Acqua minerale e acqua potabile – I parametri da controllare e i rischi per la salute

di Mariella Commenta

Acqua minerale e acqua potabile – I parametri da controllare e i rischi per la salute
Negli ultimi anni si è verificato un aumento del consumo di acqua minerale e di acquisto di filtri per purificare l’ acqua, che riflette la paura dei potenziali rischi dell’ acqua potabile.
L’ acqua potabile deve essere poco mineralizzata. Acque con residui fissi alti, che contengano cioè troppi sali minerali, provocano un sovraccarico nel sangue di elettroliti che devono essere eliminati dal filtraggio renale: l’ azione calcarea degli elettroliti non assimilabili nel tempo determina una incompleta depurazione del sangue e apre le porte alle malattie degenerative.
Questo meccanismo provoca la precipitazione di sali che sono all’ origine di calcificazioni dei tessuti dell’ organismo che rappresentano l’origine dell’ invecchiamento precoce:
– calcoli renali o biliari
– calcificazioni delle articolazioni e quindi artrite e artrosi
– arteriosclerosi per il depositarsi di placche calcifichi sulle arterie
– sordità, cataratta
– evoluzione verso problemi vascolari di tipo trombotico o degenerativo come il cancro.

I PARAMETRI IDEALI DELL’ ACQUA POTABILE
L’ acqua perfetta viene dalla profondità della terra, non dalla superficie e solo questo può garantirne le qualità:
– Ph leggermente acido tra 6-6,8
– Rh ridotto nell’ambito di 25-28
– Ro (serve per trovare il valore della quantificazione energetica) il più possibile alto per lo meno superiore a 6000 ohm

Un’ acqua così non ha presenza di batteri perché in un tale terreno non possono proliferare i germi patogeni.

La formula che esprime la quantificazione energetica è importante per valutare qualsiasi liquido, non solo l’ acqua e va tenuto presente che minore è il suo valore tanto migliore è l’ acqua considerata. Un valore maggiore di 30uW non può essere considerato accettabile.

IL PERICOLO DEI NITRATI NELL’ ACQUA
Altro problema importantissimo è quello riferibile alla presenza dei nitrati che non devono superare certi limiti perché, tendendo a trasformarsi nell’organismo in nitriti e legandosi alle ammine presenti nel corpo, formano nitrosammine cancerogene.
I nitrati spesso presenti in quantità superiori al limite consentito derivano da:
– fertilizzanti usati in agricoltura
– liquami degli allevamenti animali
– perdite da impianti fognari

Una volta penetrata nel suolo una parte viene assorbita dalle radici delle piante e dai batteri e una parte raggiunge la falda dalla quale gli acquedotti si approvigionano.

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