L’ ambientalista Vandana Shiva per l’ ecologia sociale

di Mariella Commenta

 Vandana Shiva, filosofa e ambientalista, fisica e scrittrice, è la grande scienziata indiana che si ispira ai principi del Mahatma Gandhi: unisce femminismo, economia, pacifismo e scienza in un pensiero complesso e rivoluzionario che vede la natura come un tempio sacro. Intellettuale dinamica e attivista, Vandana Shiva sintetizza ecologia, scienze sociali, agronomia, fisica quantistica e antica saggezza vedica: è considerata la teorica più significativa dell’ ecologia sociale. La lotta per la biodiversità si fonda su un concetto molto semplice (ma a quanto sembra difficile da applicare!): non violare le leggi della natura. A partire dal filosofo inglese Francis Bacon, il pensiero scientifico si pone come obiettivo quello di dominare la natura e piegarla alla volontà dell’ uomo invece di conoscerla. La scienza occidentale, fondata sul riduzionismo e sulla frammentazione, non è attrezzata per comprendere e rispettare la complessità della natura. Sostituendosi ai raffinatissimi meccanismi della natura, gli ingegneri genetici rischiano di far estinguere per sempre specie animali e vegetali fondamentali per la nostra sopravvivenza. Per Vandana bisogna invece arricchirsi con la diversità: la varietà di specie animali e vegetali di un ambiente ne determina l’ efficienza e la ricchezza. Come la natura ha differenziato le specie per tutelarle dalla malattia, così gli agricoltori in passato hanno sempre differenziato le culture per evitare le carestie. Oggi invece le multinazionali tentano di imporre al mondo le varietà di riso o di mais di cui detengono brevetto e proprietà a discapito della tutela della biodiversità. Questo trend agricolo secondo Vandana riflette un atteggiamento culturale: la monocultura della mente. Eliminare la ricchezza morale e materiale data dalla diversità etnica e culturale permette di ridurre la circolazione delle idee, di contenere il dissenso e di governare meglio la società. Questi sono i nuovi bio-pirati. Le industrie farmaceutiche e agro-alimentari si stanno appropriando delle varietà locali di piante officinali, frutti ed erbe delle foreste vergini del mondo: l’ appropriazione indebita dei codici genetici tramite brevetti e diritti di sfruttamento è, secondo Vandana Shiva, bio-pirateria. Il sistema dei brevetti e della tutela della proprietà intellettuale è solo una forma di colonialismo applicata alle idee: per la scienziata il sapere è un bene comune e la proprietà intellettuale un inganno.

La vita di Vandana Schiva
Nasce a Dehradun (nell’ India del nord) il 5 novembre 1952; nel 1978 ottiene il PhD presso la University of Western Ontario (Canada); nel 1982 fonda il centro per la scienza, la tecnologia e l’ ecologia per guidare l’ attivismo ambientalista; nel 1990 pubblica “ Terra madre. Sopravvivere allo sviluppo “ (Utet) proponendo una nuova lettura della natura alla luce dei principi gandhiani come risposta alla globalizzazione. La sua vita è costellata da tutta una serie di iniziative concrete e importanti. Infatti, nel 1991 dà vita all’ associazione Navdanya per proteggere la diversità e l’ integrità delle risorse viventi. Nel 1993 riceve il Right Livelihood Award (noto come Premio Nobel Alternativo) per aver posto donne ed ecologia al centro dello sviluppo. Il 20 gennaio 2008 partecipa in Italia alla trasmissione Parla con me di Serena Dandini. La casa dei genitori di Vandana (il padre guardia forestale, la madre maestra diventata contadina dopo la sanguinosa spartizione dell’ India nel 1947) è frequentata da intellettuali e discepoli del Mahatma Gandhi. Lì la piccola Vandana impara a disprezzare l’ ingiusto sistema delle caste e viene educata alla parità dei sessi. La cultura e il relativo agio della sua famiglia, le permettono di intraprendere studi di alto livello che la portano anche all’ estero. Conclusi gli studi, Vandana desidera rivedere i luoghi della sua infanzia, ma l’ India è cambiata: alle foreste si è sostituita la steppa e i villaggi vivono nella miseria e nello sfruttamento delle multinazionali agro-alimentari. Per questo Vandana fonda Navdanya, un movimento per proteggere la diversità e l’ integrità delle risorse viventi e diventa il leader dell’ International Forum on Globalization insieme agli americani Jeremy Rifkin e Ralph Nader.

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