azzeccata è quella di scegliere i materiali organici che garantiscano al tempo stesso leggerezza e sicurezza. Tali materiali sono infatti resistenti agli urti e infrangibili nelle normali condizioni d’ uso.
Data la scarsa resistenza ai graffi, è opportuno che le lenti organiche siano dotate di un trattamento indurente, inoltre è consigliabile dotarle di un trattamento antiriflesso.
Ultima indicazione, ma non meno importante è che l’occhio del bambino è sprovvisto di un’ adeguata protezione naturale dai raggi ultravioletti, nocivi quando raggiungono l’ occhio.
Per questo sono indicate, per i bambini, lenti in materiali che assorbono totalmente le radiazioni UV.

Commenti (4)

  1. Non ho capito se dopo aver riscontrato un distirbo visivo e di conseguenza un disturbo di apprendimento, il problema può essere risolto!
    Mi spiego, ho un ragazzino di 11 anni astigmatico e miope da quando aveva 3 anni, ha qualche difficoltà scolastica, le insegnanti dicono che non riesce a prestare la giusta attenzione alle spiegazioni. Ho fatto fare una visita specialistica da un neuropsichiatra infantile che non ha diagnosticato nessun deficit intellettivo (se non un quoziente di intelligenza superiore alla media) e quindi ha consigliato una visita optometrica.
    Poichè la sua capacità cognitiva è normale non riesco a capire come mai la sua concentrazione è così scarsa e soprattutto così faticosa. Farò fare anche una visita optometrica ma non so se questo risolverà il suo problema. Se la diagnosi fosse positiva ovvero si riscontrasse un grosso disturbo visivo quali sono le soluzioni per il bambino?
    Ha già gli occhiali che cambia 1 volta all’anno per via del suo “peggioramento” continuo della vista.
    Grazie per una eventuale risposta
    Rosanna

  2. Ciao Rosanna,
    sono una mamma, una maestra e ho una laurea in pedagogia. Esiste un problema che non riguarda assolutamente le capacità cognitive ma bensì la costanza attentiva, si chiama disprassia e inerisce le categorie spazio/tempo. In genere i bambini che hanno questo problema si perdono nelle sequenze e necessitano di essere spesso riportati nel flusso comunicativo. Questo disturbo si associa ad una mancanza di cordinazione negli schemi motori rapidi e ad alcune difficoltà, anche piccole nel vestirsi, allacciarsi le scarpe ecc..

  3. La ringrazio per Blog intiresny

  4. cara Rosanna
    sono un’optometrista e mi appassiona molto questo campo dell’optometria strettamente collegato alle difficoltà attentive dei bambini, spesso accompagnati da una lettura incerta e movimenti del corpo “goffi”.
    sarei curiosa di conoscere l’esito della visita che ha fatto dall’optometrista (se l’ha fatta).
    questo semplicemente perchè in effetti il suo dubbio è ben fondato; ovvero: non sempre questi problemi si risolvono con l’occhiale (CHE DEVE COMUNQUE ESSERE BEN PRESCRITTO E BEN CENTRATO SOPRATTUTTO SE ASTIGMATICO!!). esiste una ginnastica anche per gli occhi che proveniendo dall’America si chiama Visual Training, allenamento visivo in pratica!
    questi sono esercizi in realtà semplici ma molto efficaci! legga qualcosa sul web, vedrà che ne capirà di più. in bocca al lupo
    Sivlia

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